Basket, Loreto si gode il ritorno dell’ex Vuelle Cercolani: “Il posto giusto dove ricominciare”

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28 marzo 2014

PESARO – Vent’anni appena compiuti e un fuoco sacro dentro che arde, quello per la pallacanestro. Matteo Cercolani, prodotto del vivaio Vuelle, è l’arma in più di questo finale di stagione per il Loreto, recuperato dopo un’assenza dai parquet di 4 mesi per via di un intervento alla caviglia. “Sono grato al Loreto che mi ha voluto e soprattutto mi ha saputo aspettare. Era il posto giusto dove ricominciare, anche se nei miei sogni cestistici mi vedo qualche gradino sopra la Dnc” confessa il ragazzo. Intanto, per ringraziare il club, sabato scorso ne ha messi 31 nella battaglia contro il Livorno vinta dopo due supplementari.

Matteo Cercolani, Loreto

Matteo Cercolani, Loreto

“Una gara stregata, pareva quasi che gliela volessimo regalare. Ma è stato un successo prezioso, perché ci fa restare in corsa per un posto nei playoff”. Alla fine mancano solo tre giornate e il calendario non concede sconti: “Sabato saremo in trasferta a Monsummano contro la squadra di Mario Boni, quarta in classifica: hanno speso parecchio per mettere su un roster del genere, ma dobbiamo provare a portarla via. Poi chiuderemo la regular-season in casa. E l’ultima sarà il derby, immagino che atmosfera” dice con un sorrisetto. Già, perché l’anno passato grazie al doppio tesseramento aveva già messo il naso nella categoria con la maglia del Pisaurum.

Play o guardia? Questo è sempre stato il dilemma di “Cerco” fin dalle giovanili ma il ragazzo non ne fa un problema, anzi: “Da play devo pensare a dirigere la squadra, da guardia penso solo ad attaccare. Mi piacciono entrambe le cose e trovo positivo ricoprire due posizioni diverse. Al Loreto gioco principalmente da n.2”.

Dei tre anni passati ad allenarsi nel giro della prima squadra cittadina fa due nomi, importanti per lui: “Il coach che mi ha lasciato di più è Dalmonte, il più bravo tecnicamente che abbia avuto, ci sentiamo ancora oggi. Mentre il giocatore, bè, Daniel Hackett: lui mi ha trasmesso tanto sotto il profilo della voglia e della grinta”. Sa di aver già vissuto giornate indimenticabili: “Come l’esordio alle Final Eight di Coppa Italia contro la Reyer Venezia, o il debutto all’Adriatic Arena contro Cremona. Un sogno realizzato, perché arrivare in serie A la vedo dura. A me basterebbe riuscire a giocare da professionista, in quale serie lo vedremo durante l’estate”. Intanto è concentrato sul Loreto: “Che mi ha rimesso in moto. La mattina lavoro individualmente col vice Fabio Mancini, che mi sta sopra e mi dà consigli, e mi piace anche come allena Surico. Mi hanno accolto a braccia aperte, ora voglio ripagarli”.

 

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