Congiuntura: chiusura 2013 instabile. Tonti: “Urgono misure per la ripresa”

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7 marzo 2014

PESARO – “Gli indicatori ci segnalano un impercettibile miglioramento: si tratta comunque di una situazione instabile, che testimonia solo gli sforzi che gli imprenditori continuano a fare nonostante la crisi”. È il commento del presidente di Confindustria Pesaro Urbino, Gianfranco Tonti, sui dati congiunturali, relativi all’ultimo trimestre 2013, resi noti oggi dal Centro Studi di Palazzo Ciacchi. Secondo il presidente dell’Associazione, “l’industria pesarese è arretrata fino ai livelli di fine 2000 e il recupero dello ‘zerovirgola’ non ha valore se non sarà urgentemente accompagnata da misure strutturali, sia a livello nazionale ma non di meno a livello territoriale, in grado di sostenere una politica più favorevole alle imprese.

“La lettura dei dati – ha detto ancora Tonti – va fatta senza dimenticare che tutto il comparto manifatturiero ha lasciato sul terreno di questa recessione circa un quarto (25%) di quanto rappresentava nel 2007”.

Secondo i risultati dell’Indagine, realizzata su un campione di imprese della provincia di Pesaro Urbino, nel trimestre ottobre-dicembre 2013 la produzione industriale ha registrato un incremento del 5,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con variazioni positive che hanno interessato tutti i principali settori dell’economia, ad eccezione delle poche aziende del settore dei minerali non metalliferi.

Positiva anche l’attività commerciale complessiva: le vendite sul mercato interno hanno registrato un incremento dello 0,4%, con variazioni positive in tutti i settori tranne in quello dei minerali non metalliferi; le vendite all’estero hanno evidenziato un incremento del 3,8% in termini reali, con risultati positivi, anche se lievi, in tutti i settori.

Per quanto riguarda i costi si sono registrate crescite sia sul mercato interno (+0,6%) che su quello estero (+3,4%) rispetto al trimestre precedente, mentre le variazioni anno su anno sono state più contenute, rispettivamente +0,1% e +0,8%. In altalena l’andamento dei prezzi di vendita: +5,3% sul mercato interno e -0,2% sull’estero rispetto al trimestre precedente, mentre +1,4% e -0,4% anno su anno.

Le previsioni degli imprenditori sulla tendenza delle vendite per i prossimi mesi sono stabili sia per quanto riguarda il mercato interno che per l’estero.

Nella media del trimestre ottobre-dicembre 2013, i livelli occupazionali del campione di aziende oggetto di indagine sono stati sostanzialmente stabili. I livelli di cassa integrazione del periodo gennaio-dicembre 2013 sono passati da 10 milioni e 283 mila ore dello stesso periodo del 2012 a 11 milioni 113 mila ore del 2013 (+ 8,1%).

Al 31 dicembre 2013, le imprese attive della provincia di Pesaro Urbino erano 36.777 contro le 37.401 del 2012; le imprese manifatturiere attive hanno fatto registrare una diminuzione del 3,7% passando da 5.113 del 2012 a 4.924 del 2013.

 

Mobile e legno

Nel quarto trimestre del 2013, la produzione provinciale è aumentata su base annua del 9,2% (+2% la media Marche, mentre a livello nazionale le medie sono state -7,7% per il comparto del legno e -8,3% per il mobile). In aumento l’attività commerciale, sia sul mercato interno (+1,8%) che all’estero (+7,3%). Le previsioni degli operatori riguardo alle vendite nei prossimi mesi sono orientate al permanere di un quadro difficile per il mercato interno e stabili per il mercato estero.

I prezzi di vendita sono risultati stabili rispetto al trimestre precedente, mentre sono cresciuti ancora i costi di acquisto – rispetto al trimestre precedente – sia sul mercato interno (+1%) sia sul mercato estero (+1,4%); maggiore è stato l’incremento dei costi considerati anno su anno: +3,3% sull’interno e +3,7% all’estero.

Stabili i livelli occupazionali e raddoppiate, rispetto al 2012, le ore di cig autorizzate, passate da 2,2 milioni a 1,9 milioni.

