Il comandante della Municipale Galdenzi: “Sulle strisce blu non seguiremo l’indirizzo ministeriale”

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24 marzo 2014

Gianni Galdenzi*

PESARO – In questi ultimi giorni ricevo tantissime richieste e sollecitazioni da parte di cittadini, associazioni, amministratori di fornire delucidazioni in merito alla questione delle “sanzioni nelle strisce blu”. Il Ministero dei trasporti già nel 2010 (quindi la questione non è nuova), con un proprio parere ha sostenuto la tesi della non sanzionabilità di coloro che protraggono la sosta oltre il periodo per il quale hanno pagato il ticket (cd. scontrino scaduto nei parcheggi a pagamento). Questa tesi è stata di recente ribadita dal predetto dicastero e confermata in Parlamento dal ministro Lupi. Avverso alla predetta posizione si è schierata l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), sostenuta anche, con pochissime defezioni, dai Comuni medio-grandi i quali hanno pubblicamente ribadito la legittimità delle sanzioni elevate e la loro volontà di non seguire l’indirizzo ministeriale (così Roma, Milano, Firenze, Torino, Napoli, Bari Padova, Venezia, Bologna ecc).

Gianni GaldenziIl Comando di Polizia Municipale di Pesaro, allo stato delle cose, non può che seguire quest’ultima strada. L’orientamento governativo, al momento, si è estrinsecato solo in pareri ed  audizioni alla Camera, i quali, per quanto autorevoli non sono certamente in grado di confutare l’orientamento consolidato della dottrina e soprattutto della giurisprudenza di legittimità. La Cassazione in più circostanze ha ritenuto legittima l’addebito anche della sanzione amministrativa per punire la condotta di chi mantenga in sosta il veicolo non avendone più titolo (una per tutte: Cass. Civ. Sez. II, Sent., 05-11-2009, n. 23543). Ancora più severa è stata la Corte dei Conti, sezione Lazio che ha condannato per danno erariale gli amministratori di una società di parcheggi, i quali si erano limitati a chiedere ai trasgressori la somma evasa senza elevare anche la sanzione amministrativa (sentenza n. 888/2012).

L’auspicio di chi scrive è che ANCI e Ministero addivengano al più presto ad un accordo e propongano una soluzione condivisa (con atti formali, preferibilmente legislativi), perchè, come sempre avviene purtroppo in queste circostanze, a  subire le conseguenze dell’incertezza interpretativa è sempre il cittadino: sia quando paga e non deve, ma anche quando, erroneamente convinto di avere ragione, propone ricorso e poi si trova a dover sostenere, oltre alla multa, anche le spese di giudizio e legali.

*Comandante della Polizia municipale

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