“La ‘ndranheta’ è presente anche nelle Marche, bisogna comprenderne la pericolosità”. Rivelazione del magistrato Gratteri e del giornalista Nicaso a 300 studenti di “Adotta l’autore”

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11 aprile 2014

Gli allievi al Torelli ascoltano Gratteri e Nicaso
Gli allievi al Torelli ascoltano Gratteri e Nicaso

FANO – “Torno con piacere a Fano, ormai mi avete ‘adottato’. Oggi arrivo con un amico, Nicola Gratteri, un magistrato fortemente impegnato nella lotta alla criminalità di stampo mafioso”. Così lo scrittore e giornalista Antonio Nicaso, tra i massimi esperti di ‘ndrangheta’ a livello internazionale, ha esordito salutando gli oltre 300 studenti delle scuole medie di Fano, Pesaro, Orciano, Montecalvo in Foglia e Senigallia accorsi al liceo scientifico “Torelli” per uno dei più interessanti appuntamenti di “Adotta l’autore”. Tema dell’incontro, “La mafia spiegata ai ragazzi”, dal titolo del libro di Nicaso, letto in numerosi istituti. A dare il benvenuto allo scrittore e al procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri sono stati l’assessore alla Cultura della Provincia Davide Rossi e Stefania Lanari dell’associazione culturale “Le foglie d’oro” che coordina il progetto. “Gratteri e Nicaso – ha spiegato Davide Rossi ai ragazzi – cercano di far comprendere agli studenti la pericolosità di queste organizzazioni criminali del nostro paese. La ‘ndrangheta’ ha un controllo anche sui giovani, a 14 anni si può essere già affiliati ed è un problema che riguarda molti vostri coetanei che crescono in contesti familiari dove è considerata qualcosa di positivo, un punto di riferimento”.

L'assessore Rossi con Nicaso e Gratteri

L’assessore Rossi con Nicaso e Gratteri

“Le mafie – ha detto Antonio Nicaso – non sono mai state dalla parte dei deboli contro i forti, o dei poveri contro i ricchi. La ‘ndranheta’ è presente  anche nella vostra regione, dove è riuscita ad affermarsi grazie ad imprenditori con cui ha cominciato a dialogare, vendendo morte. La droga è frutto di traffici gestiti dalle mafie, rifiutare l’invito a drogarsi rappresenta un modo per combattere le mafie. Anche il bullismo è una forma di mafia: chi non ha il coraggio di combattere il bullismo a scuola sarà sempre debole nei confronti della società. Non bisogna essere tolleranti, piegare la testa davanti al bullo, che è un idiota e va isolato. Solo così si può affermare il bene comune. Pure il confronto di oggi è un modo per contrastare la mafia. Va compresa l’importanza di scegliere da subito da che parte stare: dalla parte dell’indifferenza o da quella della consapevolezza. La scuola aiuta la capacità critica e vi porta a fare scelte consapevoli”. Molte le domande degli studenti a Nicola Gratteri sulla sua scelta di combattere le mafie e sul suo lavoro. “Ho capito fin dalle medie da che parte stare, quando una mattina, andando a scuola, vidi tanti morti ammazzati per strada. E poi un compagno di banco, ucciso con la lupara. Ho avuto la fortuna di vivere in una famiglia povera, umile, che mi ha insegnato il valore dell’onestà. Se fossi nato in un’altra casa, dove si respirava ‘ndrangheta’, forse oggi sarei un capomafia. Negli anni ho arrestato molti dei miei compagni di giochi o di scuola, è stato difficile ma è il mio lavoro. Faccio il magistrato perché sento il senso della giustizia, utilizzo tutte le mie energie per rendere più vivibile l’esistenza della mia comunità”.

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