Tassa di soggiorno, l’accusa di Di Domenico: “Solo la metà dei soldi incassati sono stati usati per il turismo”

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25 febbraio 2014

PESARO – “Tassa di soggiorno, solo la metà dei soldi incassati sono stati impiegati per attività turistiche”. La denuncia arriva da Alessandro Di Domenico, consigliere comunale del gruppo misto, candidato sindaco di Futura Pesaro.

“La Tariffa di Soggiorno – scrive Di Domenico – ha incassato nel 2013 la somma di 512.400 euro e, come dal sottoscritto già previsto un anno fa, alla fine per le attività strettamente legate al turismo ne sono state destinate risorse per soli 268.000 euro delle quali circa 40.000 euro per due fiere a Lugano e Cremona. I restanti 244.000 euro sono stati utilizzati in “mille rivoli”, così come li definii quando votai contro questa “tassa”, ed in particolare una quota è andata per il Verde del lungomare su un totale di 106.000 euro circa, un’altra quota a parte per le strade del centro mare su un totale di 231.000 euro, oppure 16.000 euro per i servizi navetta, per passare ai 29.000 euro per le biblioteche, piuttosto che 37.000 euro circa per la valorizzazione del centro storico, oppure per 15.000 euro di restauri di patrimonio artistico, 8.000 per manutenzione di musei e teatri. Insomma, un vero minestrone che alla fine non ha portato nessun valore aggiunto alla città, ai cittadini o ai nostri “preziosi” turisti. Non credo sia utile rimarcare che con quei soldi il Comune ha svolto una settantina di iniziative estive, avrebbero dovuto raddoppiare rispetto l’anno passato; è inutile giustificare la manutenzione di strade, o del verde pubblico, che comunque sarebbero stati lavori eseguiti con capitoli di spesa propri; addirittura potevano giustificare che tutto il contributo al ROF poteva provenire dalla “tassa di soggiorno”. E’ evidente che con questi criteri tutti sono autorizzati a fare tutto quello che vogliono senza nessuna logica per il sistema turismo. A proposito… quali sarebbero stati i miglioramenti per il centro storico?”.

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