Vuelle, il bello e il brutto della Turner-dipendenza. Difesa e regia, che spine per Dell’Agnello

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24 marzo 2014

PESARO . Siamo tornati indietro di tre mesi e non è un bene per la Vuelle. Siamo tornati ai livelli dei primi di dicembre, quando Pesaro era Turner dipendente e se dobbiamo essere contenti di aver ritrovato un Elston ai suoi livelli (anche di più visto che i 37 punti realizzati sono il suo massimo stagionale), non possiamo sorvolare sulla brutta prestazione della squadra, mai veramente in partita e troppo arrendevole in alcuni suoi uomini. Siamo tornati ad avere un problema in cabina di regia, peccato originale che si pensava potesse essere risolto dall’arrivo di Petty, ma P.P. non ha mai inciso veramente sul risultato con le sue prestazioni e capitan Pecile sembra essere ormai avviato verso la fase discendente della sua carriera, con una palese difficoltà a procurasi un tiro pulito a questi livelli. Siamo tornati ad avere una difesa imbarazzante e non è casuale che Roma abbia raggiunto il suo top stagionale, sfiorando quota 100 dopo non aver mai superato in questa annata i 90 punti realizzati e d’altro canto le squadre di Dalmonte non si sono mai messe in evidenza per brillare in fase offensiva, siamo anche tornati ad avere una panchina poco incisiva con soli nove punti realizzati in quattro e poco impatto sulla partita, con Musso che non riesce più a trovare i suoi spazi, complice le difese avversarie che gli hanno preso le misure e non può essere un mestierante come Gigi Dordei ad alzare il rendimento della squadra.

 

Elston Turner Vuelle

Elston Turner

Siamo tornati ad avere un problema anche per chi deve effettuare le scelte dalla panchina, perché coach Dell’Agnello sembra sempre più impotente di fronte ai problemi della sua Vuelle e al di là degli urli e delle occhiatacce, non è mai riuscito a dare un identità difensiva ad un gruppo che continua a prendere canestri troppo semplici, che vanno al di là del valore dell’avversario e siamo anche tornati a chiederci se non siano state effettuati con colpevole ritardo gli indispensabili cambi del roster iniziale, rischiando di non completare la rimonta verso la penultima posizione.

Quello che non è cambiato è il posto occupato dalla Vuelle in classifica, sempre l’ultimo da tempo immemore e non sarà la trasferta di Milano a cambiare questo trend negativo, non ci aspettavamo molto di più da questa trasferta romana, ma della Vuelle 2.0 rimangono poche tracce purtroppo.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

 

Sperando che Milano faccia il suo dovere lunedì sera a Montegranaro, la 24esima giornata decreta l’uscita di Bologna dalla zona pericolo e onestamente, come per Varese, non ci avevamo mai creduto troppo sulla reale possibilità della Granarolo di rimanere invischiata nella lotta salvezza, troppo forte e profondo il roster dei felsinei che, una volta ritrovata la fiducia nei propri mezzi, torneranno ad essere una formazione realmente competitiva, rimane a quota 16 punti la Vanoli Cremona che resiste un tempo prima di venire travolta dalla voglia di playoff dei veneziani e, complice un calendario complicato (domenica ospiteranno la brillante Reggio Emilia), i lombardi sono l’altra formazione sulla quale fare la rincorsa, sperando che il 6 aprile lo scontro diretto vada alla Vuelle, cosa tutt’altro che scontata visto le ultime brutte prestazione dei ragazzi di Dell’Agnello. Ma come si deve affrontare una settimana d’allenamento prima di una partita impossibile da vincere? Ripartendo dalle tue sicurezze (poche) e cercando di porre rimedio ai tuoi difetti (tanti), pensando che la prossima settimana l’unico match in programma sia un’amichevole con punteggio e si dovrà approfittare di questi lunghi 15 giorni per un piccolo risveglio atletico in vista del rush finale, per una Vuelle apparsa anche stanca in alcuni suoi elementi, la convivenza tra Petty e Turner appare sempre più complicata col passare delle giornate e sappiamo che tornare ad essere dipendente da un solo giocatore non porta punti in classifica, come abbiamo visto nel girone d’andata, mentre non nutriamo troppe speranze su un improvviso innalzamento dell’intensità difensiva per un gruppo che non ha nessun difensore puro nel proprio roster, ma qualcosina di meglio rispetto alla trasferta romana si può e si deve fare, evitando almeno di prendere dei canestri che ti facciano pensare che il gioco sia stato fermato dagli arbitri, mentre erano i giocatori della Vuelle quelli rimasti ferme come le statuine del presepe.ri chiedentoti ina di meglio rispetto alla treasferta i elementina che resiste un tempo

 

I PIU’…

 

Elston Turner: Straordinaria prestazione offensiva per Elston che, dopo un primo quarto di attesa, si scatena nei restanti trenta minuti con canestri anche spettacolari e mai banali, per lunghi tratti è quasi immarcabile nonostante i raddoppi sistematici su di lui di coach Dalmonte, i 37 punti realizzati mettono Elston nel ristretto novero dei migliori marcatori della storia biancorossa.

 

Ravern Johnson: Non tutto il male viene per nuocere se queste sconfitte saranno servite per far uscire Johnson dal suo guscio, Ravern fa vedere di non esser solamente un santo tiratore e per la terza volta consecutiva sorprende le difese avversarie con una gamma di soluzioni impensabili fino ad un mesetto fa.

 

Tiro da tre: Pesaro torna a tirare con una percentuale superiore al 50% dai 6.75, merito di una buona serata di Turner e Johnson e di tiri ben costruiti, ma il 15 su 30 di Roma dall’arco va tutto a demerito della difesa biancorossa.

 

.. E I MENO DELLA SFIDA ROMA – PESARO

 

Andrea Pecile: Più passano le partite e più cresce la sensazione che Pecile sia entrato in una fase negativa della sua lunga carriera, troppa la fatica fatta dal capitano nel liberarsi per un tiro, ormai quando entra in area si aprono le scommesse su chi gli ruberà per primo il pallone ed in difesa viene battuto regolarmente sul primo passo, se non riuscirà a ritrovare una condizione fisica accettabile non uscirà mai dalla crisi.

 

O.D. Anosike: Forse sarà perché ci ha abituato troppo bene, ma vedere Anosike farsi portare via dei palloni che sembrano ampiamente nel suo raggio di rimbalzo ci lascia perplessi, così come i soli cinque tiri presi dal campo e i 4 falli subiti, ampiamente sotto media, ma se i compagni non lo cercano le cose si complicano per tutti, lo aspettiamo alla consueta doppia-doppia.

 

Bernardo Musso: Ormai abbiamo imparato a conoscerlo e sappiamo che se non riesce ad esser utile da tre punti, non ha nel suo bagaglio tecnico l’entrata al ferro per produrre punti, il brutto è che ormai lo sanno anche le squadre avversarie e Bernardo dovrà inventarsi qualcosa di diverso per esser utile alla Vuelle.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

 

Aspettando il posticipo tra Montegranaro e Milano, cadono le seconde in classifica con Brindisi che subisce la seconda sconfitta casalinga per mano della Granarolo Bologna e con Cantù che esce battuta dal parquet di Caserta, torna al secondo posto la Montepaschi Siena che travolge un Avellino in caduta libera dopo aver raggiunto la salvezza, mentre Reggio Emilia avanza a grandi passi verso i playoff dopo l’importante vittoria contro Sassari, Varese vince lo spareggio playoff contro Pistoia e Venezia rifila cento punti alla Vanoli Cremona.

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