Gostoli sull’8 marzo: “Le donne sono un’opportunità per far crescere il Paese”

di 

7 marzo 2014

PESARO – A un giorno dalla Festa Internazionale della Donna, il segretario provinciale del Partito Democratico Giovanni Gostoli rilancia il tema delle pari opportunità in campo lavorativo tra uomini e donne. Garantire uguali possibilità di accesso al lavoro ad entrambi i sessi è condizione indispensabile per uscire dalla crisi economica.

“Essere donne nel tempo della crisi non è affatto semplice, essere mamme è ancora più difficile: c’è una spirale negativa che lega il basso tasso di occupazione femminile, le insufficienti misure di conciliazione e la bassa natalità. Impegnarsi per rompere questa spirale significa contribuire ad aprire una strada per uscire dalla crisi perché la scarsa partecipazione delle donne nel mondo del lavoro è uno dei fattori di debolezza economica più gravi dell’Italia – spiega il segretario provinciale del Pd Giovanni Gostoli – C’è anzitutto una questione culturale: la parità di genere non è un problema femminile, ma un’opportunità di crescita per l’intera società. L’Italia deve tornarne ad essere un Paese civile. La speranza è che il nuovo governo Renzi contrasti da subito la pratica delle dimissioni in bianco. È un fenomeno di discriminazione perché la fuoriuscita dal mercato del lavoro delle donne non è sempre una libera scelta. Oggi sono in particolari le giovani donne, le future mamme, che si avvicinano al mondo del lavoro, con i problemi della precarietà, per le quali lavoro e maternità sono due percorsi di vita inconciliabili”.

Il segretario Gostoli snocciola dunque un po’ di numeri. Le mamme che hanno lasciato il lavoro in seguito alla maternità negli ultimi 5 anni sono 816 nella provincia di Pesaro Urbino, 882 nella provincia di Ancona, 566 in quella di Macerata e 716 tra Ascoli Piceno e Fermo. Complessivamente tra il 2009 e il 2013 sono 2.980 in tutte le Marche. Il segretario democrat fa appello al neo premier Renzi e alle istituzioni locali affinché intervengano per rafforzare il sistema di protezione sociale e per incrementare la rete di servizi all’infanzia e alla genitorialità a Pesaro Urbino e nelle Marche.

“La permanenza delle donne nel mondo del lavoro può essere garantita con strumenti di conciliazione vita e lavoro, incentivando l’imprenditoria femminile con un fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito e riducendo le tasse alle aziende che offrono servizi per l’infanzia. La modifica dell’organizzazione del lavoro all’interno delle aziende e dei luoghi di lavoro in genere, l’uso del part-time e del telelavoro migliorano, come dimostrano molti economisti, la produttività – continua Gostoli – Gli altri Paesi europei, dove si praticano politiche di conciliazione vere che consentono di prendere l’aspettativa ad entrambi i genitori, a loro scelta, senza che nessuno dei due perda reddito o carriera, hanno un tasso di occupazione femminile e di natalità molto più alto. Queste sono le politiche innovative per modernizzare l’Italia, qualificare e rendere competitivo il mondo del lavoro. Tutto ciò deve essere accompagnato da misure concrete per la natalità a sostegno della famiglia. C’è bisogno di un sistema di protezione sociale più forte, una rete di servizi per l’infanzia e la genitorialità, a cominciare dagli asili nido, garantendone l’accessibilità perché talvolta i costi per le famiglie sono insostenibili. La strada è ancora lunga ma siamo fiduciosi in questo Governo e nel frattempo cogliamo l’occasione per augurare buon 8 marzo a tutte le donne”.

Un commento to “Gostoli sull’8 marzo: “Le donne sono un’opportunità per far crescere il Paese””

  1. Luciano scrive:

    quando devono votare, ma se si tratta di scegliere i sottosegretari di Renzi, quante sono le donne?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>