Lavoro domenicale, all’Auchan solo ai part-time. I sindacati: “Occasione persa”

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12 marzo 2014

FANO – “Un’occasione persa”. E’ sicuramente la definizione più appropriata riguardo all’esito di una trattativa tra Direzione aziendale Auchan di Fano e organizzazioni sindacali che si trascina ormai da quasi un anno. Risale infatti al 28 marzo dello scorso anno un incontro nel quale l’attuale Direzione aziendale, in un contesto di relazioni sindacali praticamente inesistenti, illustrava ai sindacati la necessità di ragionare sulla possibilità di introdurre, per un periodo limitato di 2 anni, la riduzione delle maggiorazioni retributive per il lavoro ordinario domenicale/festivo e l’introduzione, mediante firma individuale dei lavoratori con contratto di lavoro part time, delle clausole flessibili previste dal Contratto nazionale di lavoro.

Va aggiunto, per capire meglio la vicenda, che le condizioni di miglior favore sulle maggiorazioni del lavoro ordinario domenicale/festivo ( 50% – 70% – 100% – 130% anziché il 30% ) erano state unilateralmente concesse dalla Direzione Aziendale circa 9 anni fa allo scopo di stimolare tutti dipendenti con contratto di lavoro part time ( che non hanno la domenica lavorativa nel contratto di assunzione ) a lavorare nella giornata di domenica/festive quando le aperture domenicali/festive erano limitate.

Va da sé che, nel momento in cui le aperture domenicali/festive sono illimitate, la Direzione Aziendale abbia la necessità di disporre degli strumenti per collocare la prestazione lavorativa dei propri dipendenti in qualsiasi giorno della settimana cercando di ridurne il costo. Anche alla luce della variazione delle abitudini dei consumatori che sempre più concentrano gli acquisti nei giorni del fine settimana.

Va detto che in questi 9 anni, con grande senso di responsabilità, i dipendenti hanno assicurato sempre la flessibilità necessaria.

In considerazione del periodo di crisi che stiamo attraversando, la Filcams – CGIL e la Uiltucs UIL, hanno espresso, in accordo con i propri iscritti, piena condivisione a cercare una soluzione che raggiungesse tali obiettivi.

Come crediamo sia corretto, nel corso della trattativa, i lavoratori della Filcams CGIL e della Uiltucs UIL, nel condividere gli obiettivi, hanno più volte ribadito la necessità che i sacrifici richiesti siano equamente e proporzionalmente suddivisi tra tutto il personale Auchan interessato.

A tal proposito l’attuale Direzione aziendale non si è resa disponibile né a fornire assicurazioni concrete e tangibili sulla partecipazione dei livelli direzionali dell’ipermercato ai sacrifici richiesti, né a discutere di strumenti di flessibilità che garantiscano stesse condizioni di trattamento in termini di orario di lavoro a tutto il personale senza discriminazioni.

Fornire strumenti di flessibilità a questa Direzione Aziendale Auchan senza legare in maniera equa e concreta la disponibilità dei lavoratori alle reali esigenze di copertura oraria dei vari settori e reparti dell’ipermercato, significa ( per esperienze passate ) concedere la possibilità alla Direzione Aziendale di programmare ( come in realtà richiesto ) orari di lavoro mensili per i singoli lavoratori senza tener conto di una equa rotazione tra i dipendenti stessi. Con il rischio che il disagio non sia ripartito in misura equivalente tra le persone.

La Filcams – CGIL e la Uiltucs – UIL ritengono che questa discussione avrebbe potuto rappresentare un bell’esempio, in tempi difficili come quello che stiamo attraversando, di condivisione di problemi e sacrifici nonché l’inizio di relazioni sindacali proficue come peraltro previsto dal Contratto Nazionale e dal Contratto Integrativo Auchan.

Una doppia occasione persa, appunto.

FILCAMS CGIL PESARO e UILTUCS UIL PESARO

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