Varani: “Mi sento responsabile di quanto accaduto a Lucia, ma volevo solo rovinarle la macchina”

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17 marzo 2014

PESARO – Colpo di scena: l’ex avvocato Luca Varani, in una dichiarazione spontanea davanti al giudice, ha dichiarato di sentirsi responsabile di quanto accaduto a Lucia Annibali. “La situazione mi è sfuggita di mano” ha aggiunto. Per lei, ha aggiunto, ha pianto  nei primi giorni del carcere. “Volevo farle uno “scherzo odioso” – ha detto – e rovinarle la macchina comprata a fine novembre con dello sgorgante-sverniciante, e non con l’acido”.

Lucia non lo ha degnato di uno sguardo, abbandonando l’aula.

Varani, come noto accusato di essere il mandante dell’aggressione con l’acido, ha iniziato a parlare. Non un’ammissione, piuttosto la conferma di quanto già scritto dallo stesso Varani che ora rischia 20 anni di carcere. La sentenza potrebbe slittare di qualche giorno.

La difesa di Varani, oggi in aula, ha chiesto l’assoluzione per le accuse di stalking e lesioni personali, mentre per il tentato omicidio – l’altro capo d’accusa infamante che pende sull’avvocato pesarese – il fatto non sussisterebbe. Uno dei due difensori ha negato che il proprio assistito avesse le nuove chiavi dell’appartamento di Lucia.

L’udienza è stata rinviata a sabato 29 marzo.

Il difensore di Talaban ha detto durante il processo che il proprio assistito non conosceva Luca Varani, così professando l’innocenza del proprio assistito.

La difesa di Precetaj si è basata sulla presunta discrepanza con le orme trovate a casa di Lucia, visto che lo stesso avrebbe un 41 di piede, e non un 44.

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