Siamo ancora vivi. Vuelle sull’orlo del baratro capace di rialzarsi

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10 marzo 2014

PESARO – Tre minuti dalla sirena, la Vuelle segna col contagocce e sul meno 12 anche il tifoso più ottimista comincia a preoccuparsi. Da Varese arrivano bruttissime notizie con Montegranaro che in rimonta sta vincendo contro la Cimberio lasciando Pesaro a 4 punti virtuali di distacco. Le facce dei pesaresi sul parquet non promettono niente di buono e la zona appena schierata da Dell’Agnello subisce una tripla dall’angolo da un Gibson completamente libero. All’interno dell’Adriatic Arena cominciano ad apparire gli spettri della Legadue e si aspetta un miracolo sportivo di difficile attuazione. In quel momento dopo una marea di tiri sputati dal ferro e almeno sei o sette occasioni di segnare un canestro con relativo fallo subito per un gioco da tre punti, Anosike realizza da sotto con il pallone che finalmente conclude la sua corsa dentro la retina e O.D. mette anche il libero aggiuntivo sul fallo subito, potrebbe sembrare ininfluente con il tabellone che recita ancora un preoccupante meno 8 e i minuti da giocare rimangono pochi, ma è il segnale che l’impresa non è impossibile e che l’inerzia sta girando dalla parte dei ragazzi di Dell’Agnello. Pistoia commette un’infrazione di passi e Musso piazza la sua unica tripla da otto metri, con Turner che lo imita nell’azione successiva dopo sei errori. Il pubblico si risveglia dall’incubo e scende verso il parterre ed è giusto che sia Ravern Johnson a segnare il canestro del 72 pari. In campo è una lotta all’ultimo respiro e su un rimbalzo perso dalla Vuelle in quattro si scaraventano verso il pallone e sulla sacrosanta palla contesa fischiata dalla terna arbitrale. La freccia indica Pistoia che rimane in zona d’attacco procurandosi due liberi che Wanamaker trasforma. A 12 secondi dal termine Pesaro si ritrova di nuovo sotto di un punto, ma le facce dei pesaresi non sono più quelle di tre minuti prima e tutto il palazzo sa che sarà Turner a provare il tiro della vittoria. Lo sa anche Elston che prende il pallone e realizza il canestro che potrebbe valere una stagione.

Non è cambiato niente, la Vuelle è sempre ultima da sola e le partite da giocare rimangono solamente 8, ma alle 20 di domenica sera Pesaro era praticamente con un piede e mezzo in Legadue, alle 20.05 ha rimesso mezzo piede in serie A e se l’11 maggio riuscirà a rimetterli tutti e due. Ci ricorderemo sicuramente del canestro di Turner, ma un pensierino dovrebbe andare anche al “rampichino” di Anosike a tre minuti dal fine del match di Pistoia, ricordando che tante volte sono i particolari a fare la differenza tra la gloria e il baratro sportivo.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Non è facile spiegare perché una delle peggiori Vuelle della stagione sia riuscita a vincere una partita che Pistoia aveva completamente in mano, in vantaggio di 13 punti nell’ultimo quarto e in assoluto controllo del match. Chiaramente la Giorgio Tesi Group non è Milano e non è casuale che in trasferta abbia vinto solamente una volta e difficilmente i toscani si sarebbero lasciati sfuggire i due punti se avessero giocato tra le mura amiche, ma dopo un terzo quarto nel quale Pesaro ha segnato la miseria di 7 punti non era facile rimanere ottimisti sulla possibilità di portare a casa la vittoria. L’attacco biancorosso era tutto sulle spalle di Ravern Johnson, con Turner che stava subendo le difese miste di coach Moretti e Anosike che faticava a liberarsi della marcatura di JuJuan Johnson e Daniel, abili a negargli il passaggio vicino al canestro, costringendo il nigeriano a difficili conclusioni partendo in palleggio dai 5 metri, non stava funzionando neanche la coppia di playmaker con Pecile tornato a fare “basket confusione” e Petty che non puniva sugli scarichi la difesa pistoiese con tiri che sbattevano contro il tabellone e anche Bernardo Musso non sembrava essere in giornata, facendosi notare solamente per dei falli ingenui ed evitabili. Non si poteva sperare nemmeno che fossero Dordei e Bartolucci a caricarsi la squadra sulle spalle e Trasolini non ha nel proprio Dna cestistico la dote di essere un trascinatore.

