Alla Fondazione Vialli e Mauro il premio etica sportiva Overtima Festival della pesarese Pindaro Eventi

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14 marzo 2014

MILANO – Overtime Festival ha assegnato il Premio Etica Sportiva 2013. Dopo il riconoscimento a Roberto Cammarelle nel 2012 per aver accettato con fair play il verdetto delle Olimpiadi londinesi, mercoledì scorso è stata la volta dell’ambito Premo Etica Sportiva 2013. Il riconoscimento, consegnato dall’assessore allo sport del Comune di Macerata, Alferio Canesin, e dall’organizzatore del festival nazionale del racconto e dell’etica sportiva, Michele Spagnuolo, è andato alla Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca e lo sport onlus, per i dieci anni di attività.

Canesin, Vialli e Spagnuolo

Canesin, Vialli e Spagnuolo

La onlus, costituita a Torino nel 2003, opera con l’obiettivo di destinare fondi alla ricerca medico scientifica sul Cancro e sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Sport, musica e cultura sono stati sfondo degli importanti eventi di raccolta fondi organizzati per avvicinare realtà differenti unite verso lo stesso obiettivo: ecco la motivazione per cui Overtime Festival ha consegnato il premio – della Galleria Ferretti, opera di Loris Paolucci – ad uno dei soci fondatori, il calciatore Gianluca Vialli. “Abbiamo raccolto quasi tre milioni di euro. Non siamo dei santi, siamo solo due ragazzi che ad un punto della vita – ha dichiarato Vialli – hanno pensato di restituire parte della fortuna che hanno avuto. Noi abbiamo deciso di fare beneficenza in maniera pubblica perché riteniamo che il nostro viso possa dare una mano nella raccolta fondi. La mattina quando ci vediamo allo specchio ci consideriamo persone migliori perché la beneficenza aiuta ad essere persone migliori, oltre che essere importante nell’aiutare persone in difficoltà””.

L’incontro con il calciatore ha aperto possibili scenari sulla prossima edizione di Overtime, ipotizzando anche un evento per la raccolta fondi a favore della Fondazione. “È difficile dare la definizione di etica sportiva senza essere retorici – ha proseguito Vialli -. Mi piace De Coubertin. Importante è partecipare, ma l’essenza è dare il massimo, scoprire i propri limiti e migliore le proprie qualità. Importante è dare il massimo e rialzarsi ogni volta si cada. Così come è fondamentale ricordare quando vinci che nello spogliatoio al tuo fianco c’è sempre qualcuno più triste di te che merita rispetto”.

Il tema del festival è piaciuto all’ex attaccante che, dopo aver ragionato sulla sua etica in campo, ha raccontato un episodio, in pieno stile Overtime.“Nella mia carriera ho imparato tante cose: soprattutto nelle sconfitte, piuttosto che nelle vittorie. Ricordo la finale di Coppa Campioni del ’92, quando persi con la Samp contro il Barcellona, ai supplementari a tre minuti dalla fine. Il mister Boskov che aveva annusato la fine del nostro ciclo ci disse dopo la doccia di mettere la tuta ed andare a salutare i tanti tifosi, sotto la curva, per condividere con loro il momento. Questa sconfitta mi ha spinto a migliorarmi e ad andare avanti. E qualche anno più tardi, ho vinto la Champions League con la Juventus”.

 

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