Storia di un palazzetto dello sport. Firmato Ippaso e Dallasta

di 

25 marzo 2014

Giovanni Dallasta

Davide Ippaso

 

PESARO – Era conosciuta nel mondo, semplicemente come Scavolini Pesaro, due scudetti, due coppe Italia e una coppa delle coppe, tutto questo grazie all’incommensurabile impegno del patron Valter, con ben 38 anni di sponsorizzazioni.

 

Un primo piano di Marco Piccoli nella curva dell'Inferno Biancorosso

Un primo piano di Marco Piccoli nella curva dell’Inferno Biancorosso. Una passione infinita… vissuta in viale dei Partigiani. Foto Manna

La Victoria Libertas, poi Scavolini, aveva una casa in viale dei Partigiani, una media struttura sportiva denominata “palazzetto dello sport”, ora, in maniera irriverente, chiamata “hangar”.

 

Al palazzetto le emozioni erano forti, ricordiamo ancora Magnifico con il dito puntato su D’ Antoni a terra e il pubblico, straripante ed urlante, che con le mani quasi strattonava i giocatori.

 

Grazie Valter per quello che ci ha permesso di vivere!

 

Ma ora torniamo in noi.

 

Il palazzetto attualmente risulta da tempo in disuso, causa inagibilità. Il Sig. Scavolini, decideva di “investire” 1,2 Mln di euro per il risanamento della vecchia struttura che poi avrebbe preso il nome di PalaScavolini, perlomeno questo sembrava essere stato l’accordo con la nostra Amministrazione.

 

Il Comune all’insaputa del patron, procedeva alla redazione di un fantasmagorico progetto da realizzarsi da parte di privati, da 12 Mln di euro, con previsione di demolizione totale della vecchia struttura e costruzione di un nuovo “palas piccolino” da soli 3001 spettatori, oltre ad attività commerciali al piano terra e garage.

 

Questa nuova struttura, oltre ad avere un costo esorbitante e quindi di dubbia appetibilità, garantirebbe esclusivamente l’accoglienza della squadra di serie A di volley e delle serie minori di basket, mentre non sarebbe comunque idonea ad ospitare una partita di pallacanestro del  massimo campionato.

Non entrando nel merito dei rapporti tra il sig. Scavolini e il Comune di Pesaro, riteniamo sia doveroso però fare una riflessione sulla scelta del Comune di prevedere questa nuova opera.

A nostro parere, oltre la spesa 12 mln di euro, improponibile e di difficilmente accettabile in un momento di grossa crisi economica che sta affrontando la nostra città, ci dispiace constatare quanto gli amministratori locali abbiano poco a cuore la tradizione pesarese. Pesaro è nata, è stata e sarà sempre la città del basket e distruggere il tempio dove migliaia di pesaresi hanno vissuto momenti indimenticabili dimostra la insensibilità e la cecità di chi non conosce la città e la fa sua da oltre 69 anni.

Ci si augura che per il bene della città il Comune torni sui suoi passi cogliendo l’imperdibile opportunità offerta da Valter Scavolini.

 

*Due nostalgici tifosi

 

 

4 Commenti to “Storia di un palazzetto dello sport. Firmato Ippaso e Dallasta”

  1. VisPesaro scrive:

    Vogliono buttare giù il vecchio Hangar ??? Ma siamo matti ?!?!?!?! Per favore, ditemi che siamo su “scherzi a parte”.
    Quello è un MONUMENTO STORICO… guai a chi lo tocca!!!!

  2. VisPesaro scrive:

    Cari politicanti [non mi azzardo nemmeno a chiamarvi politici], smettetela di fantasticare avveniristiche strutture che non servirebbero a un c…o.
    E fate tesoro dell’offerta fatta da Valter per il risanamento del vecchio Hangar. Ripeto: risanamento; senza togliere o aggiungere nulla di quello che attualmente è ed è sempre stato.

  3. luis27 scrive:

    Sono d’accordo con VisPesaro: occorre assolutamente conservare l’aspetto del Palazzetto così come è adesso, ovviamente ristrutturandolo.
    Già in passato sono state fatte scelte estetiche di pessimo gusto per il centro storico: una su tutte il palazzo di via Mazza disegnato da Aymonino.
    Andare a stravolgere l’aspetto dello storico palazzetto, luogo di emozioni per tanti pesaresi, rappresenterebbe un grave torto e una mancanza di rispetto per tutta la città, oltre che una spesa inutile.

  4. Fabrizio scrive:

    Se c’è qualcosa da buttar giù è il palazzone della torraccia. Cattedrale inutile, fredda
    e orripilante. Il solo pensare di demolire il vecchio hangar è un peccato mortale, che
    offende tutti coloro che lo hanno vissuto in modo indelebile. Guarda caso è sempre
    pieno, dentro ci fanno di tutto(persino le netturbiadi), ci giocano Loreto e Pisaurum
    in Dnc(per fortuna), ci fanno i giovanili sia i Bees che la VL, si allena il basket Giovane
    e chi ne ha più ne metta. Questa srebbe una struttura da demolire? Solo l’intelligenza
    della politica può pensare una simile coglioneria. Forse è meglio che la VL, ormai ex
    squadra di pallacanestro, prenda in seria considerazione l’opportunità di ritornare
    a giocre lì dentro.

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