Vuelle, i perché di una sconfitta: da Pecile a Turner. Nonostante il “ritrovato” Johnson

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17 marzo 2014

Ci speravamo tutti, ma onestamente non era un’impresa semplice mantenere l’Adriatic Arena imbattuta in questo girone di ritorno per una Vuelle che, al di là dei miglioramenti evidenti compiuti nelle ultime giornate, rimane sempre la squadra ultima in classifica e dopo 23 giornate non si può considerare una casualità. Varese nel finale ha avuto quella fame di vittoria che magari Pistoia non aveva dentro di sé domenica scorsa e se la mettiamo sul piano tecnico e di talento puro, non è che Pesaro possa uscire vincente da tanti duelli in questa stagione. La Cimberio rimane una formazione da playoff che doveva risolvere un paio di problemi e una volta esonerato Frates, poco amato da pubblico ed ambiente, ha ritrovato le sue certezze e se riuscirà ad ingaggiare un play maggiormente utile alla causa di Kee Kee Clark, potrebbe ancora puntare ad un posticino nei playoff.

Johnson in volo. Foto Danilo Billi

Johnson in volo. Foto Danilo Billi

Ma Pesaro ci ha messo del suo per perdere un match che comunque la vedeva ancora in partita a cinque minuti dalla sirena, con tante disattenzioni difensive che hanno concesso almeno sette-otto canestri facili ai varesini e un paio di sanguinose palle perse su rimessa offensiva, come quella del 34’ che ha chiuso definitivamente l’incontro, con Anosike che ha dovuto commettere un fallo antisportivo a metà campo per bloccare il contropiede avversario. Preoccupa l’involuzione di Pecile che se pressato va in confusione e che non ha più le gambe per tenere un velocista come De Nicolao, mentre non si può pretendere che Musso riesca a togliere le castagne dal fuoco ogni domenica, ma la vera delusione di giornata è stato sicuramente Elston Turner, del quale Pesaro non può fare a meno per sperare di raggiungere il penultimo posto, che si è preso le sue consuete conclusioni (13) realizzandone solamente tre, vuoi per il raddoppio sistematico su di lui, vuoi per una cattiva serata personale, chiusa con un eloquente meno tre di valutazione che non ammette discussioni.

Solo note negative allora da questo 23esimo turno? Non proprio, perché Ravern Johnson, pur senza ripetere la prestazione contro Pistoia, sembra un giocatore ritrovato che, lontano da essere un fenomeno, potrebbe dare in queste ultime sette giornate il rendimento che ci aspetta da un americano del quintetto, poi c’è da rimarcare il match giocato da Perry Petty al suo massimo stagionale in maglia Vuelle, sia come punti (21) che rimbalzi (11) e per un “piccoletto” di 185 cm sono numeri di tutto rispetto, ai quali si aggiungono i sette falli subiti con tante penetrazioni dentro l’area colorata, anche se il dubbio di una convivenza difficile tra lui e Turner ci rimane, essendo entrambi due giocatori che amano avere il pallone tra le mani e che per produrre punti preferiscono partire in palleggio per gli uno contro uno. Ci è piaciuta anche l’onestà intellettuale di coach Dell’Agnello che alla domanda di un cronista sul mancato utilizzo della difesa a zona, ha ammesso che in questa stagione la zona della Vuelle è coincisa con le peggiori sconfitte della sua squadra e che non se la sente di riproporre una difesa che i suoi giocatori non hanno mai mostrato di essere in grado di effettuare, poi si potrebbe discutere sul fatto che l’allenatore ha il compito di far alzare il rendimento tecnico del gruppo, ma spesso accanirsi su un problema senza averne la soluzione in mano è più deleterio che altro.

