Usavano Messenger, Skype e WhatsApp per adescare bambini: community di pedofili, arresti anche a Pesaro

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9 aprile 2014

PESARO – Purtroppo erano anche di Pesaro. Usavano Messenger, Skype e WhatsApp per adescare bambini e convincerli a inviare filmati e foto erotiche. Questo lo sconcertante esito dell’operazione, durata un anno, antipedofilia della Polizia postale di Udine che ha portato alla denuncia di diverse persone in Italia, smantellando una vera e propria community che, dopo aver adescato i minori, si scambiava il materiale e i contatti.  Tutto è partito da una denuncia dei genitori di una bambina di 12 anni.

L’operazione “Micione mio” è stata condotta dalla polizia postale di Udine che ha permesso di sgominare una rete di scambio pedopornografico che operava in tutta Italia: 27 persone denunciate. A  Pesaro denunciato un uomo di 50 anni, disoccupato: aveva adescato la 12enne di Udine, facendosi dare il numero di cellulare, innescando una spirale di ricatti tramite sms, foto e video.

I messaggi ritrovati: “Capisco amo mio quando fai la doccia fatti una fotina…”; “Siii piccolina vieni qui vogli darti tnt bacini sul visino” e ancora “Sei bellissima”; “Amo ti ricarico”. Gli agenti, grazie al loro intervento, hanno evitato alla minorenne un incontro diretto con l’uomo.  Non solo: l’uomo aveva condiviso il numero di cellulare e il contatto Messenger e Skype della ragazzina su un social con 57 milioni di iscritti. Così, in poco più di 4 mesi, la giovane aveva ricevuto 2197 sms, 133 telefonate 6 ricariche telefoniche accertate e inviato decine di foto e video erotici. Tra gli indagati anche un altro pesarese, pensionato, 60 anni.  Sequestrato nel complesso in tutta Italia un quantitativo impressionante di materiale:  22 computer, 46 hard disk, 508 supporti CD e DVD, 46 pen drive usb, 50 telefoni cellulari e sim card, 11 memory card e documentazione varia a Pesaro, Udine, Roma, Palermo, Caserta, Vibo Valentia, Brescia, Latina, Cagliari, Avellino, Monza e Brianza, Enna, Milano, Verbania, Lecce, Savona, Lucca, Forli’ e Cesena, Genova, Torino, Bari, Verona e Benevento. Tutti i denunciati hanno un’età compresa tra i 29 e i 70 anni, tra cui quattro con precedenti analoghi: impiegati, liberi professionisti, studenti, operai e pensionati.

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