Disoccupazione e disagio abitativo: i capisaldi del programma elettorale di Solidarietà-LiberiXPesaro

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1 marzo 2014

Solidarietà-LiberiXPesaro

Solidarietà-LiberiXPesaro

PESARO – La lista civica “Solidarietà-LiberiXPesaro ha indetto la prima di una serie di conferenze stampa tematiche nelle quali verrà sviscerato il programma elettorale, già presentato ufficialmente e integralmente a fine gennaio (ecco qui il Programma elettorale). Il primo appuntamento ha riguardato due temi – correlati tra loro – che sono tra i capisaldi dell’azione politica della lista civica: la lotta alla disoccupazione e la prevenzione del disagio abitativo, due temi che – alla luce dei dati ufficiali forniti rispettivamente dal Centro per l’Impiego della Provincia e dal Ministero dell’Interno – tracciano un quadro drammatico sia a livello provinciale che comunale. La lista civica, dopo l’enunciazione dei dati principali – su tutti quelli introdotti dal coordinatore politico Pino Longobardi, il quale ha detto che “a Pesaro su 40mila famiglie, 10mila hanno almeno un disoccupato in età da lavoro in casa e 2mila stanno avendo o avranno entro fine anno problemi di sfratto” – ha spiegato quali possono essere le soluzioni che le leggi nazionali e regionali propongono, grazie all’intervento della candidata Maria Rosa Conti, di professione avvocato e consulente “volontaria” dell’Unione Inquilini provinciale. Infine il rimando al programma e ai suoi due capitoli su lavoro e casa che spiegano ampiamente qual è la lettura d’insieme che la lista civica dà al fenomeno complessivo e quali possono essere le soluzioni da attuare nel prossimo mandato amministrativo. Alla conferenza stampa erano presenti anche i candidati Vladdna Bec, Anna Maria Mattioli, Olivier Mani, Vincenzo Vendola, Paola Speziale e l’organizzatore della lista civica Pierpaolo Bellucci.

 

I dati principali sulla disoccupazione aggiornato al 31 dicembre 2013 (scarica il .pdf con la Disoccupazione):

Provincia di Pesaro e Urbino: 34.411 disoccupati + 2.053 inoccupati per un totale di 36.464 persone senza lavoro (nel 2012 erano 29.756).
Comune di Pesaro: 9.011 disoccupati + 510 inoccupati per un totale di 9.521 persone senza lavoro (nel 2012 erano 7.358).

A tutti questi dati vanno aggiunti professionisti con partita iva che non lavorano più e i piccoli artigiani che hanno terminato la propria attività. Inoltre bisogna tenere conto del fenomeno “Neet”, ovvero tutte quelle persone che ormai non cercano più lavoro (soprattutto donne), che a causa dell’impossibilità di pagare la retta dell’asilo o una baby-sitter decidono di tornare a fare le casalinghe e rinunciare a qualsiasi occupazione. I numeri a riguardo sono in rapida crescita.

I dati principali sugli sfratti aggiornati al 13 febbraio 2014, relativi al primo semestre 2013 (fonte: Ministero dell’Interno; nella tabella allegata sono visionabili tutti i dati delle 20 regioni italiane e i totali nazionali)

Marche: 2.026 richieste esecuzione sfratti; 446 sfratti eseguiti
Pesaro-Urbino: 215 / 86
Macerata: 282 / 59
Fermo: 234 / 72
Ascoli Piceno: 1.042 / 44
Ancona: 253 / 185

Provincia di Pesaro e Urbino: provvedimenti esecutivi per finita locazione (11); provvedimenti esecutivi per morosità o altra causa (198)
Comune di Pesaro: provvedimenti esecutivi per finita locazione (6); provvedimenti esecutivi per morosità o altra causa (72)
I capitoli “Lavoro” e “Casa” del programma elettorale della lista civica “Solidarietà-LiberiXPesaro”

 

