In Australia via al Mondiale Sbk. Una montagna di novità: regolamento, orari, superpole, moto Evo, piloti nuovi e l’arrivo della corazzata Mediaset

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21 febbraio 2014

Il grande momento è arrivato. Finalmente il mondo dei motori torna a ruggire. E i primi che da oggi faranno sul serio sono i ragazzi della Superbike, impegnati in Australia nel primo Gran Premio della stagione.

Sykes (Kawasaki) è l'uomo da battere

Sykes (Kawasaki) è l’uomo da battere

Una stagione che, a dirla tutta, potrà davvero considerarsi rivoluzionaria rispetto al passato. E questo per quanto riguarda i motori, le squadre, i regolamenti, i media, i network…Insomma una montagna di novità. Un mondiale, se vogliamo, interlocutorio ma fondamentale. Il  2014 infatti segnerà il momento di transizione delle derivate di serie da ciò che sono state sino a uno status che dovrebbe far tornare il mondiale allo spirito originario e non a uno scimmiottamento di quello che invece è la sorella maggiore, la MotoGp.

Innanzitutto nasce la classe Evo, con specifiche intermedie tra l’attuale SBK e la Superstock cui dall’anno prossimo tutti dovranno uniformarsi. La EVO è una moto  con limitate possibilità di elaborazione della ciclistica e del motore. Ma non è l’unica novità. Ci sono graditi ritorni, come quello in grande stile di MV Agusta con Claudio Corti o la sfida di Erik Buell Racing, ma c’è anche l’abbandono della BMW come squadra ufficiale.

Guintoli e Melandri, alfieri sull'Aprilia d'argento

Guintoli e Melandri, alfieri sull’Aprilia d’argento

Poi i piloti: 27 quelli iscritti ufficialmente, di questi molti hanno cambiato moto Melandri (da BMW ad Aprilia), Laverty (da Aprilia a Suzuki), Davies e Giugliano (da BMW e Aprilia Althea a Ducati ufficiale)…E tutti contro Sikes (Kawasaki) che si appresta ad iniziare la sua prima difesa del Titolo Mondiale con grande motivazione e fiducia,  Per parlare di Evo, invece, ci correranno alcuni nomi illustri, come Michel Fabrizio (out per Phillip Island), Niccolò Canepa, un gradito ritorno il suo, il campione STK 1000 Sylvain Barrier (assente in Australia sostituito da Allerton)  nonché il veterano Fabien Foret.  La sfortuna perseguita Luca Scassa (Team Pedercini) che negli ultimi  test si è procurato la tripla frattura del bacino e anche lui salterà il Gp d’Australia.

Le Case che faranno la SBK  “pura” sono Aprilia, Ducati, EBR, Honda, Kawasaki e MV Agusta. Abbandonato il binomio nero-rosso degli ultimi anni, Aprilia RSV4 si trasforma in un bolide d’argento. E’ infatti il puro colore del metallo il tratto distintivo della livrea della RSV4 SBK. Una rivoluzione stilistica che esalta le forme e il contenuto tecnologico della moto italiana, incoronata regina tra le moto sportive stradali dalla stampa specializzata di tutto il mondo e assoluta protagonista della World Superbike. Con due titoli mondiali Piloti e tre titoli mondiali Costruttori conquistati nelle ultime quattro stagioni, Aprilia  ha scritto pagine fondamentali nella storia recente del motociclismo agonistico, e si presenta ai cancelli di partenza della stagione 2014 con rinnovate ambizioni, all’altezza del palmarès Aprilia forte di 52 titoli mondiali complessivamente vinti, 294 GP conquistati sui circuiti del Motomondiale e 38 vittorie nella Superbike. Due new entry graditissime: una è di casa nostra, la MV Agusta che torna sulla scena internazionale, a livello ufficiale, con Yakhnich Motorsport, il team campione in carica del Mondiale Supersport.