Ma allora come ha fatto Pesaro a vincere? Lo ha fatto perché nonostante non sia un gruppo dotato di talento infinito, ha saputo ritrovarsi nelle difficoltà e avere un obiettivo da inseguire ti dà delle motivazioni in più che magari Pistoia non aveva dentro di sé, lo ha fatto perché Elston Turner è dotato di classe ed attributi non facili da trovare in un rookie alla sua prima esperienza fuori dagli States. Lo ha fatto perché Anosike continua ad essere il re del rimbalzo e dopo lo zero del primo quarto ne ha catturati 18 nei restanti tre, confermando doti che lo faranno diventare uno dei centri più dominanti nel prossimo futuro e lo ha fatto perché dopo un girone d’andata con zero vittorie nelle partite casalinghe, ha ritrovato il pubblico dei tempi belli e nelle ultime quattro uscite ha raccolto otto fondamentali punti.

La classifica vede Pesaro a quota 12, con Cremona e Montegranaro a 14 ed è giusto tenere d’occhio anche Bologna e Varese, ferme a quota 16 da una vita, con i lombardi che domenica prossima saranno di scena all’Adriatic Arena, anche se ribaltare il meno 14 dell’andata sembra impossibile per la Vuelle vista contro Pistoia, raggiungere quota 20 si fa sempre più difficile, ma la Victoria Libertas è ancora lì, pronta a cogliere tutte le opportunità che gli si presenteranno, siamo sempre ultimi ma siamo ancora vivi.

 

I PIU’…

Ravern Johnson
Le sue migliori partite le ha disputate contro Cremona e Pistoia e sono coincise con due vittorie che potrebbero risultare fondamentali per la Vuelle. Dopo tante brutte prestazioni torna a fare l’americano dimostrando di non essere solamente un tiratore ma di avere altre frecce nel suo bagaglio tecnico, la speranza è che non sia stata una rondine solitaria, ma che in questa primavera Ravern trovi il modo di sbocciare completamente.

O.D. Anosike
Anche se non sembra nelle sue serate migliori, chiude con 18 rimbalzi e 26 in valutazione che lo confermano leader incontrastato di queste due categorie, avrebbe bisogno di un playmaker che lo riesca a servire con la giusta tempistica per non farlo combattere ad ogni azione contro i raddoppi avversari, ma per adesso Petty non sembra l’uomo giusto per innestarlo.

Musso e Turner
Dopo aver spadellato per 37 minuti, trovano due triple fondamentali negli ultimi due minuti, con la ciliegina del canestro decisivo realizzato da Turner a cinque secondi dalla sirena, come essere protagonisti anche nelle serate più storte.

 

…E I MENO DELLA SFIDA PESARO – PISTOIA

Terzo quarto
Sette punti segnati, meno 10 di valutazione e una palese difficoltà nel combinare qualcosa di positivo. La Vuelle in 10 minuti ha rischiato di buttare via una stagione.

Tiro da tre
Non era la serata dei tiratori con le due squadre che chiudono con un identico 4 su 19 per un misero 21%, tanti errori anche dalla lunetta per due formazioni che sono agli ultimissimi posti di entrambe le classifiche.

Regia
Poca lucidità per i playmaker pesaresi che non riescono ad esprimersi al meglio, Pecile fatica a liberarsi di Wanamaker e sbaglia una paio di conclusioni piedi per terra completamente libero, Perry va leggermente meglio e prova diverse conclusioni in penetrazione, ma il ferro non gli è molto amico e nonostante i quattro assist all’attivo, spreca troppi passaggi all’apparenza facili.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano si mantiene al primo posto solitario espugnando, non senza qualche patema nel finale, un campo ostico come quello di Reggio Emilia, Brindisi concede soli 53 punti a Caserta e insegue la capolista a due lunghezze, mentre nel big match della giornata Siena vince a Cantù e la raggiunge al terzo posto, Roma soffre più del previsto ma nel finale riesce a conquistare i due punti casalinghi contro Cremona e con Sassari che nell’anticipo del sabato aveva sbancato con autorità il campo di Avellino. Sono sei le formazioni che sono già sicure dei playoff, avendo 8 punti di vantaggio sul settimo posto, mentre per gli ultimi due posti utili sarà bagarre fino al termine con Venezia che esce dalla crisi battendo una Virtus Bologna che appare in caduta libera. La sorpresa di giornata arriva da Varese che spreca 19 punti di vantaggio e si fa superare nel finale da Montegranaro, coinvolgendo anche i lombardi nella lotta per non retrocedere.

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