“Aure” a Urbino: lavoro seducente e ricco di fascino di Teatropersona

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15 marzo 2014

AureURBINO – Un lavoro raffinato, una composizione seducente e curiosa, ricca di fascino è Aure di Teatropersona in scena martedì18 marzo al teatro Sanzio di Urbino per TeatrOltre, rassegna provinciale dedicata alla scena contemporanea promossa dal Comune di Urbino e dall’AMAT.

Negli ultimi anni la compagnia Teatropersona è stata impegnata in quella che definisce Trilogia del silenzio e della memoria: dopo un lungo lavoro di sperimentazione e formazione, ha deciso di sottrarre il linguaggio verbale alla scena intraprendendo una ricerca pluriennale fra corpo dell’attore e composizione dell’immagine di cui Aure è l’ultimo esito.

Al termine dello spettacolo avrà luogo un incontro con la compagnia, appuntamento di Oltre la scena, momenti di approfondimento e riflessione proposti per gli spettacoli di TeatrOltre.

Il tempo perduto ha sempre quella qualità intimamente percepibile di evocazione, si avvale dei sensi che ne rintracciano la pensosa attiguità col presente, riportandone in luce sensazioni nascoste e che si credevano dimenticate, nella densa melassa della memoria. Non è un caso dunque che proprio attraverso le presenze – le sagome fuggevoli di vite odierne che ombreggiano vite passate – Alessandro Serra e Teatropersona compongano Aure, immaginato seguendo la linea proustiana di Alla ricerca del tempo perduto, ricerca letteraria tra i simboli più netti dell’intero Novecento. Lo spazio scenico è invaso da una suggestione pittorica che rende riconoscibile la compagnia, un’atmosfera di eleganza stilistica che traccia linee spesse e di colore denso, impenetrabile, tenendo fede a una capacità di comporre immagini cariche di consapevolezza.

L’origine e quell’epica emozionale della Recherche di Proust; lo spazio, la stanza della memoria che l’autore ha richiamato più volte nella propria opera, si presenta alla luce del pittore danese Vilhelm Hammershoi, grande artista del silenzio. Qui, nel mondo del sonno, non si trovano personaggi o storie tradizionalmente intese: le figure che lo abitano si nutrono delle situazioni reali, ma le portano a evaporare o riverberare; i tavoli e le sedie sembrano pronti a piroettare, gli oggetti a librarsi in volo, le numerose porte sempre sul punto di schiudersi, rivelando presenze taciute e stanze della memoria involontaria.

Le azioni fisiche di Grotowski, la biomeccanica mejercholdiana, le arti marziali, i canti vibratori. E poi seminari coi maestri del terzo teatro. Dopo queste esperienze formative, Alessandro Serra (autore e regista) e Valentina Salerno (attrice) nel 1999 fondano Teatropersona, dichiarato omaggio all’opera di Ingmar Bergman. All’inizio fanno teatro di parola. La svolta estetica arriva con Beckett Box, spettacolo di figura interamente muto: da allora Teatropersona si dedica a un teatro di forte impatto visivo da cui la parola è esclusa, tanto negli spettacoli per bambini che nei nuovi lavori che, appunto, si raccolgono sotto il nome Trilogia del silenzio.

Regia, drammaturgia, scena, luci e suoni dello spettacolo sono di Alessandro Serra. Gli attori in scena sono Daria Menichetti, Francesco Pennacchia e Chiara Michelini. Aure è una produzione Teatropersona, Regione Lazio – Assessorato alla Cultura Arte e Sport, Bassano Operaestate Festival – Teatro Fondamenta Nuove Venezia, Rete teatrale aretina – Teatro Comunale Castiglion Fiorentino, Fondazione Ca.Ri.Civ.

Informazioni e biglietti (10 euro, ridotto 8): AMAT 071 2072439, Teatro Sanzio 0722 2281.

Inizio spettacolo ore 21.

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