Noi Giovani e Fanesi (Pd): “Sulle antenne di San Lazzaro, cittadini presi in giro per anni”

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12 aprile 2014

Da Noi Giovani e Cristian Fanesi del Pd riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

FANO – La gestione del nuovo regolamento antenne, approvato recentemente in consiglio comunale dal centrodestra , e il ritardo nello spostamento delle antenne installate in “siti non idonei” rappresenta l’ennesimo episodio di mala-gestione di questa Amministrazione.

Esempio particolare sono le antenne installate nel 2000 presso i piloni dello stadio “R. Mancini” a Fano. Sono antenne installate in zona sportiva e ridosso dei palazzi costruiti negli anni ’80 a ridosso dello stadio, alcuni dei quali alti anche 7 piani. L’installazione da parte dei gestori è stata richiesta in mancanza di leggI chiare (sia quella nazionale sia quella regionale sono invece del 2001) e in mancanza di un regolamento che il Comune di Fano ha approvato nel 2002. Per questa legge e per questi regolamenti le antenne dello stadio erano state installate in siti vietati.

Sono dunque diversi anni che i residenti attendono lo spostamento di queste antenne in quanto installate in siti inidonei sia secondo il regolamento comunale, sia secondo la legge regionale Marche. Tant’è vero che già nel 2006, ottemperando al regolamento antenne comunale, gli uffici tecnici avevano già disdetto i contratti d’affitto.

L’unica risposta data a questo problema, sentito e già denunciato, dai residenti è stato l’aver approvato un nuovo regolamento comunale per l’installazione di antenne dal chiaro intento pre-elettorale ed usato dall’Assessore Serfilippi solo per dare un senso ad un’attività amministrativa iniziata; insomma uno spot elettorale.

Noi Giovani, con l’aiuto del Consigliere comunale Cristian Fanesi (PD), abbiamo sentito il dovere di interessarci nuovamente alla questione: abbiamo incontrato alcuni residenti che ci hanno espresso le loro preoccupazioni, frutto del trattamento ricevuto da alcuni dirigenti e assessori.

Vogliamo ricordare che dal 2009 le compagnie di telefonia hanno continuato a trasmettere queste frequenze senza un regolare contratto d’affitto depositato e senza pagare l’affitto, quindi in maniera abusivae con probabile danno erariale. Una vera presa in giro a tutti i residenti del quartiere oltre che dei cittadini fanesi.

Quanto tempo è invece servito all’assessore all’ambiente per modificare il regolamento del 2002, volto a tutelare i cittadini e dove si esplicava che tali apparecchiature non potevano essere poste sopra impianti sportivi, nelle vicinanze di abitazioni e vicine a istituti di istruzione?

Nei documenti dei Consigli Comunali ci sono tante incongruenze, soprattutto in alcune dichiarazioni di Serfilippi nelle quali l’assessore afferma di aver personalmente eseguito le rilevazioni insieme all’ARPAM, nelle abitazioni limitrofe alle antenne, senza nessun risultato di campo elettromagnetico sopra le soglie consentite.

Perchè solo ora, a fine mandato, si approva il nuovo regolamento che non serve a nulla, tantomeno permetterà di spostare le antenne? Che necessità c’era per spostarle? Non doveva essere fatto prima?

-Perchè nel 2006, la precedente amministrazione ha consentito anticipatamente la disdetta del contratto con le aziende di telefonia, invitandole a spostare le antenne, che ancora sono lì e poi non ha dato corso ad alcune azione di tutela? -Quali sono i criteri dell’ARPAM per il monitoraggio della zona interessata? Perché l’ARPAM svolge i monitoraggi in pochi minuti quando la legge impone di rilevare le emissioni facendo un media di 24 h?

Tutta la vicenda ci è sembrata poco chiara, l’ennesimo fumo negli occhi dei cittadini. La tutela delle persone, della loro salute e dell’ambiente sono il cardine dell’azione di una Amministrazione comunale che dovrebbe impegnarsi a garantire e non ad occultare vicende simili.

Sappiamo che esistono proposte di siti idonei, ovvero lontani da abitazioni, presso i quali spostare quelle antenne: ma da una parte l’amministrazione comunale è inerte e non ha alcun interesse a riaprire la discussione sul tema, dall’altra i gestori non vogliono spendere i soldi per una nuova installazione. In mezzo i residenti che per far valere i propri diritti sono già ricorsi alla procura della repubblica, il consigliere Fanesi alla Corte dei Conti. Ma la battaglia sarebbe vinta se un Amministrazione decente avesse seguito la vicenda, facendo rispettare i regolamenti e le leggi: bastava comunicare ai gestori che il contratto era scaduto e che i locali servivano ad altri scopi e lo spostamento sarebbe avvenuto senza ombra di dubbio verso la periferia lontana dalle case.

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