Fano, Marchegiani sul Teatro Romano: “Il progetto è del 1999, l’intervento di recupero è la strada da percorrere”

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21 marzo 2014

Stefano Marchegiani*

 

FANO – Pur comprendendo che gli argomenti a disposizione del Centro Destra in questa campagna elettorale sono assai scarsi, meraviglia constatare la strumentalità e la pochezza dell’attacco alla mia persona portato da Del Vecchio, Mattioli, D’Anna e Paolini a proposito del progetto di ristrutturazione dell’area ex ICOMAS, elaborato dal mio studio nell’ormai lontano 1999.

L’incarico riguardava non l’edificazione di un’area in centro storico, né il costruire su un teatro romano, ma la riqualificazione di un’area industriale privata, già totalmente edificata, dismessa ed abbandonata da anni e di cui il nostro progetto prevedeva la forte riduzione volumetrica ed il riutilizzo a fini residenziali, in conformità con tutti i pareri degli enti preposti ed in particolare con quello della Soprintendenza Archeologica per le Marche di Ancona, con la quale si stabilì da subito un rapporto di seria collaborazione. Fu proprio grazie ai sondaggi archeologici concordati con la Soprintendenza nella prima settimana dei lavori che fu possibile accertare la consistenza e la qualità dei reperti di cui oggi si parla.

Da quel momento, era il 2001, il mio studio non si è più occupato del destino dell’area, considerata per noi chiusa ogni possibilità di intervento se non quella di recuperare ciò che restava dell’antico teatro. Infatti, com’è noto, altro studio professionale fu incaricato di proseguire con tentativi di riutilizzo e nuovi progetti.

Questi e non altri sono i fatti.

Tutte le eventuali trattative o varianti o accordi che dovessero essere intercorsi in questi anni tra Amministrazione Comunale e proprietari non mi riguardano. Il sottoscritto e il Partito Democratico hanno ben chiari i principi di tutela del nostro patrimonio culturale ed ambientale ed è evidente la distanza siderale che ci separa dal Centro Destra e dalla sua concezione di sviluppo del territorio. A Fano, basta osservare quanto poco è stato fatto negli ultimi dieci anni per valorizzare tali patrimoni dopo i grandi lavori di restauro operati dalla Giunta Comunale di Centro Sinistra (rocca malatestiana, bastione Sangallo, mura romane etc.). Non accettiamo dunque lezioni da coloro che hanno contribuito a produrre lo scempio dell’ex zuccherificio ed il PRG sovradimensionato e dalle infinite varianti, abbandonando nel frattempo la città all’incuria.

Non ci convince inoltre, ed anzi ci preoccupa l’affermazione di D’Anna per la quale l’impegno politico dovrebbe essere prerogativa esclusiva di chi intende vivere solo di politica. I cittadini di Fano ricordano bene la responsabilità affidata a Giancarlo D’Anna per la loro città alle elezioni amministrative di dieci anni fa,  quando eletto in Consiglio Comunale ed assunto il ruolo di vicesindaco preferì, dopo pochi mesi, disattendere l’impegno assunto con gli elettori per il più prestigioso e remunerativo scranno regionale.

 

*Segretario partito democratico

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