Terza corsia A14, incontro con le imprese: 50 milioni di euro non pagati. Si punta a un incontro col ministro Lupi

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13 marzo 2014

PESARO – Ricevuta dal presidente Alberto Drudi e dal segretario generale Fabrizio Schiavoni, stamane in Camera di commercio, una delegazione di imprenditori impegnati nel quarto lotto della terza corsia autostradale, tra Senigallia, Montemarciano e Chiaravalle: vantano crediti per circa 50 milioni di euro tra forniture e lavori non pagati. «Negli ultimi giorni – ha detto il presidente Drudi – sono maturate importanti novità, noi intendiamo impegnarci per tenere aperto questo spiraglio di speranza e per consolidarlo, anche cercando di promuovere un incontro con il ministro Maurizio Lupi». All’incontro odierno hanno partecipato, inoltre, i rappresentanti della società Ics Grandi Lavori di Claudio Salini, propostasi come capofila di una nuova cordata che punta alla ripresa dei lavori e a recuperare almeno il 70 per cento dei crediti vantati da 230 diverse attività.

Una situazione complessa, che coinvolge una trentina di imprese pesaresi, in gran parte fornitrici del cantiere autostradale fermo da un paio d’anni, ma che si è aperta a un possibile sblocco dopo l’incontro a Roma, nella giornata di ieri. Al tavolo di confronto il massimo vertice di Società Autostrade, che ha ribadito di avere onorato il proprio impegno economico, e una delegazione delle imprese coinvolte nella vicenda. «Il nostro primo passo – ha aggiunto il presidente Drudi – sarà di costituire un tavolo cui partecipino la Regione e tutte le istituzioni competenti in materia. Chiederemo subito che Società Autostrade accetti il confronto, con l’obiettivo di dare basi solide al percorso di rientro economico e ripresa dei lavori».

Il consorzio Samac ha vinto l’appalto per il quarto lotto della terza corsia autostradale, ma nel frattempo è sopraggiunta una serie di difficoltà, i pagamenti si sono interrotti e con loro anche i cantieri, quando l’opera era stata completata quasi al 60 per cento. Due delle tre società costituenti il consorzio originario sono state poi escluse, la barese Matarrese e la genovese Carena. Al loro posto sono subentrate alcune fra le principali ditte subappaltatrici (in quattro vantano circa 6 milioni e mezzo di crediti) e insieme con la capofila Ics Grandi Lavori consegneranno a Società Autostrade, venerdì 21 marzo, il progetto di rilancio.

«Le imprese in questione – conclude il presidente Drudi – cercano soluzioni costruttive e a mio giudizio è doveroso che le istituzioni si impegnino al loro fianco. Tra cantiere e fornitori, si tratta del lavoro per circa 1.300 persone e se questo tentativo fallisse, sarebbe la chiusura per il 60-70 per cento delle imprese coinvolte, già adesso allo stremo». La delegazione di imprenditori ha chiesto alla Camera di commercio di assumere un ruolo di vigilanza sui lavori alla terza corsia.

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