Carloni contro Tombari per la vicenda dell’affitto: “Basta con i sistemi di potere personale. C’è sudditanza da parte di Asur e Comune”

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11 aprile 2014

Mirco Carloni

Mirco Carloni

FANO – “E’ ora di dire basta ai sistemi di potere personale in questa città e alla sudditanza dimostrata da enti pubblici come Comune e Asur”. Il candidato sindaco Mirco Carloni interviene sulla vicenda del trasferimento del Servizio di igiene mentale dell’Asur dai locali della curia vescovile a quelli della famiglia Tombari, in via Guarnieri, sollevando il problema del potere personale esercitato in città dal presidente della Fondazione Carifano.

“Abbiamo visto che, dopo la disdetta comunicata al vescovo senza alcuna preventiva richiesta di riduzione del canone – sottolinea Carloni -, l’Asur ha deciso di preferire l’offerta dei locali dei congiunti di Tombari, rispetto a un altro immobile, nonostante in partenza fossero inidonei alle esigenze del servizio, tanto che la stessa Asur si è fatta carico di promuovere presso il Comune, addirittura prima che il dirigente determinasse l’esito della gara d’affitto, la richiesta di lavori di ristrutturazione, a carico dei proprietari, con cambio di destinazione d’uso dell’immobile. Richiesta naturalmente accolta dal Comune. Tutto questo dimostra a mio avviso una particolare sensibilità in questa città per Fabio Tombari, che nel suo ruolo di presidente della Fondazione Carifano esercita un grande potere di influenza indirizzando ogni anno milioni di euro per finalità di interesse pubblico, secondo gli scopi dell’istituto”.

L’affitto dell’immobile di via Guarnieri non è l’unico che l’Asur ha stipulato con membri della famiglia Tombari. Mirco Carloni cita un altro caso che presenta modalità non meno significative. “Il Sert dell’Asur è attualmente ospitato in una palazzina al numero 108 di via Roma, di proprietà di parenti stretti di Tombari – informa Carloni -. Giova ricordare che il Sert fino a qualche anno fa era sistemato a palazzo San Michele, di proprietà del Comune. Quando la Fondazione Carifano del presidente Tombari, per portare in centro la sede dell’università, ha realizzato con il Comune la permuta di quell’edificio storico con palazzo De’ Cuppis, e il Comune di conseguenza ha sfrattato il Sert, l’Asur tra tutti gli immobili disponibili in città ha scelto proprio quello di via Roma, che presenta il grande svantaggio di essere sprovvisto di parcheggi e di affacciarsi lungo una strada molto trafficata”.

Per Carloni questi esempi richiamano le ragioni di inopportunità sul ruolo di Fabio Tombari, ingegnere, immobiliarista e presidente di una fondamentale istituzione cittadina, già oggetto di dibattito in città. “Tra i candidati a sindaco – afferma Carloni che guida la coalizione “La scelta giusta per Fano” – io sono l’unico che ha l’indipendenza e la determinazione necessarie per rompere con questi sistemi di potere personali che fanno velo all’interesse generale. Fabio Tombari è tra i proprietari dell’area ex zuccherificio, un blocco di poteri forti che ha condizionato per un decennio l’indirizzo urbanistico di quell’area a danno del commercio e del centro storico. All’interno dell’amministrazione comunale abbiamo sempre resistito a questo atteggiamento di sudditanza, tanto che nel 2010 fui l’unico in giunta a dire che la variante preparata era sbagliata e per questo Aguzzi chiese le mie dimissioni da vicesindaco. Tombari ha male interpretato anche gli interessi della Fondazione, come ho già detto e dimostrato a suo tempo, facendo investimenti eccessivi nelle azioni di Banca Marche secondo un disegno di potere mirato a esprimere un membro del Consiglio di amministrazione di quella banca, e ha rimediato solo pesantissime perdite finanziarie a danno dell’ente. Anche per questo dico che “La cosa giusta” è “ribaltare” questa città”.

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