La solitudine del nostro Paese. La cassa depositi e prestiti

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14 marzo 2014

Romano Zoli

Romano Zoli

Una recente canzone intonava: “Siamo la chiarezza che voleva molta gente”.

In mezzo a questo ci siamo noi gente comune e…  adesso anche la Cassa Depositi e Prestiti  (CdP) .

Ma che cos’è, a cosa serve questa nuova “opportunità”?

Nei giorni dell’ultimo frenetico  cambio di governo, abbiamo più volte sentito dire da parte di molti esponenti del nuovo governo queste frasi: “Sblocco totale dei debiti arretrati della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, utilizzando i fondi della Cassa Depositi e Prestiti; facile: attingeremo alla Cassa Depositi e Prestiti facendone un diverso utilizzo”.

Nel discorso di insediamento al Senato del premier Renzi questa è stata una delle proposte concrete avanzate. Tale indicazione aveva però immediatamente sollevato dubbi e perplessità, visto che i soldi che la Cassa Depositi e Prestiti avrebbe dovuto mettere a disposizione sono pur sempre il risparmio postale degli italiani che non può essere messo a rischio e anche perché altra parte dei fondi sono già impegnati nel Fondo Strategico Italiano, strumento con il quale lo stato deve investire per intervenire in società italiane minacciate da scalate estere,  o  per società che vogliono a loro volta ingrandirsi per aggredire i mercati mondiali.

Nel Consiglio dei Ministri di mercoledì sera denominato “la Svolta Buona” sono state fissate le linee guida per uscire dal “nostro guado” oramai stagnante; si è parlato principalmente di altre misure e manovre compresa la nuova tassazione sulle rendite finanziarie (che sarà oggetto di un  prossimo articolo), “relegando” l’intervento della CdP al suo reale ruolo, quello sussidario e di ultima istanza: prestare garanzie dello Stato per il pagamento dei debiti alle imprese private, attraverso comunque l’intervento delle banche.

Ricollocandola nella sua originaria posizione di “luogo di fede pubblica”, con questo spirito nasceva a Torino nel 1850 (160 anni di storia), la Cassa Depositi e Prestiti  è una società per azioni a controllo pubblico. Una vera e propria Istituzione Statale che impiega le sue risorse per la crescita del Paese  attraverso gli investimenti della Pubblica Amministrazione, lo sviluppo delle infrastrutture e il sostegno dell’economia imprenditoriale nazionale, finanziando i principali settori di interesse strategico: reti di trasporto e servizi pubblici locali, edilizia pubblica e social housing (una edilizia che si colloca a metà tra edilizia popolare e proprietà private vendute o affittate a prezzo base di mercato), energia e comunicazioni, sostegno alle PMI ed  export  finance, ricerca e innovazione, ambiente ed energie rinnovabili.

Il suo pacchetto azionario è suddiviso in tre parti:

– l’80,1% è detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze

– il 18,4% è in mano a 63 Fondazioni Bancarie  (di cui quelle più vicine a noi : Fondazione Cassa di Risparmio  di Pesaro e  Fondazione Cassa di Risparmio di Fano)

– per la rimanente parte dell’1,5% in azioni proprie.

La Cassa Depositi e Prestiti gestisce gran parte del risparmio nazionale: il risparmio di Poste Italiane,  tramite i libretti risparmio  e l’emissione di buoni fruttiferi.

Gli stessi, garantiti dallo Stato italiano, come i Bot, i Cct e i Btp assicurano agli utenti in qualsiasi momento la restituzione del capitale proprio senza perdite o penalizzazioni, lo stesso avviene per il rimborso degli eventuali interessi maturati.

La CdP è anche l’azionista di riferimento del Fondo Strategico Italiano che acquisisce quote di imprese nazionali al fine di migliorare la redditività e lo sviluppo dell’intero paese, oltre a collocarsi quale principale azionista di aziende dello Stato importanti per le nostre risorse Paese : SNAM spa, SACE spa, SIMEST spa,FINTECA spa, ENI spa, TERNA spa.

L’utilizzo della CdP rimane pur sempre una misura importante, anche se riteniamo ancora non risolutiva.

Ci sentiamo ancora disarmati dal passaggio di questa crisi. Non possiamo svalutare, avendo come moneta l’euro; non possiamo stampare moneta come hanno fatto Stati Uniti, Regno Unito e Giappone perché non abbiamo una banca centrale autonoma, avendo delegato alla Bce la gestione della politica monetaria. Non possiamo avere una politica espansiva perché le regole europee  impongono un rapporto deficit/Pil  non superiore al 3%  e il Fiscal Compact (patto finanziario europeo, cioè  controllo sulla politica fiscale dei Paesi membri Europei) imporrà nei prossimi anni una riduzione del rapporto debito/Pil.  In questo senso l’Europa ha molte colpe, e noi siamo rimasti soli. La scelta dell’austerità imposta a tutti i Paesi europei  ha rilevato tutti i suoi  limiti, soprattutto per la mancanza di una vera governance europea  che sappia  fare passi avanti verso un’integrazione fiscale e politica.

Il nostro Governo ha tra pochi mesi (dal 1 luglio) una grande opportunità con la guida del semestre europeo; è il momento giusto per ridefinire e rimpostare nuove politiche sociali di sviluppo e crescita sostenuta , spezzando una volta per tutte la barriera dell’austerità.  Convidiamo  tutti che anche qui sia “la Svolta Buona”.

L’Italia è come un ciclista che sta affrontando l’ultima salita prima del traguardo,  senza potere usare il cambio per ridurre la fatica della pedalata e che quando si gira vede che ha anche una pesante zavorra da trascinare.  Ma siamo anche un Paese che sa fare Grandi Imprese e di Grandi Ciclisti;  facciamogli vedere come si fanno le volate,  perché in mezzo agli altri abbiamo lo scatto migliore per arrivare davanti a tutti.

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2 Commenti to “La solitudine del nostro Paese. La cassa depositi e prestiti”

  1. giorgio scrive:

    Oggi il “Corriere della Sera” velenosamente chiama Renzi televenditore e lo paragona a Berlusconi per fare arrabbiare ancora di più i “gufisti Bersan-Lettiani”, mentre Lei il Matteo Nazionale ( per non confonderlo con quello locale) lo chiama Grande Ciclista!!!!! o forse si riferiva che so… al mitico Forlani?

    • Romano Zoli scrive:

      Guardi i ciclisti professionisti mi piacciono molto e gioisco con loro delle vittorie; i dilettanti mi danno un pò fastidio…(non me ne vogliano).. perchè quando passo non hanno regole e sembra che la strada sia solo la loro…adesso stiamolo a vedere, il Matteo, lunedì quando sarà a tu per tu con la “culona”.. ma la vera partita e da li potremo intuire molte cose, cioè se é CAMBIATO TUTTO O MENO, sarà quando in scadenza a giugno, ci saranno da nominare tutti i VERI POTERI ITALIANI , il RINNOVO DELLE CARICHE DEI MANAGER DELL’ AZIENDE DI STATO.. verificheremo se il patto con il Sig Berlusconi è più di quello che si pensa (legge elettorale!!!!)… in tempi sospetti il CAF dirigeva TUTTO ….e se non sbaglio oltre al Forlani c’erano anche altri due loschi Statisti : un certo Andreotti e un certo Craxi….

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