Primarie Pd del 9 marzo a Pesaro, riflessioni su una scelta

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27 febbraio 2014

La politica è in gran movimento, sia a livello nazionale che in quello locale. Il cambiamento è la parola d’ordine. Un senatore del Movimento 5 stelle si è dimesso, insieme ad altri 3, rassegnando le proprie dimissioni anche al Presidente Grasso. Tradotto, ha rinunciato a più di 10.000,00 € al mese. Perché l’ha fatto? Perché è un uomo libero e desidera dire e fare quello che pensa. Sono tornato in “area” PD dopo aver votato per i 5 stelle a livello parlamentare. L’ho fatto per la presenza di Matteo Renzi a livello nazionale e, a livello locale, per quella di Matteo Ricci. Sono due occasioni che non possiamo perdere. A Pesaro, fuori del PD e di qualche suo cespuglio come il “Liberi per Pesaro”, l’inconsistenza, la vanità, spesso il nulla. Devo dire che la scelta nazionale è stata più semplice in quanto portatrice di interessi generali più importanti, diffusi, di cambiamento. Lo stesso cambiamento che invoco a livello locale. Cosa offrono le primarie del PD? Quattro giovani candidati. Due di loro li conosco personalmente. Due li ho sentiti e letti pubblicamente, Rito Briglia e Michele Gambini. Sono portatori di provvedimenti ed atti condivisibili ma sembrano non avere una visione d’insieme, un sogno di città, un’utopia a cui tendere. Fra i due che conosco, Luca Pieri assomiglia di più ai primi due. L’eliminazione dell’ufficio gabinetto del sindaco, un assessorato alle manutenzioni, la rivitalizzazione del centro storico, la chiusura di Pesaro Studi e il “costruire sul costruito” sono dei bei biglietti da visita. Per le suo idee, assolutamente condivisibili, lo definirò il “pragmatico”. Il “sognatore” Matteo Ricci “… ci invita a riprendere con coraggio l’impegno verso il progresso della nostra società senza inseguire sogni utopici, ma con la concretezza che chi amministra una comunità locale deve necessariamente avere, visto che ogni giorno deve confrontarsi con persone in carne ed ossa …” (dalla prefazione del suo libro “ L’Italia alla ricerca della felicità”). Dal sogno e dalla visione utopica alla realtà, quindi. Oggi Ricci, una cosa concreta l’ha detta all’Assessore regionale Mezzolani e al governatore Spacca. Deliberate, subito, la restituzione dei 6 milioni di € promessi. Poi, con una domanda, dite se e quando verrà costruito il nuovo ospedale di Fano e Pesaro. Se la risposta dovesse essere negativa, non sarebbe un disastro perché nei due ospedali “il clima è pessimo” ma perché i fanesi ed i pesaresi la salute la vivono sulla propria pelle. Chiedetelo, se è vero, al sindaco di Sant’Ippolito. E’ stato 17 ore su una barella in preda a dolori lancinanti! Si, c’è bisogno di volare alto, iniziative forti, consapevolezza ed autorevolezza. Mi sembra che Matteo Ricci le stia dimostrando anche in questa campagna sulle primarie a sindaco e che possa quindi mantenerle. Per la simpatia che ho per gli altri tre candidati e per la loro esperienza maturata, non escluderei un loro impegno come assessori nella futura giunta. In primis per Luca Pieri, che mi sembra avere una marcia in più. Ovviamente, vinca il più votato ed evviva Pesaro!

 

*Candidato al Consiglio Comunale per

“Solidarietà – Liberi x Pesaro”

 

Un commento to “Primarie Pd del 9 marzo a Pesaro, riflessioni su una scelta”

  1. Luciano scrive:

    Più che una marcia, Pieri ha una… Pizza in più

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