La proposta di Longobardi: “Giardinaggio creativo, un progetto a costo zero per ridare lustro al lungomare”

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20 febbraio 2014

Pino Longobardi*

PESARO – Forse pochi sanno che nel 1913 l’allora sindaco Ugo Tombesi tagliava il nastro all’attuale viale della Repubblica, dando respiro al centro storico di Pesaro (fino a pochi mesi prima cinto dalle mura roveresche) e varando un progetto che puntava sul mettere in connessione la zona mare, allora praticamente deserta, con il centro cittadino. Questo progetto prese il nome, poi più volte ricordato nel tempo, di “Pesaro città giardino”, proprio perché viale della Repubblica e la zona dell’attuale piazzale della Libertà si abbellirono di villette, alberi e giardini realizzati in una forma assolutamente nuova per l’epoca, dando piena libertà di sfogo alla creatività dei giardinieri pesaresi, che grazie alle loro realizzazioni si fecero conoscere a livello nazionale.

Sarebbe bello riprendere il progetto, a 100 anni di distanza e con l’inaugurazione del nuovo viale della Repubblica prevista per fine primavera, impegnando il volontariato cittadino (per esempio attraverso l’associazione Volentieri Volontari) e magari remunerando simbolicamente (ci sono fondi europei che lo consentirebbero) persone disoccupate o inoccupate, dandogli come compito la creazione di giardini “a regola d’arte”, che riproducano elementi simbolo di Pesaro, frasi famose, e tutto ciò che può coniugare l’impegno civico con la cura dell’arredo urbano e la valorizzazione turistica della zona mare.

P.S.: alcune foto d’epoca, donatemi dal consigliere comunale Luciano Trebbi, sono state da me pubblicate sulla pagina Fb “Sei di Pesaro se…” con un forte interesse da parte degli utenti che hanno proposto una petizione. Eccole:

 

*Coordinatore politico lista civica Solidarietà-LiberiXPesaro

Un commento to “La proposta di Longobardi: “Giardinaggio creativo, un progetto a costo zero per ridare lustro al lungomare””

  1. STEFANO GIAMPAOLI scrive:

    Caro Pino, con le foto pubblicate, mi hai fatto fare un tuffo nel passato. La mia nostalgia non è un rimpianto malinconico della nostra bella città di un tempo ma uno stato d’animo di consapevolezza che, come tu hai suggerito, basterebbe poco a farla rivivere. Bravo!

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