Storia di un vigile generoso, un bambino e 10 euro

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7 aprile 2014

PESARO – Un pesce d’ Aprile “postdatato”, una bella storia che ha per protagonisti 2 bambini e un vigile urbano.

Vigile Urbano al lavoro

Vigile Urbano al lavoro

Per raccontarvela i bambini li chiameremo Giovanni e Giacomo i quali, anche il primo di aprile si sono incontrati come ogni mattina, alle ore 8 circa, alla scuola elementare Mascarucci.

Davanti al frequentato istituto, come sempre a quell’ora, un vigile urbano svolge il suo prezioso servizio istituzionale.

L’agente è uno di quelli che il suo mestiere lo sa fare e lo fa bene: non è il “cavaliere nero” che brandisce la paletta come una spada e usa il fischietto come un arbitro di calcio. No, lui pioggia, vento o sole a picco, ha sempre un gesto affettuoso per i bimbi e quando li invita a attraversare sulle strisce pedonali spesso li chiama per nome perché ormai, dopo tanti anni di onorato servizio, li conosce uno per uno.

Non manca mai di avere una parola gentile per le mamme e con i papà che parcheggiano male o intralciano la circolazione ha un’arma particolare per rimetterli in riga: il sorriso.

E’ un’arma micidiale perché ti arriva vicino- senza usare quindi il fischietto come una sirena d’allarme- e ti dice sorridendo < per gentilezza sposti l’auto….> non puoi che abbassare lo sguardo, chiedere scusa e levare il disturbo.

Ebbene il primo di aprile accade che Giovanni, che è un bel birichino e a casa gli hanno spiegato di stare attento perché quello è il giorno che ti fanno gli scherzi, di scherzi ne ha studiato uno lui scegliendo anche la vittima, Giacomo, compagno di scuola sempre ligio al dovere, ordinato e preciso come pochi.

Giacomo è da poco arrivato nell’atrio della scuola e Giovanni, con fare serio e la mano appoggiata sulle spalle dell’amico gli sussurra: “Giacomo hai portato i dieci euro per la gita che faremo la prossima settimana? Se ti sei dimenticato sappi che oggi è l’ultimo giorno e – se non li hai – non solo non potrai venire in gita ma la maestra oggi non ti farà fare neppure la ricreazione: dovrai restare in classe da solo”.

Giacomo si guarda in giro, cerca di giustificarsi con un “ma io non lo sapevo” e gli altri bambini presenti – istruiti da Giovanni – affermano che loro lo sapevano e i soldi li hanno.

Per Giacomo è un brutto colpo: suo papà è già andato via e lui ora non sa come fare. Disperato, a capo chino inizia a passeggiare nel cortile con la testa tra le mani: non potere andare in gita e stare chiuso in classe per la ricreazione è davvero troppo.

Al vigile urbano, appunto perché… vigile, non sfugge la scena e intuito che lo scolaro è in grave difficoltà chiede: “Giacomo qual è il problema?”. Giacomo racconta tutto spiegando che è anche preoccupato perché il suo babbo, quando verrà a sapere che si è dimenticato di chiedergli i soldi per la gita, potrebbe anche arrabbiarsi.

Lo sconforto di Giacomo è grande: gli occhi sono rossi e umidi la voce è rotta dall’emozione le mani tremano e così il vigile non ci pensa su due volte e visto che uno dei “suoi” bimbi soffre di brutto lo rassicura: “Tranquillo – gli dice mettendo mano al portafoglio – i soldi te li presto io poi domani me li rendi”.

Il vigile però nel portafogli non ha una banconota da 10 euro, ma da 20, e così dà il foglietto azzurro a Giacomo che, incredulo dopo aver ringraziato per venti volte l’agente, torna tra i suoi amici urlando felice a Giovanni che ora ha il danaro e loro – in quel momento – scoppiano in una risata e applaudendo rivelano al buon Giacomo… che è il primo di aprile, il giorno del pesce d’aprile.

Lo scherzo è riuscito ma Giacomo ha ritrovato subito il buon umore e torna saltellando dal vigile per rendergli i venti euro e ora – il vigile e il bambino – sono più amici di prima.

Giacomo e Giovanni insieme ai loro compagni, hanno capito il primo d’aprile, nel giorno degli scherzi, cosa sia la generosità e la solidarietà (sentimenti rari in questi tempi) e probabilmente non lo dimenticheranno mai più e per questo noi affermiamo col cuore: grazie Vigile.

2 Commenti to “Storia di un vigile generoso, un bambino e 10 euro”

  1. Lorenzo Lugli scrive:

    Queste storie semplici ma profonde, fanno bene al cuore… bravo, bravissimi, non ho parole.
    Possiamo clonare quell’uomo in diecimila esemplari?

  2. BRUSCO 54 scrive:

    Buongiorno Lorenzo, stamattina quell’uomo che vuoi clonare, che poi è un vigile, era davanti alla scuola Mascarucci, come sempre lì a fare il suo dovere con il sorriso sul viso, felice tra i “suoi” bambini.
    Uomini così ci sono, e sono tanti per fortuna, solo che sulle colonne dei giornali non compaiaono i buoni, compaiono i cattivi…

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