Fresina vuole Pesaro più bella: “Vogliamo una città più protesa all’ascolto”. E incontra una delegazione ucraina

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21 febbraio 2014

Massimo Fresina

Massimo Fresina

PESARO – “Il portavoce di Matteo Ricci, nel suo commento si meraviglia e si interroga sul perché cittadini e forze politiche vogliano conoscere e si pongono interrogativi sui metodi adoperati nell’uso degli spazi pubblici da parte del suo candidato. Invece del fermarsi con la sua scontata risposta, che è la solita dei tanti anni di gestione, si picca del fatto che le forze del cambiamento non avrebbero progettualità sulla città”.

Così Massimo Fresina, candidato sindaco di Pesaro, in una nota che continua: “Questa nomenklatura, invece di riflettere su come hanno ridotto la città, critica non tanto l’opposizione quanto l’intelligenza dei cittadini che si ribellano alla loro idea di città. Non accettano che vi siano visioni e progettualità diverse dalla loro, a partire dal metodo dell’uso della città. Noi non legittimiamo una città divisa in garantiti e non garantiti, dove i garantiti sono quelli che rispondono ed assecondano la loro logica. Abbiamo cominciato a pensare una città diversa. Da ciò non solo è nato un interesse tra la gente per la nostra iniziativa ma è nata anche la consapevolezza diffusa che si deve e si può cambiare e che il cambiamento diventa una storia collettiva. Ecco cosa vogliamo: una città più bella, una città più protesa all’ascolto che riesca a garantire tutti i cittadini, non solo quelli che appartengono al loro clan. Sì, è possibile garantire tutti i cittadini con una progettualità che  anche la nomenklatura al potere da 70 anni avrebbe potuto e dovuto perseguire, ma che non ha voluto scientemente realizzare. Si capisce da come parlano che questi amministratori hanno perso il senso della città. In altre parole, hanno smesso di amare Pesaro ed amano solo alcuni cittadini, alcuni gruppi e alcune associazioni, oltre a se stessi. Amano solo quelli che fanno parte della loro rete, i loro garantiti che garantiscono a loro volta la sopravvivenza di questa nomenklatura. Tutti gli altri sono esclusi. Può tutto questo continuare all’infinito? No! E la nostra proposta di una città diversa, bella sta raccogliendo adesioni e sostegno. Penso ad una città che, oltre al nuovo, possa ancora essere quella delle 4 M. Ovvero: mare, musica, motori, mobili. Una Città che sappia valorizzare e coniugare al futuro la tradizione degli elementi di base del nostro territorio. Non un mare mortificato nelle versioni del turismo attuale, senza strategia di sviluppo, senza visioni chiare e certe della qualità della ricezione, slegato dalla necessaria sinergia delle varie componenti commerciali che fanno vivere la città. Ci vorrà uno specifico assessorato al turismo, con competenze trasversali ed integrate, per assicurare l’avvio vero di questo progetto e il suo presidio. Non una musica solo rossiniana ma una città della musica con la centralità del Conservatorio e la valorizzazione di quanto di nuovo possono dare i giovani in questo settore. Non una città che ha ripudiato la storia motoristica del nostro territorio ma una città che investe nella ricerca e formazione di quadri e tecnici del settore. Molti non sanno o fanno finta di non sapere che, per esempio, più di 60 pesaresi lavorano nel mondo del motomondiale e ci lavorano da tecnici e direttori. Dove la nostra capacità di investire? Dove la valorizzazione di tanti giovani che vorrebbero fare e non sanno come? Mobili non come rassegnazione alla decadenza ma come possibile risposta alla crisi. Non è giusto assistere in silenzio alla scomparsa totale della storia del nostro mobile. Non è possibile che in tutti questi anni di fatica e impegno nel distretto pesarese del mobile quello che fa testo sia solo il costo del lavoro. Non posso credere che non si sia costruita una cultura del progettare, produrre e commercializzare mobili che non sia tutt’ora spendibile sul mercato. È necessario certamente uno sforzo di riorganizzazione, di sistema, di promozione reale nel mercato, soprattutto estero. Pesaro come storia antica  e nuova del mobile in Italia e nei mercati internazionali. Bisogna ritrovare fiducia ed investire”.

Parole di Massimo Fresina, che ha incontrato una rappresentanza della comunità ucraina di Pesaro guidata da Ludmila Korovianko. Fresina, anche a nome della lista candidata a sindaco, ha manifestato la sua piena e totale solidarietà al popolo ucraino in questi giorni di dolore e lutto. “Si tratta di una pagina terribile nella strada della democrazia della Ucraina ma, si è convinti che non si potrà tornare indietro”.

 

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