Per rileggere le pagelle della partita clicca su http://www.pu24.it/2014/03/16/vuelle-varese-le-pagelle-musso-e-pec-deludono-petty-ha-i-numeri/

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

 

Con l’uscita di Varese dal gruppetto delle pericolanti, rimangono in quattro le squadre coinvolte nella zona retrocessione, compresa Bologna che nonostante l’innesto di Willie Warren al posto di Casper Ware, non è riuscita a vincere contro Reggio Emilia, arrivando alla 12esima sconfitta nelle ultime 14 giornate, Cremona ha sfruttato il turno casalingo battendo una Avellino non irresistibile , mentre Montegranaro ha “fatto il suo dovere” andando a perdere su un campo difficile come quello della Pasta Reggia Caserta, il problema per la Vuelle è che adesso l’attendono due trasferte proibitive come quelle di Roma e Milano che difficilmente le consentiranno di muovere la classifica e Pesaro si ritroverà a sperare in poche sorprese dalle altre sfide, con Milano che nei prossimi turni sarà arbitro della salvezza, dovendo affrontare in trasferta sia la Sutor che la Vanoli, è vero che Montegranaro è attesa da un trittico di gare molto complicato, con l’Armani e Brindisi in casa e la trasferta di Sassari, ma ci potrebbe sempre scappare una sorpresa negativa che potrebbe complicare in modo definitivo ogni tipo di tabella salvezza applicabile in queste ultimi sette turni.

Anche dalle partite impossibili si può tirare fuori qualcosa di buono e si dovrà andare a Roma con un atteggiamento diverso della trasferta di Sassari, dove uscire con venti punti sul groppone è sembrato un risultato positivo, sono discorsi applicabili casomai alla trasferta milanese, ma per il match di sabato prossimo (vi ricordiamo l’anticipo alle 18.30 del 22 marzo) nella Capitale, la Vuelle ha il dovere di provare l’impresa contro un’Acea uscita malconcia dalla sfida contro la capolista.

 

I PIU’ ……..

 

Perry Petty: Per lunghi tratti è il miglior rimbalzista della Vuelle, fatto insolito per un playmaker, P.P. fa vedere tutte le sue qualità con canestri spettacolari in entrata e un paio di triple, anche se la gestione del contropiede è migliorabile, così come la sua intesa con Elston Turner.

 

O.D. Anosike: 17esima doppia-doppia stagionale per il nigeriano che nel primo tempo si carica l’attacco pesarese sulle sue potenti spalle, due soli errori dal campo su undici tentativi e anche otto falli subiti per Anosike che deve ritrovare una percentuale accettabile dalla lunetta per non vanificare il suo ottimo lavoro in fase offensiva.

 

Rimbalzi ed assist: Le brutte percentuali in attacco consentono alla Vuelle di catturare 15 rimbalzi offensivi, con gli esterni bravi a seguire l’azione per farsi trovare pronti dentro l’area, 12 assist per Pesaro con Perry e Musso abili a smarcare i compagni, anche se mancano terribilmente quelli di capitan Pecile.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – VARESE

 

Tiri liberi: Non è accettabile che un due su due dalla lunetta venga accolto con un boato dal pubblico, il 6 su 14 ai liberi non deve essere ripetuto in futuro per non dover rimpiangere delle sconfitte evitabili e Anosike deve ritornare a piegare le gambe prima di effettuare un libero, anche se non sarebbe male che il nigeriano passi tanti minuti in palestra per alzare una parabola di tiro ampiamente migliorabile con il necessario allenamento.

 

Tiro da tre: Sette su ventisette, se Musso e Turner hanno le polveri bagnate non sono tante le possibilità di migliorare il penultimo posto dai 6.75, anche perché Trasolini sembra aver perso fiducia e ogni tripla di Pecile viene accolta come un mezzo miracolo.

 

Difesa: La zona non rientra più nei piani di coach Dell’Agnello e lo si può anche capire visti i pessimi risultati precedenti, ma concedere così tante conclusioni non contrastate agli avversari è un problema da risolvere, anche se il compito non è agevole per una squadra che non ha mai avuto un dna difensivo, serve una maggiore applicazione per raddoppiare in post basso senza scoprirsi troppo sul perimetro, lasciando colpevolmente liberi i tiratori avversari sulla linea dei 6,75.

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

 

Si stacca definitivamente dalle inseguitrici l’Armani Milano dopo la netta vittoria nel derby metropolitano contro Roma, a quattro lunghezze rimangono Cantù e Brindisi, con in brianzoli che puntano al secondo posto dopo aver vinto nettamente lo scontro diretto contro un’Enel che ha pagato le numerose assenze, Sassari rifila i cento punti di ordinanza a Venezia con un grande Drake Diener, mentre Siena cede al fotofinish sul campo di Pistoia, nella lotta per i playoff importanti i successi di Reggio Emilia a Bologna e di Caserta contro Montegranaro, con Avellino che invece cade a Cremona e slitta al nono posto.

 

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