“Iscrizioni a scuola: i contributi sono volontari e non obbligatori. Serve trasparenza”

di 

22 marzo 2014

Lorenzo Lugli*

 

PESARO – E’ tempo di iscrizioni scolastiche e come tanti genitori mi trovo a compilare il modulo relativo. Tra i documenti da allegare vengono richiesti due pagamenti:

1. Tassa governativa di 21,17 euro pagabile con bollettino postale

2. Bonifico (nella scuola di mia figlia chiedono 100 euro) dove occorre indicare nella causale “ampliamento offerta formativa”.

La somma al punto due NON E’ DOVUTA e non va versata.

Il messaggio che arriva alle famiglie che leggono il modulo distribuito dalla segreteria è quello di un importo dovuto, tuttavia il comma 622 della legge 296/2006 (finanziaria 2007) ha confermato “il regime di gratuità ai sensi degli articoli 28, comma 1, e 30 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226″. Pertanto non è consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria.

NON E’ ILLEGITTIMO che le scuole richiedano un contributo, ma lo è pretenderlo obbligatoriamente, subordinando l’iscrizione al versamento dello stesso. Il contributo è una partecipazione economica delle famiglie per l’arricchimento dell’offerta; nella realtà spesso accade che le scuole li utilizzano per coprire le spese ordinarie: pulizie, manutenzione, supplenze brevi, ecc.

CONCLUDENDO: a seguito dei tanti tagli, le scuole hanno veramente bisogno di un contributo e il ricorso ai genitori rappresenta la via più facile per ottenere fondi. Chi è nella possibilità di farlo, effettui il versamento perchè spesso ne va della sopravvivenza della scuola. Quello che dobbiamo pretendere sono CHIAREZZA e TRASPARENZA. Camuffare una comprensibile richiesta di aiuto come imposta obbligatoria rappresenta un abuso e a questo NON CI STIAMO. I dirigenti scolastici chiedano il giusto nel modo giusto. I genitori capiranno.

*candidato Consigliere Comunale M5S Pesaro

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