La esordiente MV Agusta nelle mani di Claudio Corti

La esordiente MV Agusta nelle mani di Claudio Corti

La squadra russa, capitanata da Claudio Corsetti e con Natalia Lyubimova nel ruolo di Team Manager, affiderà a Claudio Corti una MV Agusta F4 RR con specifiche Superbike.  E  dopo diverse stagioni nel Campionato Americano Superbike, il Team Hero EBR sbarca nel Mondiale Superbike con una coppia di piloti tutta “Made in USA”, composta da Geoff May e Aaron Yates. Il quartier generale della squadra americana è situato però in Italia, con Claudio Quintarelli e Giulio Bardi chiamati a gestire questo nuovo ed interessante progetto.

E veniamo al calendario, dove non mancano le sorprese, alcune gradite e altre decisamente meno. Una curiosità: il calendario al 2 novembre mette una bella scritta tbc (to be  confirmed, da confermare). Cioè si parte e manca ancora come e quando si terminerà. Le voci bene accreditate dicono che sarà il Qatar a chiudere la stagione, ma l’ufficialità non c’è ancora. Mica male… Una novità non gradita a noi italiani: non c’è il Gp di Monza. La direzione del circuito e il mondo della politica (a tutti i livelli) stanno lavorando per riportare la SBK a Monza nel 2015, ma intanto le gare italiane si correranno a Imola (11 maggio) e Misano (22 giugno). New entry 2014 sarà la gara in Sudafrica, in realtà un ritorno dopo 3 anni si assenza dal calendario.

Davide Giugliano: la Ducati punta sulla sua grinta

Davide Giugliano: la Ducati punta sulla sua grinta

Regolamento. E qui di sorprese e di mal di pancia per costruttori e soprattutto tecnici e meccanici, non mancano davvero.

Motori. Se ne potranno utilizzare soltanto 8 per l’intera stagione: 28 gare in 14 round comprensivi di 4 sessioni di prova (165 minuti totali), Superpole (30 minuti) e warm up (15 minuti). E’ la prima volta quindi affidabilità tutta da verificare. Eventuali incidenti metteranno a rischio l’integrità del propulsore considerando anche che per il peso (limite minimo 165 kg) e potenza (250 cavalli) ci possono essere danni ingenti. Insomma, cadere è caldamente sconsigliato, l’ordine per tutti è stare in sella il più possibile per non mandare a pallino le strategie dei singoli team.

Penalità. Sprecare motori costerà carissimo: ogni propulsore punzonato oltre agli otto previsti comporterà la partenza dai box dieci secondi dopo gli avversari in griglia di partenza, e per due gare consecutive. Fatti i calcoli andare a punti partendo così indietro sarà pressoché impossibile. Cadere poi nel warm up o in gara 1 avrà effetti catastrofici, i nuovi orari hanno ridotto il tempo per mettere mano alle moto.

Il lavoro ai box sarà particolarmente impegnativo

Il lavoro ai box sarà particolarmente impegnativo

Orari. Nei round europei il warm up è dalle 8,40 alle 8,55, con giro di ingresso in pista di gara1 previsto alle 10,10, quindi con un intervallo di appena 75 minuti. Stesso discorso per gara1 che scatta alle 10,30 e finisce intorno alle 11,15, con ‘ingresso in pista per gara2 (via alle 13,10) alle 12, 50, quindi 95 minuti dopo. In Australia, per le più 10 ore di fuso orario, gli orari saranno leggermente diversi: warm up alle 9,20, gara1 alle 12 (ingresso 11,40), gara2 alle 14,40 (ingresso 14:20).

Muletto. In Sbk non esiste, per limitare i costi. Ogni team (due piloti) dispone di un singolo “rolling chassis”, cioè una moto già pre-assemblata con telaio, sospensioni, pedane e manubri.  Se tutti e due i piloti di un team cadono in gara1 uno dei due resterà fuori in gara2.

