Lavori sull’A14 non ancora pagati, Cna: “Ecco i risultati dei subappalti e gare al massimo ribasso”

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27 febbraio 2014

PESARO – La CNA esprime solidarietà alle imprese locali impegnate nei lavori per la costruzione della terza corsia dell’A/14 che vantano crediti per 58 milioni di euro.

 

“E’ successo esattamente quel che avevamo denunciato in tempi non sospetti sulla base di segnalazioni di alcune ditte della provincia – dice il presidente provinciale della CNA, Alberto Barilari – ovvero che molte aziende impegnate in quei cantieri potessero finire per rimanere vittime di complicati meccanismi legati al subappalto come diretta conseguenza delle gare al massimo ribasso. Una pratica scellerata che finisce per lasciare sul campo solo macerie”.

 

“Spesso – aggiunge il presidente – grandi appalti vengono vinti con gare al massimo ribasso del 30-40 fino al 50 per cento in meno rispetto alla base d’asta. Si tratta di ribassi inconcepibili rispetto al costo della manodopera, delle materie prime, delle norme per la sicurezza. Spesso queste gare vengono vinte da ditte provenienti da fuori regione, dal comportamento a dir poco spregiudicato ed ai confini con la legalità che ricorrono sistematicamente alla prassi del subappalto. Un meccanismo, accompagnato da una logica di bieco profitto che consente alla ditta appaltante di incassare subito l’importo relativo ai lavori (come avvenuto in questo caso da Società Autostrade), salvo poi non pagare le piccole imprese subappaltanti.

 

Secondo il segretario provinciale della CNA, Moreno Bordoni si tratta di “una logica assurda che, nonostante gli avvertimenti e incontri avvenuti a tal riguardo in Prefettura proprio su questo argomento, si è puntualmente verificata. Ora in difficoltà ci sono le imprese del territorio che vantano crediti nei confronti delle ditte appaltanti e che chiedono aiuto. E’ per questo che ci rivolgiamo alle istituzioni perché intervengano con ogni mezzo a disposizione (compreso quello dei controlli sugli appalti stessi), per risolvere questa situazione”.

 

“Quello che vorremmo – aggiunge Bordoni – è quello che andiamo dicendo da tempo. Occorre evitare, laddove possibile, prassi legate alle gare d’appalto al massimo ribasso e favorire invece nell’affidamento dei lavori, le imprese del territorio. Sono queste che garantiscono non solo qualità e tempi certi dei lavori, ma anche legalità rispetto della sicurezza dei lavoratori”.

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