Il comitato mondolfese: “Far prevalere la ragione piuttosto dell’emozione”

di 

11 marzo 2014

Il Comitato Cittadino Mondolfese 

 

Prendiamo atto dei risultati del referendum del 9 marzo, ma non li riconosciamo. Non li riconosciamo perché gli “arbitri” hanno fatto anche i giocatori ed hanno infine segnato. In un sistema complesso e democraticamente consolidato come è l’attuale esistono moltissimi mezzi per far sentire la propria voce e soprattutto far prevalere la “ragione” piuttosto dell’ “emozione”. Se è un fatto “democratico” ridurre la platea degli elettori, come ha deciso il Consiglio Regionale, è altrettanto democratico non rinunciare alle proprie tesi e continuare la battaglia.

Una veduta di Mondolfo

Una veduta di Mondolfo

Abbiamo sempre sostenuto che l’aggregazione di Marotta di Fano con il Comune di Mondolfo avrebbe appesantito la situazione finanziaria dell’Ente, il quale già da ora è impedito alla realizzazione di medie infrastrutture necessarie alla comunità per effetto del patto di stabilità.

Abbiamo altresì sostenuto che fosse necessario far votare anche i restanti contribuenti del Comune perché saranno chiamati tutti in solido a sostenere le finanze mondolfesi.

Bene, paradossalmente la situazione uscita dalle urne “ridotte” ci rende più forti perché saranno altri ad avere l’onere di dimostrare che ci stiamo sbagliando.

Sarà un compito difficilissimo!

Noi continuiamo a sostenere che una fusione dei comuni di Mondolfo, San Costanzo e Monte Porzio sia necessaria ed urgente, in modo da superare il “patto di stabilità” che ci strangola ed ottenere i finanziamenti regionali.

Sosteniamo anche la realizzazione dell’outlet a Marotta con la rivisitazione dell’impatto ambientale e la creazione di un impianto sinergico che coinvolga tutti i Comuni della Vallata. Sosteniamo infine la necessità di prepararsi con efficacia, in modo da drenare più risorse possibili, in vista della istituzione della “macro regione adriatico-jonica”, e dare la possibilità alle iniziative pubbliche e private di attivare imprese collegate, possibilmente delocalizzate lungo la vallata e non concentrate in un solo posto, in modo da creare il maggior numero di posti di lavoro.

La Marotta unita è sempre stata “fumo negli occhi”, speriamo che si sveglino!

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>