Terremoto dell’Aquila cinque anni dopo: a Pesaro una mostra e un film per non dimenticare

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4 aprile 2014

Un'immagine dell'Aquila oggi

Un’immagine dell’Aquila oggi

PESARO – Sabato 5 aprile, alle ore 17, alla Biblioteca San Giovanni, in occasione del quinto anniversario del terremoto dell’Aquila, si svolgerà un evento dal titolo “JU TERRAMUTU”, che comprenderà: l’inaugurazione della mostra “L’istante di Roberto (anonimo terremotato)” del fotografo romano Pasquale Aiello; la presentazione del film “I cani abbaiano” del filmmaker svizzero Michele Pennetta; un incontro pubblico a cui parteciperanno entrambi gli artisti e il fotografo Marco Palladino, autore dell’introduzione critica alla mostra.

La mostra fotografica ha come soggetto Camarda, frazione dell’Aquila, colpita dal terremoto del 6 aprile 2009 e racconta l’esperienza di Pasquale Aiello come volontario e fotografo.

Molte delle sue foto raccontano la lenta entropia di Camarda, dovuta soprattutto al progetto C.A.S.E., prontamente sviluppato sulla collina di fronte al paese. Altre raccontano della gente che, invece, ha resistito alla disgregazione dei luoghi, non sempre senza danni interiori. Così è nato “L’istante di Roberto”, serie fotografica dedicata a un uomo rimasto nella sua casa terremotata e lesionata, nella zona rossa di Camarda: un atto di ribellione e, forse, di speranza di ricominciare.

Roberto conservava in una piccola scatola i suoi versi e li tracciava con una matita sul muro sempre più spaccato. Cogliere questo istante irripetibile permette, oggi che non c’è più, di testimoniare il punto finale della sua vita.

Scrive Marco Palladino: “Non per caso Pasquale Aiello si trovava in quel luogo e certo non per caso ha creato delle istantanee: una responsabilità enorme, che capita di doversi prendere, non in quanto fotografi ma in quanto esseri umani che con le proprie azioni si trovano in prima linea”.

 

Pasquale Aiello (Catanzaro, 1958) vive e lavora a Roma. Ha iniziato a fotografare nel 1977 e si è dedicato nel tempo a progetti di ricerca che affidano il messaggio a un insieme di foto, ritenendo che un singolo scatto, anche se bellissimo, mai da solo potrà narrare la complessità del reale.
Usa il digitale dal 2008 ma, parallelamente, approfondisce la tecnica del foro stenopeico. Lo appassionano le tecniche antiche e talvolta scansiona i negativi della sua biottica Lubitel con lo smartphone. Da poco sta esplorando la iphoneography. Si è occupato principalmente di trasformazione del territorio, di luoghi di lavoro, di archeologia industriale, dell’emergere di diversificate istanze sociali, cercando di dare valore a realtà considerate marginali.

Marco Palladino è giornalista e fotografo. La sua ricerca iconografica è rivolta soprattutto alle società preindustriali a contatto con la modernità e ai mutamenti sociali indotti dai cambiamenti ambientali ed ecologici. Ha pubblicato diversi reportage da Cina e India per Modus Vivendi e La Nuova Ecologia, in particolare occupandosi dell’impatto delle grandi dighe sull’ambiente, sulle società rurali, sulle minoranze etniche. Oggi collabora con alcuni collettivi di fotografia sociale e promuove la diffusione di un fotogiornalismo non legato alla cronaca.

Michele Pennetta (Varese, 1984) si è laureato in comunicazione visiva presso la Scuola universitaria professionale di Lugano nel 2008. Ha conseguito un master in regia presso l’École cantonale d’art di Losanna nel 2010. Ha realizzato la fiction televisiva “Profondo amore” (2008) e i documentari “Sisto “(2009) ed “Être Vincent Perret” (2009). Con i film “I cani abbaiano” (2010) e “’A iucata” (2013) ha ottenuto vari riconoscimenti internazionali.

Info: Biblioteca San Giovanni
Via Passeri 102 – Pesaro
tel. 0721-387772
www.biblioteca.comune.pesaro.pu.it

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