Pesaro 2014, Fresina: “Provo a rispondere alla domanda: allora dott. Fresina che farà?”

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24 marzo 2014

Massimo Fresina*

PESARO – Non voglio stare con chi fa solo chiacchiere e cerca alibi facili da smentire. Non voglio stare con chi come il centro destra, che pur sapendo che da solo come sempre perderà, si arrampica sullo specchio della “opposizione che verrà”.

Se Pesaro, la parte nobile di questa città, quella stanca  delle vecchie e nuove oligarchie, non riesce a trovare le basi per un accordo collettivo, al di là di bandierine di partito  o di sfrenate ambizioni personali sulla pelle degli interessi collettivi, meglio puntare sulle proprie radici e chiedere alla città di esprimersi su queste, sulla propria storia personale, sulla possibilità di verificare l’impegno posto a favore della collettività e sui risultati raggiunti. Del resto, non parliamo tutti di meriti e di obbiettivi raggiunti o meno per giudicare e/o premiare? Certo non si può giudicare oggi l’operato del futuro sindaco, ma sin da oggi si può capire cosa ha fatto, da dove viene e dove vorrebbe andare.

Stiamo parlando di amministrare una città in un periodo molto difficile, con pochissimi soldi, con una eredità strutturale della città tutta da risistemare a cominciare dalle buche nelle strade e rimettendo in discussione il piano urbanistico; dovremmo trovare una vocazione vera da seguire per questa città, trovare la direzione. Non è detto che si possa fare molta strada nella direzione finalmente trovata, ma almeno sapremmo dove stiamo andando, anche aspettando tempi migliori, che si spera possano arrivare.

In questo momento di gravi difficoltà per il paese e per tutti noi, il sindaco deve essere un bravo amministratore come un saggio padre di famiglia, non deve avere figli e figliastri. Deve però anche mostrare quella fermezza d’animo e quella rettitudine che consenta ai cittadini di fidarsi di lui, di lasciarsi guidare e di desiderare di partecipare consapevolmente allo sforzo comune.

Il bravo sindaco deve spendere con molta oculatezza e senza discriminazioni i soldi dei cittadini e deve aiutare la città a sopravvivere al meglio a questa terribile crisi che sta distruggendo il tessuto sociale e le nostre strutture produttive, mettendo le basi per agganciare al meglio la ripresa che verrà. E queste basi sono la compattezza sociale dei suoi cittadini uniti, pacificati e solidali nonché la ristrutturazione produttiva sostenuta dalla semplificazione, dalla riduzione possibile della tassazione locale e dalla capacità di fare sistema in questo territorio.

Cosa ho concluso? Che in un quadro del genere mi sento di esserci e di partecipare, e di chiedere ai cittadini di sostenermi in questa visione dopo che avranno rivisitato la mia storia e le mie radici, e dopo che avranno valutato quello che ho costruito in tutti questi anni.

*Candidato sindaco lista civica

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