Fresina: “Non siamo contro il Pd, ma contro la nomenklatura. E il nostro programma è più condiviso del loro”

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8 marzo 2014

Massimo Fresina

Massimo Fresina

Massimo Fresina*

PESARO – Come candidato sindaco, non posso esimermi dall’esprimere pubblicamente alcune considerazioni riguardanti il modo, la tattica e la strategia di questa lunga campagna elettorale.

Non basta, non può bastare, accusare la maggioranza ed il sindaco uscente per la decadenza della nostra città, per la grave crisi che la avvolge, per la mediocrità delle iniziative culturali, per l’incuria verso le nostre strutture sanitarie, per la disattenzione ai problemi giovanili e, in particolare, a quelli delle donne.

Non basta lamentarsi e accusare, è necessario impegnarsi e combattere per il cambiamento.

Se, superando la elencazione e l’esposizione abbastanza semplice delle disgrazie imputabili alla ormai storica, settantenne, nomenklatura che sgoverna la città, noi, da opposizione ma, soprattutto, come alternativa, non riuscissimo ad esprimere una forza di unione, una forza collettiva di azione intelligente e di pratica militante di impegno, avremmo fallito.

E’ questa unione e questo impegno che stiamo realizzando. Questo è quello che spaventa la nomenclatura PD.

La querelle sulla scelta della figura più rappresentativa da portare alla città come nuovo sindaco per il cambiamento rappresenta ed esprime una forma di riflessione e di impegno da parte nostra per vincere e mandare a casa la vecchia nomenklatura e non è certo una manifestazione di nervosismo ed incapacità ad unirsi.

Il segretario democrat Vimini dice che la nostra coalizione per il cambiamento sarebbe tenuta insieme solo dall’avversione al PD, e intanto il PD si scanna a colpi di campagna elettorale per le primarie in modo anche molto costoso, molto ricco per mezzi e denaro, tirando per la giacchetta industriali e tecnici. Dice di voler ridurre i costi della politica ma usa la sua “forza di persuasione” per raccogliere denaro da destinare alla loro politica e non agli interessi dei cittadini.

Questa costosissima campagna delle primarie PD porterà alla vittoria di uno e alla mortificazione degli altri. Sappia il buon Vimini che nessuno è contro il PD, siamo tutti uniti contro la sua nomenklatura, contro la cricca, contro la banda dei quattro che sgoverna la città e abbiamo un programma molto più condiviso di quanto non sia quello dei quattro candidati alle primarie del suo partito.  In casa sua volano gli stracci e il buon Vimini cerca, ma inutilmente, di coprire tutto, come loro abitudine, dietro a una cortina di fumo e disinformazione.

Si vuol far credere che noi si stia seduti a contemplarci come a cercare il più bello, come se si trattasse di un gioco al quale partecipare da spettatori e non invece di cambiare radicalmente la città. Oggi importante non è la partecipazione, ma la vittoria. E se non si dovesse arrivare alla lista unita per il cambiamento, rimarrebbe comunque uno zoccolo duro formato da quelli che hanno detto che ci stanno, che vogliono veramente vincere e cambiare, lasciando perdere rincorse e richieste verso chi non e’ capace o non vuole ascoltare.

*Candidato sindaco di Pesaro

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