8 marzo: Fabbri (PD), sia anno di svolta per incidere con leggi e provvedimenti

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8 marzo 2014

PESARO – “L’8 marzo è una ricorrenza che anche quest’anno assume un significato particolare per la nostra provincia e per il paese intero”. Lo afferma in una nota la senatrice Pd Camilla Fabbri.

 

“Il 2013 – spiega la Fabbri – è stato un anno segnato da diversi episodi di violenza sulle donne che hanno sconvolto l’opinione pubblica della nostra provincia. Due episodi, in particolare quello di Lucia Annibali e l’omicidio di Lucia Bellucci a Pergola, che hanno squarciato il velo di una provincia che fino ad ora sembrava immune rispetto ad episodi di femminicidio e violenza sulle donne”.

 

Per la senatrice “l’Italia è ad un momento di svolta. La nomina del presidente del consiglio Matteo Renzi che nel suo discorso inaugurale alle Camere ha più volte messo l’accento su come migliorare la condizione delle donne in Italia significa anche fare ripartire il paese. Per questo proprio ieri, di mia iniziativa e con l’appoggio di circa cinquanta senatori, ho lanciato un appello al presidente del Consiglio perché nella riforma della legge elettorale, in queste ore in discussione alla Camera, venga accolto il tema della pari rappresentanza di genere nelle liste, argomento per ora accantonato, pur essendo oggetto di numerosi emendamenti trasversali. Credo infatti che sarebbe inaccettabile se la nuova legge elettorale penalizzasse le donne, cioè la maggioranza del Paese e che una mancanza così grave qualificherebbe la tanto attesa riforma come inadeguata e non europea.

 

Dunque per Fabbri “questa Festa della Donna segna una svolta. Non può essere solo la giornata dedicata a ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne e le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo, ma segna anche un cambio di passo per provare ad incidere profondamente ed in maniera significativa con leggi e provvedimenti che ridiano speranza e fiducia alle tante donne e mamme che vivono una condizione di disagio sociale.

 

Non si può più aspettare. Un monito sono i dati forniti dai sindacati negli scorsi giorni. Dati che fanno emergere come sono principalmente le donne a pagare il prezzo della crisi. La disoccupazione femminile è salita al 14,6%: il valore più alto mai raggiunto finora nelle Marche. Un dato che troppo spesso coincide con donne in maternità che non tornano a lavoro perché non ci sono strutture di welfare adeguate ad accogliere i loro figli. E’ il momento – conclude – che tutte le istituzioni, locali e nazionali, mettano al centro del loro operato proprio la ‘questione femminile’. E’ il momento di agire mettendo mano alle garanzie di servizi, al welfare, agli incentivi per l’imprenditoria femminile, alla rappresentanza di genere. Se la politica rilancerà su questo tema riuscirà anche a dare un forte impulso per uscire dalla crisi economica”.

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