Simona Ricci (Cgil) è preoccupata: “I dati dicono che la crisi morde ancora… nell’abbandono delle istituzioni locali”

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11 aprile 2014

Simona Ricci, segretaria generale Cgil Pesaro e Urbino

Simona Ricci, segretaria generale Cgil Pesaro e Urbino

PESARO – “Non ci si può abituare, o restare indifferenti, quando ogni mese leggiamo le cifre della crisi economica e sociale del nostro territorio. L’ennesimo appello di Cgil, Cisl e Uil nazionali per un immediato rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga e per una loro immediata riforma viene formulato dentro un contesto, il nostro, quello marchigiano e in particolar modo quello di Pesaro e Urbino, drammaticamente deteriorato e preoccupante”.

Parole e musica sono Simona Ricci. “A un appello così, in tempi normali, sarebbe seguita una mobilitazione collettiva, delle associazioni e delle istituzioni locali silenti da troppo tempo su questi temi – continua la segretaria della Cgil Pesaro e Urbino – Il 31 marzo, in Regione, è stata sottoscritta un’ennesima proroga degli ammortizzatori in deroga per soli 3 mesi, perpetuando così incertezza e preoccupazione. Ma i pagamenti dell’Inps, proprio per l’assenza delle risorse trasferite (mancano a tutt’oggi i mesi di dicembre 2013 e tutto il 2014), sono fermi a novembre e le cifre fanno tremare le vene dei polsi: oltre 1 milione e 400 mila ore di cig in deroga pagate a tutto novembre ’13, per un ammontare pari a 12 milioni 100 mila euro, entrambi i dati costituiscono un record regionale. Sono 1284 le aziende coinvolte e 5176 i lavoratori (anche questi sono i dati più alti di tutta la Regione). Peraltro, nessun segnale di ripresa per il nostro tessuto produttivo di piccole e piccolissime imprese è all’orizzonte: la fragilità strutturale delle nostre piccole imprese e di tutto l’artigianato è tutt’ora drammaticamente lì. Nel 2012 (ultimo dato disponibile – Indagine Trend Marche) le piccole imprese manifatturiere pesaresi sotto i 10 dipendenti e l’artigianato hanno subito una contrazione del fatturato pari a meno 38,1% a fronte del meno 12,7% delle Marche. Ma è tutto il tessuto imprenditoriale pesarese che soffre, il calo delle imprese nel 2013 (36.777 il dato assoluto) registra una contrazione del 1,7% a fronte di una media regionale del 1,1%”.

“Il dato del 2013 è il peggiore degli ultimi anni – conclude Simona Ricci – Ecco perché la richiesta che assieme a Cisl e Uil provinciali abbiamo fatto a tutti i nostri interlocutori di guardare in faccia alla crisi riconoscendone tutta la sua drammaticità e per affrontare con la Regione una necessaria e urgente riconversione del tessuto produttivo locale, è e continua ad essere per noi una priorità assoluta. Se la Provincia, come pare, sembra non potere o volere coordinare più una iniziativa sulle politiche industriali e per il lavoro in questo territorio, sta a noi e alle associazioni di categoria metterci a lavoro per produrre idee, progetti, soluzioni. E chiamare la Regione alle sue responsabilità verso questo territorio. 16.342 disoccupati (erano poco più di 8000 nel 2008) attendono risposte”.

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