LAVORO

Dalla crisi le idee migliori per la ripresa
Parlare di ripresa economica porta con sé una riflessione sistematica e concreta sull’emergenza lavoro. Siamo convinti che per contrastare la crisi siano insufficienti le azioni di mera assistenza che rincorrono l’emergenza. Devono imporsi invece scelte radicalmente diverse, impostate alla pianificazione di lungo periodo, alla prevenzione e all’assegnazione prioritaria delle risorse verso chi vive sulla propria pelle il problema della perdita del lavoro, della casa e, conseguentemente, dell’autostima. In molti affermano che le politiche di inclusione lavorativa non competono al Comune, ma non è vero: il Comune deve invece continuamente intervenire con azioni di sensibilizzazione, promozione e persuasione, tramite accordi con società partecipate, associazioni di categoria e imprese, per offrire soluzioni lavorative a coloro che si trovano senza un impiego. Per questo è già stata avviata la strada dei tirocini lavorativi, ai quali si potranno aggiungere – con opportuni stanziamenti di bilancio e il coinvolgimento delle banche e dei portatori d’interesse locali – altre esperienze lavorative pagate con i buoni-lavoro.

Incentivare le piccole aziende
Per facilitare l’inserimento lavorativo, la Regione Marche deve investire risorse economiche e professionali con applicazioni riguardanti il mercato del lavoro (job-matching) volte a far incontrare l’offerta e la domanda di lavoro. Anche il Comune  può creare eventi gratuiti aperti al pubblico per mettere in contatto piccole e medie imprese, giovani imprenditori, il mondo della scuola, enti e associazioni di categoria e professionalità di ogni tipo, con l’obiettivo di fare autopromozione e facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Sarà determinante avere attenzione per artigiani, piccole imprese e liberi professionisti, che dalla crisi economica hanno volontà di trarre nuove motivazioni, riconvertendo la propria azienda o professionalità ad attività innovative e all’avanguardia, entrando in un mercato più ampio. In questo ambito si inserisce anche la particolare attenzione ai disoccupati, da sostenere nella conquista del riconoscimento di uno stato di difficoltà che può e deve aprire loro prospettive di lavoro diverse e da loro stessi promosse.

Nell’agricoltura e negli antichi mestieri, la chiave per ripartire
Statistiche emesse dall’Istat e da diverse associazioni di categoria e istituti di ricerca certificano una crescita notevole del “ritorno all’agricoltura” da parte di persone che hanno perso il lavoro. L’agricoltura è lo strumento per tornare a riscoprire i benefici e i prodotti della propria terra, valorizzando il made in Italy e i prodotti locali. Per questo, prevediamo apposite azioni volte a destinare porzioni consistenti di terreno agricolo di pregio alla coltivazione da parte di persone disoccupate o inoccupate, avviando filiere di vendita utili ad aprire nuovi canali di mercato. Inoltre, per contrastare lo svuotamento e il conseguente declino del centro storico di Pesaro, intendiamo realizzare un “bando per il commercio creativo” da inserire nel Piano del Decoro, in cui cittadini intraprendenti siano chiamati a presentare progetti di riscoperta dei vecchi mestieri (sarti, calzolai, orologiai, eccetera) proponendo l’apertura di botteghe in pieno centro, e l’attivazione di laboratori formativi aperti alla cittadinanza. Il progetto di valorizzazione degli antichi mestieri ha l’obiettivo di recuperare i lavori che sono “fattori di qualificazione e di vantaggio competitivo”. È un progetto di alto valore, in grado di coniugare le attività tipiche del territorio con le nuove tecnologie, mantenendo la forza caratteristica dell’artigianato marchigiano. Inoltre, il progetto può generare possibilità di inserimento professionale dei giovani in determinate produzioni artigianali, tradizionali e artistiche, con un contributo che incentiva la capacità autoimprenditoriale. Poiché investire nel lavoro significa risolvere la maggior parte del disagio sociale, faremo pressione sulla Regione Marche affinché stanzi  molti più fondi di quelli messi a bilancio finora, sulla base delle esigenze reali del nostro territorio. Parallelamente, faremo proposte per rivedere i regolamenti emanati dal Servizio Attività economiche comunale inerenti ai centri commerciali, chiedendo che determinate “botteghe” tornino nel loro luogo storico e naturale, ovvero il centro cittadino. Infine, riteniamo che Pesaro sia già satura di centri di grande distribuzione e che non ne vadano edificati altri oltre a quelli già esistenti.

