Volley Pesaro, coach Bertini dopo la sconfitta a Perugia: “Non me l’aspettavo, sono deluso: non proponiamo in partita quello che facciamo benissimo in allenamento”

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9 marzo 2014

PESARO – Coach Matteo Bertini, il giorno dopo la sconfitta del Volley Pesaro a Perugia, arrabbiato o deluso?

“Un po’ deluso… Analizzando le statistiche, ho avuto la conferma delle impressioni durante la partita. Abbiamo cambiato pochissimo i colpi d’attacco. Eppure è un aspetto su cui stiamo lavorando tanto, logico che mi dia fastidio. Avevamo fatto un bel passo avanti a Firenze e in casa con Pagliare, variando i colpi e cercando soluzioni diverse, a Perugia l’abbiamo fatto a tratti. Nel terzo set, quando si è fatta male Valentini, e loro hanno mandato a ricevere l’opposto, dovevamo approfittarne. Ci siamo riuscite parzialmente, portandoci sull’1-2, ma nel quarto abbiamo iniziato sbagliando la battuta malgrado lo avessero una giocatrice in meno a ricevere. Ci siamo dati la zappa sui piedi. A fine gara, parlando con coach Bovari, che è mio amico, l’allenatore perugino mi ha confidato che stentava a crederci… La delusione è grande per questo motivo. Si era riaperta la partita, ma noi regalavamo punti in battuta. Non si può, ed è giusto che si sia perso”.

Un attacco di Salvia contro il muro perugino (dalla pagina Facebook del Volley Pesaro)

Un attacco di Salvia contro il muro perugino (dalla pagina Facebook del Volley Pesaro)

Vista in streaming, sembravate impotenti…
“Probabilmente è un discorso psicologico, perché in allenamento facciamo belle cose, con colpi eccellenti. Onestamente non me l’aspettavo. Abbiamo fatto grande a muro una squadra che non è poi così forte in questo fondamentale…”.

Le cifre sono impietose: 17 muri a 4 sono una differenza enorme, incomprensibile, ingiustificabile.
“Assolutamente. L’altro sabato avevo elogiato la squadra per l’ottimo lavoro fatto a muro, questa settimana no. Forse siamo stati poco precisi. Non abbiamo preso murate dirette, ma toccato tanto e sulle scelte non potevamo fare di più. Non è un caso che abbiamo tenuto la loro migliore attaccante, Silvia Tosti, al 23 per cento. Potevamo fare meglio contro le centrali, ma è doveroso sottolineare che quando le abbiamo raddoppiate a muro, hanno fatto punto ugualmente. Merito loro. Se ho un rammarico è l’attacco, soprattutto le scelte offensive, dove abbiamo fatto un preoccupante passo indietro. Dovremo lavorarci molto…”.

A leggere i numeri, in classifica è cambiato poco: eravate terzi a 3 punti dalla prima, Olbia, siete quinti, a 4 lunghezze dalla vetta, ora occupata da Filottrano.
“Come ho detto prima della partita, adesso Perugia avrà un calendario semplice e non sarà facile riprenderla. Noi siamo attesi da quattro scontri diretti, loro solo da uno, con Bastia. Di sicuro il risultato di Filottrano, che ha sconfitto Olbia, ci è favorevole, tenendoci ancora lì, e noi ci crediamo, ma dobbiamo fare di più in partita, perché in allenamento lavoriamo bene. Confermo che, dal punto di vista del lavoro in palestra, la scorsa settimana è stata la più bella dell’anno. E’ per questo che sabato sera, a Perugia, non riuscivo a credere a quel che stavamo facendo”.

Osservando i numeri, che nel volley contano, delle 5 partite del girone di ritorno ne avete perse 2, come in tutto il girone d’andata, e senza fare alcun punto. Certo, avete 4 sconfitte come Filottrano; solo Olbia fa meglio, con 3, mentre Casette, Perugia e Bastia sono a 5. Il vostro problema è che quando perdete non guadagnate punti (due 0-3 e altrettanti 1-3, mentre le altre prendono almeno 1 punto (Filottrano 3, Olbia 1, Casette 3, Perugia 3).
“Giusto, è un problema. Abbiamo qualche 3-2 di troppo, ma non 2-3. Ci sta di perdere, ma nelle serate difficili non siamo capaci di portare a casa almeno un punto. Sono punti lasciati che alla fine incidono nella classifica. In questa situazione è necessario – come si dice – rimboccarsi le maniche e trasferire in partita quanto facciamo in allenamento, dove la qualità è clamorosa. Vi prego di credermi, sarebbe assurdo dire alle ragazze di spingere di più, lo fanno già, ogni giorno. E’ soprattutto una mancanza di lucidità. Quando ci manca, non riusciamo a gestire le situazioni come facciamo in allenamento. Dove è vero che non c’è pressione del punteggio e si è più serene…”.

La sensazione è che non riusciate a reagire alle difficoltà, che vi manchi la ragazza che carica la squadra sulle spalle, quella a cui dare la palla nei momenti in cui è obbligatorio fare punto senza se e senza ma.
“E’ un problema tipico della categoria, della serie B…”.

Però altre squadre ce l’hanno…
“Onestamente, sabato sera, quando Perugia è andata in difficoltà, ha avuto poche alternative… Senza l’infortunata Valentini, i loro punti non sono nati dall’attacco, ma da nostri colpi sbagliati, da nostre palle che andavano dritte contro il muro. Abbiamo avuto tante occasioni in contrattacco, e abbiamo le ragazze che possono fare punto, ma quando perdiamo lucidità non riusciamo a venirne fuori. Ogni volta che cambiavamo colpo, facevamo punto. Ci è mancato il coraggio di cambiare, soprattutto la continuità nella scelta”

Le confesso che sabato sera, scrivendo della vostra partita vista grazie al servizio che offre la Gecom Security Perugia, quando è arrivato il risultato di Cagliari, con la sconfitta di Loreto, ho pensato: ci sta di perdere a Perugia, contro una signora squadra; ci sta meno di perdere un punto a Trevi e cedere 0-3 in casa con Loreto. Sono 4 punti gettati al vento. Guarda caso, i 4 punti che vi separano dalla vetta.
“In verità, a Perugia mi è sembrato di rivivere la partita casalinga con Loreto, con l’incapacità di cambiare le cose e di fare punto”.

Niente lunedì libero per le ragazze del Volley Pesaro, che lunedì tornano in palestra per preparare la gara casalinga con l’Alfieri Cagliari, in programma sabato sera (ore 19, non le consuete 18,30) al PalaCampanara.

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