Volley Champions League, le Final Four a Baku con tante storie di Pesaro, ma anche di Urbino che tifa per Lorenzo Micelli

di 

14 marzo 2014

PESARO – Un po’ di Pesaro e Urbino, della storia pallavolistica della provincia, in campo nella Crystal Hall di Baku, capitale dell’Azerbaigian.

 

Sabato e domenica, nella nuova terra promessa del volley internazionale, sono in programma le Final Four della Champions League femminile, che non “parleranno” italiano come la precedente edizione, quando s’affrontarono quattro squadre allenate da altrettanti coach italiani (Marcello Abbondanza, Massimo Barbolini, Giovanni Guidetti e Carlo Parisi), rispettivamente sulle panchine di Rabita Baku, Galatasaray Istanbul, VakifBank Istanbul e Unendo Yamamay Busto Arsizio).

 

Guidetti (primo da sx) e Micelli (5°) con gli altri coach e alcune giocatrici  (foto Cev)

Guidetti (primo da sx) e Micelli (5°) con gli altri coach e alcune giocatrici (foto Cev)

Non ci saranno quattro tecnici tricolori e mancherà una nostra squadra, ma a Baku si parla ugualmente italiano. Intanto perché la prima semifinale, in programma alle ore 13, mette di fronte – nell’ennesimo derby turco, anzi di Istanbul – la VakifBank del modenese Giovanni Guidetti e l’Eczacibaşi VitrA dell’urbinate Lorenzo Micelli. Poiché Urbino è città che ha quale fiore all’occhiello la Robur Tiboni, squadra di pallavolo femminile, saranno molti gli urbinati a tifare per il loro concittadino che ha in bacheca due Champions League. Sicuramente tiferà per lui, e per l’Eczacibaşi VitrA, Matteo Bertini, allenatore del Volley Pesaro, che con Micelli ha lavorato prima a Bergamo, poi sul Bosforo.

 

Nessun dubbio, però, che non lo seguiranno i tifosi pesaresi, e neppure i suoi presidenti, legati a Carolina Costagrande, la giocatrice più amata dai Balusch, e non solo. In campo, nella VakifBank, un’altra ex pesarese, Christiane Fürst, che con Lorenzo Micelli ha vinto l’edizione 2009/10, aggiungendo a questa il trofeo conquistato con Guidetti (2012/13).

 

Nell’Eczacibaşi VitrA gioca un’altra ex pesarese, Senna Usić.

 

E nella seconda semifinale, tra la squadra di casa e la Dinamo Kazan, vedremo in campo Antonella Del Core, da anni in Russia, dal 2001 al 2006 a Pesaro, a sua volta ex anche dell’Eczacibaşi VitrA. A guidare la squadra azera l’ex palleggiatrice della Chateau d’Ax Urbino, la polacca Katarzyna Skorupa, che servirà un’altra amata ex pesarese, Kasia Skowronska, che ha casa a Baia Flaminia. E per mettere ulteriore peperoncino in un piatto già molto saporito, Skowronska ha giocato fino alla scorsa stagione con Carolina Costagrande, nella squadra cinese di Guangdong.

 

Vi risparmiamo poi le altre ex del campionato italiano, le cui quotazioni sono crollate davanti alle ricchezze dei club azeri, russi e turchi, ma è stato inimitabile fucina per la crescita di tantissime campionesse.

 

Le scoprirete se avrete la possibilità di seguire le Final Four che saranno trasmesse in diretta da Fox Sports 2 HD di Sky, canale 213 della piattaforma satellitare. Non solo Sky, però, perché la preziosissima Laola1.tv trasmetterà in streaming da Baku.

 

Questo il programma:

 

Sabato, ore 13: VakifBank Istanbul – Eczacibaşi VitrA Istanbul. Ore 16: Rabita Baku – Dinamo Kazan.

 

Domenica: ore 13 finale terzo e quarto posto. Ore 16: finale primo e secondo posto.

 

Nelle dichiarazioni della vigilia, Giovanni Guidetti ha espresso “grandi motivazioni della squadra, arrivata a Baku per vincere il trofeo. E’ molto importante, ma vale anche per le altre tre squadre, avere evitato infortuni durante i playoff a 6”. Lorenzo Micelli ha sottolineato che l’Eczacibaşi VitrA non è in Azerbaigian solo per partecipare. Lavoro con la squadra da molto tempo e mi piacerebbe mostrare il trofeo ai nostri tifosi”.

 

In ogni caso, un allenatore italiano sarà in finale e proverà ad arricchire la propria bacheca. Facendo ovviamente i conti con Rabita o Dinamo… Sanja Starović e coach Eldar Yusubov hanno raccontato che “la Rabita (qualificatasi senza giocare i playoff, ma organizzando le Final Four; ndr) ha lavorato tanto e duramente per essere pronta a superare gli ostacoli e vincere la Champions League”, mentre Rishat Gilyazutdinov, allenatore della Dinamo, ha grande voglia di rivincita sulle azere che la scorsa stagione esclusero Kazan dalle finali in Turchia.

 

Già, negli ultimi quattro anni, l’epilogo della Champions League è stato ospitato, in alternanza, tra Istanbul e Baku. Con una soddisfazione per noi poveri: la squadra organizzatrice, qualificata a pagamento, non ha vinto mai il trofeo. In Turchia e in Azerbaigian non sono superstiziosi, s’accontentano d’essere ricchi.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>