Pesaro, invenduti più di 1.200 alloggi delle imprese. Cna: “Servono censimento e misure d’emergenza”

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12 marzo 2014

PESARO – Sono più di 1.200 gli appartamenti di nuova costruzione di proprietà di imprese costruttrici rimasti invenduti nel territorio comunale di Pesaro a causa della crisi e della pressoché totale paralisi del mercato.

In questo scenario a dir poco drammatico non può che fare piacere vedere accolta una proposta che CNA  Costruzioni ha formulato già da qualche tempo, ovvero l’acquisto da parte dell’Erap (l’Ente regionale per l’abitazione pubblica) degli appartamenti invenduti.

“Certo – dice il responsabile provinciale di CNA Costruzioni, Fausto Baldarelli – i 24 alloggi acquistati dall’Ente sono poca cosa rispetto al volume di invenduto esistente a Pesaro, ma si tratta comunque di una misura che può aiutare a dare una boccata di ossigeno a quelle imprese già alle prese con questa crisi devastante che devono sopportare in più il fardello di appartamenti realizzati, ed in qualche caso già collaudati e collegati ai servizi (e dunque pronti ad essere abitati), rimasti invenduti”.

Fabio Vernarecci

Fabio Vernarecci

“Siamo contenti – aggiunge il presidente di CNA Costruzioni, Fabio Vernarecci  – che una nostra sollecitazione in tal senso sia stata accolta sia dall’Erap che dalla Prefettura. Il tavolo istituzionale per l’emergenza-casa dimostra che qualcosa si può fare sia per le imprese che per i cittadini. E’ ancora poco, anche in relazione alla domanda di alloggi da parte di giovani e famiglie, tuttavia ci si sta muovendo nella direzione giusta”.

Ora l’obiettivo si sposta a Pian del Bruscolo. In quella zona, secondo un sondaggio della CNA, sono oltre 400 gli appartamenti di proprietà delle imprese che risultano invenduti. Pensiamo che anche in questo caso l’Erap possa, compatibilmente alle risorse disponibili, intervenire. Ma ci sono molti comuni dell’entroterra dove la crisi ha colpito molto duramente e dove la situazione assume toni drammatici. Il Montefeltro, l’alta e Bassa Val del Foglia, quella del Candigliano; ed ancora l’entroterra fanese, la Valle del Metauro così come tutta la Valle del Cesano.

“Più in generale – conclude Vernarecci – chiediamo che possa essere effettuato un censimento a livello provinciale per conoscere l’esatta entità degli immobili di proprietà delle imprese che risultano invenduti. In base alle risultanze del censimento si potrà poi pensare ad una serie di misure per attuare un piano che possa aiutare le imprese a liberarsi gradualmente degli alloggi invenduti per metterli sul mercato e a disposizione di chi ne ha realmente bisogno”.

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