Rossi, Seri e Porto chiariscono dopo le “intimidazioni” del sindaco di Mondolfo Cavallo: «Outlet di Marotta: prima rivisitare il Ptc»

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26 febbraio 2014

PESARO – Dopo le dichiarazioni del sindaco di Mondolfo Pietro Cavallo in merito alla bocciatura dell’outlet di Marotta da parte della Provincia, gli assessori Davide Rossi, Massimo Seri e Tarcisio Porto intervengono «per fare chiarezza» con una nota.

 

Ecco il testo:

«Il sindaco Pietro Cavallo ci ha tirati in ballo con gravi intimidazioni dopo il nostro voto contrario sulla variante propedeutica all’outlet di Marotta. Il parere doveva essere espresso dalla giunta provinciale e noi abbiamo esercitato il nostro ruolo. L’impatto della struttura non riguarda solo il Comune ma l’intero territorio provinciale e incide sul Piano territoriale di coordinamento. Riteniamo che dunque vada eventualmente rivisitato il Ptc (Piano territoriale di coordinamento) e la relativa richiesta deve essere fatta, per competenza, al consiglio provinciale. Per quanto ci riguarda, la nostra posizione è chiara: la vicenda è talmente complessa e rilevante che non si può liquidare con una variante di tipo urbanistico che triplica gli indici di edificabilità del terreno, senza disporre degli elementi sufficienti per valutare le conseguenze sull’economia della vallata e su quanti negozi rischiano di chiudere. I nostri dubbi sono netti dal punto di vista procedurale. E a ciò abbiamo aggiunto altre considerazioni. In questa situazione, infatti, non comprendiamo se si perseguono realmente gli interessi del territorio provinciale o solamente quelli di qualche imprenditore. Molte organizzazioni del commercio hanno manifestato la loro contrarietà all’operazione, perché la realizzazione della struttura determinerebbe una desertificazione del settore tessile e dell’abbigliamento su un’area di 500mila abitanti equivalenti. Vorrebbe dire mettere in crisi interi settori urbani, da Pesaro a Senigallia fino all’entroterra. Fermando la procedura abbiamo voluto aprire una fase di riflessione che dovrebbe coinvolgere anche gli amministratori che procedono solo per logiche locali. La Provincia deve garantire un settore territoriale molto più ampio, in termini commerciali e occupazionali. E’ la pratica naturale della democrazia, che non prevede le minacce delle avvocature e degli imprenditori ma un dialogo franco tra le istituzioni».

 

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