“Fare turismo è proporre un’emozione”. L’impegno del PD e di Seri per il settore

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4 aprile 2014

FANO – “Il turista non viene a Fano per caso”. Con queste parole di può riassumere l’incontro con gli operatori turistici, molto partecipato, organizzato dal Partito Democratico per discutere di politiche per il turismo, settore che nel 2013 ha registrato 650 mila presenze, in progressivo calo fino a raggiungere punte del 10% negli ultimi anni.

Coinvolgente l’intervento tecnico del dottor Splendiani, che ha illustrato come gli strumenti del marketing possano aiutare gli operatori a proporsi sul mercato, senza tralasciare l’importanza d’individuare, senza improvvisazioni ma con l’ausilio di tecnici specializzati, un brand territoriale “forte” che migliori l’efficacia di promozione ed accoglienza.

È emersa inoltre la necessità di politiche turistiche che siano all’altezza di un mercato in continua evoluzione. “Il turismo – ha esordito il segretario del Partito Democratico di Fano Stefano Marchegiani – va considerato come un’opportunità di lavoro, in una fase difficile anche per la nostra città. Ma occorre una collaborazione fra pubblico e privato, una concertazione che ad oggi non c’è”.

“I tre cambi alla guida dell’assessorato al turismo nel corso di un’unica legislatura e l’estemporaneità delle iniziative – ha denunciato il capogruppo PD Cristian Fanesi – rivelano che l’attuale amministrazione non ha voluto credere nelle potenzialità di questo comparto”, rivendicando l’approvazione del piano particolareggiato delle strutture alberghiere al lavoro dello stesso Partito Democratico. Un invito a “stare nel contesto più ampio, provinciale e regionale” è giunto poi dall’assessore provinciale al turismo Renato Claudio Minardi “per dare vita a un sistema che possa presentarsi sui mercati con maggior forza attrattiva”.

Nell’intervento conclusivo Massimo Seri, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Fare Città, ha lanciato la sua proposta fatta di “integrazione fra la costa nella sua interezza e l’entroterra, una revisione della presenza istituzionale sui canali digitali e l’ingresso sui social network, una riorganizzazione della macchina amministrativa anche in funzione turistica”, perché fare turismo non sia solo vendere un prodotto, ma proporre “un’emozione, un esperienza da vivere”.

C’è stato spazio anche per parlare di tassa di soggiorno, imposta definita”antituristica” per la cui riscossione se ne va quasi un quinto del contributo versato e sulla quale secondo Seri “va fatto un ragionamento insieme con gli operatori per giungere a scelte condivise, destinando comunque i fondi in favore del comparto turistico”. E un accenno è stato fatto anche alla difesa della costa, con una critica alle scelte opinabili fatte dall’attuale amministrazione sulle priorità negli investimenti.

 

LE FOTO DELL’INCONTRO CON GLI OPERATORI TURISTICI

 

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