Un filo diretto Pesaro-Bruxelles
Abbiamo verificato, dopo attente analisi e comparando la situazione pesarese con quella di altre città di uguale dimensione, che è possibile, facendo scelte politiche chiare e precise, consentire ai disoccupati un biennio di impiego in attesa di trovare un nuovo lavoro. Per fare ciò, sarà fondamentale riprendere un’attenzione minuziosa ai fondi europei, procedendo alla ricostituzione dell’Ufficio Europa all’interno del Comune di Pesaro, in modo da farsi trovare pronti e strutturati, con progetti validi e sinergici, nella partita dei fondi europei 2014-2020, disponibili proprio dall’inizio del prossimo mandato amministrativo.

 

Solidarietà-LiberiXPesaro

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CASA

Un diritto di tutti
La lista civica “Solidarietà-LiberiXPesaro” si propone di fare della casa, insieme al lavoro, il punto centrale del proprio programma, cercando risorse maggiori e migliori modi di utilizzo innanzitutto nel bilancio comunale, attuando una stretta sinergia con la Regione, alla quale si devono indirizzare proposte e soluzioni, e partecipando ai bandi regionali ed europei per l’ottenimento di fondi utili per incentivare le imprese a trasformare in alloggi popolari i tantissimi appartamenti invenduti. Per preservare e rafforzare il sistema di protezione sociale, occorre promuovere un modello di welfare in cui pubblico, privato, associazioni di categoria, parti sociali e volontariato  discutano assieme in sinergia, per pensare azioni in grado di mantenere la qualità dei servizi, rispondere alle domande assistenziali sempre crescenti, pensare a nuove politiche di sostegno alle fasce deboli della popolazione. I dati sugli sfratti per morosità incolpevole si fanno sempre più allarmanti, i Servizi sociali del Comune sono oberati di richieste di aiuto per il pagamento di affitti, utenze, mutui, con un numero sempre maggiore di persone singole, genitori separati, famiglie con minori, che si presentano agli sportelli con lo sfratto esecutivo in mano. Tra le prime azioni che intendiamo intraprendere:

  • Mettere in atto – insieme alla Regione e agli altri enti locali – una strategia per supportare tutti i cittadini titolari di un mutuo prima casa i quali, a causa del disagio economico (perdita del lavoro o diminuzione dello stipendio) non riescono più a pagare la rata alle banche. Attivando un tavolo operativo con enti pubblici e istituti di credito, sarà necessario raggiungere un accordo al fine di ridurre la rata di almeno il 50% e allungare il periodo temporale del mutuo di almeno tre anni, applicando interessi accettabili per queste categorie e stanziando un fondo regionale per i soggetti più fragili.
  • Realizzare sportelli ad hoc sull’emergenza abitativa, atti a fornire un servizio di consulenza professionale e legale gratuita da parte di figure esperte.
  • Svolgere un censimento di tutti gli edifici di proprietà pubblica, al fine di poterli trasformare in abitazioni a scopo sociale.
  • Partecipare attivamente ai tavoli della Regione in materia di edilizia sovvenzionata e agevolata per aumentare il numero di alloggi popolari tramite la dismissione del patrimonio Erap e l’acquisizione di case sfitte, evitando così anche ulteriore consumo di territorio. In questo modo sarà possibile ottenere immediata disponibilità degli alloggi e risorse per un piano abitativo atto a diminuire il disagio esistente e prevenire quello delle fasce a reddito medio-basso a rischio di povertà.
  • Collocare risorse adeguate per ristrutturare e implementare gli “alloggi parcheggio” di proprietà comunale, agendo anche in questo caso in sinergia con Erap nella gestione delle case popolari per rispondere alle situazioni emergenziali di persone e famiglie che altrimenti finirebbero in strada.
  • Promuovere la realizzazione di strutture di alloggio temporaneo per sfrattati, preferibilmente su edifici comunali da riconvertire, con caratteristiche di “co-housing” temporaneo gestito da associazioni competenti, utilizzando anche le apposite risorse regionali.

Ecco la Situazione degli sfratti.

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