Le imprese attive nel settore del legno e arredamento al 31 dicembre 2013 erano 1.314 (924 del mobile e 390 del legno), con un -6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Meccanica

La produzione del settore meccanico ha fatto registrare un incremento del 1,6%. Il risultato è in controtendenza rispetto a quello della media regionale (-2,4%) e di quella nazionale (-1,6%). Anche il dato sul fatturato è stato positivo: vendite sull’interno +0,6%, mentre l’export è cresciuto dell’1,1%. Le previsioni degli imprenditori, in base agli ordinativi in portafoglio, sono però improntate ad un certo pessimismo, in particolare per quanto riguarda le vendite sui mercati interni.

Dal lato dei costi, le variazioni congiunturali e tendenziali sono state di segno positivo, sia per gli acquisti sul mercato nazionale che internazionale. I prezzi di vendita hanno risentito dell’andamento dei costi delle materie prime.

L’andamento occupazionale dichiarato dalle aziende campione ha mostrato un decremento pari all’1%. Le ore di cassa integrazione totale utilizzate nel 2013 sono state 1,6 milioni contro l’1,4 del 2012.

Le imprese attive del settore a dicembre 2013 erano 1.460 contro le 1.501 dello stesso periodo dell’anno precedente (-2,7%).

Tessile e abbigliamento

Nel quarto trimestre del 2013 il settore ha mostrato un andamento positivo per quanto riguarda i livelli produttivi. Stesso trend per l’’attività commerciale, anche se i valori si sono contratti sui mercati interni. Le aspettative degli imprenditori sono risultate negative sul mercato nazionale e in miglioramento per quello estero.

I prezzi di vendita sono diminuiti pur avendo avuto un discreto aumento dal lato dei costi di produzione.

Le ore di cassa integrazione totale utilizzata dalle aziende del settore nel 2013 sono state circa 423 mila (+36%).

Le imprese attive al 31 dicembre 2013 erano 692 contro le 690 del precedente anno (+0,3%).

Altri settori

Si è confermata difficile la situazione produttiva e commerciale degli altri settori, che hanno dovuto far fronte, tra l’altro, a un aumento significativo dei propri costi sia all’interno che all’estero. Anche le previsioni degli imprenditori sono improntate ad un certo pessimismo, e non potrebbe essere diversamente.

Edilizia

Secondo le stime Ance, a livello nazionale nel 2013, gli investimenti in costruzioni hanno registrato una flessione del 6,9% in termini reali, nonostante la proroga e il temporaneo potenziamento degli incentivi fiscali (55% e 65%) relativi agli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica e le ricadute positive derivanti dal pagamento di una parte dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione alle imprese. Dal 2008 al 2013, la perdita produttiva del settore ha raggiunto il 30%, collocandosi su un livello paragonabile a quello del 1967.

Questo trend è lo stesso registrato a livello Marche, dove il settore ha chiuso il 2013 in ulteriore forte calo con livelli di produzione in consistente rallentamento in tutti i comparti.

A livello della nostra provincia, il numero di imprese attive è ora di 5.808 unità contro le 6.108 del precedente anno (-4,7%) e le ore di cassa integrazione utilizzate sono passate da 871.672 del 2012 a 1.198.094 del 2013 (+37,5%).

 

 

 

Marche e Pesaro Urbino
valori in % rispetto allo stesso trimestre
dell’anno precedente

Provincia

Regione

Produzione

+5.5

+0.9

Vendite
– Mercato interno

+0.4

-2.8

– Mercato estero

+3.8

+1.5

Tendenza delle vendite *
– Mercato interno

Stazionaria

In diminuzione

– Mercato estero

Stazionaria

Stazionaria

* previsione degli operatori per il trimestre successivo

Fonte: Indagine Congiunturale

 

 

 

 

Imprese manifatturiere PU

attive quarto trimestre

2012

2013

Var %

Pesaro Urbino

5.113

4.924

-3,7

Ancona

4.558

4.509

-1,1

Macerata

4.642

4.529

-2,4

Ascoli Piceno

2.243

2.217

-1,2

Fermo

4.063

4.028

-0,9

Marche

20.619

20.207

-2,0

Italia

526.511

515.267

-2,1

Fonte: Infocamere

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