Procedura qualifiche. Tutto nuovo. O meglio: d’ora in poi le qualifiche saranno in stile MotoGP: i primi 20 classificati dopo le prove libere 1, 2 e 3 prenderanno parte a una specie di Superpole che del vecchio modello non ha più nulla se non il nome. I dieci piloti più veloci nel combinato delle libere otterranno l’accesso diretto alla Superpole 2, mentre quelli classificati tra l’11° e il 20° posto dovranno passare dalla Superpole 1.I primi due classificati della Superpole 1 passeranno alla Superpole 2, completando il totale di dodici piloti che si sfideranno per le prime 12 posizioni in griglia. Entrambi i turni di Superpole saranno di 15’, pausa di 10’ tra le due sessioni.

Max Biaggi e Guido Meda, la nuova coppia Mediaset in Sbk

Max Biaggi e Guido Meda, la nuova coppia Mediaset in Sbk

Televisioni. La prima novità assoluta è lo sbarco delle reti Mediaset in SBK. Con Guido Meda e Max Biaggi in cabina di commento e Alberto Porta ai box e alla rubrica di approfondimento del dopo gara, e con le gare “in chiaro” su Italia 1 e Italia 2, probabile che Mediaset tolga un po’ di tifosi alla MotoGp che invece va sui canali a pagamento di Sky. Anche Eurosport offrirà in diretta, su Eurosport ed Eurosport 2, tutte le tappe del campionato. Ai microfoni si conferma l’intramontabile Giovanni di Pillo insieme con Federico Toti,  Dj Ringo in qualità di “special guest”. I due canali copriranno anche le gare del Mondiale Supersport e di quello Superstock.

Ecco i  programmi (leggermente diversi) per le gare in Australia.

MEDIASET

Sabato 22 febbraio

4,45 SBK Superpole (diretta Italia 2)

Domenica 23 febbraio

1,30 SBK Gara 1 (diretta Italia 2 + Italia 1)

3,10 Supersport Gara (diretta Italia 2)

4,10 SBK Gara 2 (diretta Italia 2 + Italia 1)

14,00 Campionato Mondiale Superbike (differita Italia 1)

15,00 Campionato Mondiale Superbike (differita Italia 1)

 

EUROSPORT E EUROSPORT 2

Sabato 22

10,15 SBK Superpole (differita Eurosport 2)

15,15 SBK Superpole (differita Eurosport 2)

19,30 SBK Superpole (differita Eurosport 2)

 

Domenica 23

1,30 SBK Superpole (differita Eurosport)

2,00 SBK Gara 1 (diretta Eurosport)

3,15 Supersport Gara (diretta Eurosport)

4,15 SBK Gara 1 (differita Eurosport )

4,45 SBK Gara 2 (diretta Eurosport)

10,00 SBK Gara 1 (differita Eurosport)

10,45 Supersport Gara (differita Eurosport)

11,15 SBK Gara 2 (differita Eurosport)

16,00 SBK Gara 1 (differita Eurosport 2)

17,00 SBK Gara 2 (differita Eurosport 2)

20,30 SBK Gara 1 (differita Eurosport)

21,15 Supersport Gara (differita Eurosport)

21,45 SBK Gara 2 (differita Eurosport)

22,30 SBK Gara 1 (differita Eurosport 2)

23,15 Supersport Gara (differita Eurosport 2)

23,45 SBK Gara 2 (differita Eurosport 2)

Un commento to “In Australia via al Mondiale Sbk. Una montagna di novità: regolamento, orari, superpole, moto Evo, piloti nuovi e l’arrivo della corazzata Mediaset”

  1. GiNO scrive:

    Grazie, un articolo che spiega tutto e che dovrò stampare e tenere vicino alla Tv perchè
    mi sembra che sia tutto ….abbastanza complicato. la Sbk era un bel campionato, semplice e genuino ora non so cosa sia diventato… lo scopriremo guardandolo ma….

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