Maledetta burocrazia. Seri: “Ai lavoratori servono 60 giorni per entrare in centro”

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4 aprile 2014

FANO – “Si discute tanto di alleggerire la burocrazia e a parlarne è spesso chi in questi anni avrebbe avuto il compito, l’autorità e la possibilità di alleggerire la pesantezza di un fardello che di sicuro non aiuta la ripresa economica del territorio”. Questa la denuncia del candidato sindaco di centrosinistra Massimo Seri.

Massimo Seri

Massimo Seri

“Nel Comune di Fano – continua – sono necessari ben 60 giorni per ottenere un permesso utile a far entrare in centro storico con i mezzi lavorativi, 20 giorni per un divieto di sosta provvisorio. Un tempo spropositato se lo si confronta con città vicine e che soprattutto non incoraggia il lavoro delle ditte di edilizia locali e la conseguente ripresa economica del settore. Lamentele arrivano dalle imprese edili, dagli artigiani e dalle associazioni del settore che per lavorare hanno bisogno di efficienza e velocità. Un problema che non dovrebbe rimanere indifferente agli attuali amministratori che pur avendone autorità e responsabilità non hanno mai fatto nulla per rispondere alla numerose richieste di chi è gravemente ostacolato nel proprio lavoro. Una disattenzione che ha anzi agevolato la diffusione degli abusivi che sicuramente non attendono lo smaltimento delle pratiche per entrare in centro storico con i mezzi utili al lavoro edilizio. Sollecitato più volte su questo argomento gli amministratori in otto mesi non sono riusciti nemmeno a portare in consiglio comunale la questione. Eppure è sufficiente lanciare uno sguardo a ciò che accade nella vicina Pesaro dove un permesso per entrare in centro storico con un mezzo è pronto in 7-8 giorni e dove, se c’è una richiesta in urgenza si può ottenere in pochissime ore attraverso pagamento di una quota rimanendo ovviamente vincolato ad un controllo dei vigili. I cittadini si interroghino perciò sulla legittimità dei tanti appelli indirizzati a snellire la burocrazia, fatti a gran voce da chi fino ad ora ha avuto la possibilità di fare qualcosa per la città e non ha fatto nulla. Io credo fortemente nel fatto che agevolare il lavoro e semplificare la vita delle attività produttive sia l’unico modo per incoraggiare la ripresa economica del territorio”.

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