Laverty (Suzuki) e Guintoli (Aprilia), una vittoria a testa. Melandri 3° e 8°, bravo Giugliano 4° in entrambe le gare. In Supersport trionfa la MV!

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23 febbraio 2014

 

Mettiamola così: una vittoria per uno non fa male a nessuno. Il primo round del mondiale Superbike in quel di Phillip Island ha visto il successo della Suzuki del nordirlandese Eugene Laverty in gara1 e la vittoria della Aprilia di Sylvain Guintoli in gara 2. E la classifica generale dice che il francese dell’Aprilia è al comando della classifica mondiale con 41 punti, dieci in più del connazionale della Kawasaki Loris Baz (31) e 13 in più di un coraggioso Marco Melandri. Questo perché Laverty in gara 2 ha cotto il motore mentre Marco, giungo 2° in gara 1, ha finito gara2 in ottava posizione causa un dritto a metà gara, poi chiusa con una bandiera rossa al 15° dei 22 giri per l’olio lasciato in pista dalla Suzuki di Laverty.

Guintoli, Baez e Sykes sul podio in gara 2

Guintoli, Baez e Sykes sul podio in gara 2

Le soddisfazioni per l’Italia, in questa tappa australiana sono più di una e quindi non gridiamo al successo pieno ma diciamo che si sono buttate le basi per un campionato d’avanguardia. Le Aprilia hanno dimostrato di essere forti e competitive, in più c’è la bella sorpresa che si chiama Davide Giuliano, quarto in entrambe le gare, sempre positivo, combattivo e soprattutto poco propenso a farsi mettere i piedi sulla testa da fior di campioni.

E poi c’è il terzo graditissimo fatto positivo: il successo della MV Agusta al suo rientro in forma ufficiale nel mondiale Supersport. Una gara-sprint, su soli 5 giri, causa anche questa volta olio in pista. Un successo favorito dalle cadute di Sofuoglu (quando era al comando) e di Michel Vd Mark. Ma queste sono le gare e il risultato premia i più bravi ma anche i più fortunati.  Se a questo si aggiunge il 3° posto del bravo De Rosa, arrivato all’ultimo momento in Supersport, senza un allenamento e un approfondimento di quanto vale la sua Honda, il bilancio australiano è davvero confortante e fa ben sperare per il futuro.

Il podio di Gara1: Laverty davanti a Melandri e Guintoli

Il podio di Gara1: Laverty davanti a Melandri e Guintoli

Tornando alla Superbike, piccola delusione, invece, per i risultati di Niccolò Canepa: sempre tra i migliori e primo delle moto Evo al traguardo nelle prove, in gara1 è finito 10° e 11° in gara 2, superato sempre dalla Kawasaki Evo di Salom. Peccato, ma c’è tempo per rifarsi.

 

Melandri secondo: un ottimo risultato

Melandri 2° e 8°: un esordio più che positivo

Gara 1.  Dopo una nottata piuttosto umida e una mattinata che ha visto salire la temperatura durante il warm up (vinto da Guintoli su Lowes e Giugliano ed Melandri che chiude 10°, insoddisfatto, e Canepa 12°) fino a raggiungere i 17°, al momento di scendere in pista per gara1 le cose sono decisamente migliorate (21°), il tracciato è in ottime condizioni (è stato riasfaltato la scorsa stagione creando serissimi problemi ai ragazzi della MotoGp), pochissimo vento, un bel sole e si può cominciare la stagione. Non c’è la stessa folla che anima la classe regina, in compenso non mancano le moto mostruose, i motard gasatissimi, le belle ragazze e la montagna di birra che scorre a fiumi. Insomma,  non ci si può lamentare dell’afflusso di gente su quello che viene universalmente riconosciuto come il circuito più bello del mondo.

Giugliano: la sua Ducati ha fatto faville

Giugliano due volte 4°: la sua Ducati ha fatto faville

Pronti, via e Guintoli vola subito in testa, tirandosi dietro Melandri e Giugliano. In un paio di giri, approfittando di una dormita generale dei vari Sykes, Baz e Rea e Laverty, i tre prendono un discreto vantaggio arrivando ad avere sino a oltre 4” sugli inseguitori. Nel frattempo cade Elias, poi Lowes, che mette fine a un weekend terribile, infine  ci lascia pure Haslam . All’8° giro Giugliano sembra averne più di Melandri e arriva al limite in staccata ma è proprio in questo giro che Laverty saluta il gruppetto degli inseguitori e si butta all’impazzata sui primi tre. La distanza è davvero tanta, ma il nordirlandese ha tanta birra in corpo, la sua Suzuki con le gomme da gara è assai stabile e quindi il divario dai primi si comincia ad assottigliare. Al 13° giro Giugliano passa Melandri e Laverty fa altrettanto. Ma Giugliano al 2° posto dura poco perché Laverty al 15° lo passa e mette nel mirino Guintoli. Ancora due giri ed il sorpasso è cosa fatta: Laverty davanti, Guintoli dietro e Giugliano che perde contatto con il terzetto. A questo punto è Melandri che, rimasto guardingo sino a quel momento, prende coraggio, passa Guintoli, è va a conquistare 20 meritatissimi punti che lo rendono estremamente felice anche perché “ho corso sulle uova gli ultimi giri, con un grip che via via è andato a farsi benedire.