Marquez marziano: polverizza il record, sua la pole davanti a Pedrosa e Bradl. Tre Yamaha in seconda fila, ma Valentino Rossi è soltanto 6°

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12 aprile 2014

Roba da prendere la licenza, stracciarla e buttarla nel cestino. Se i Gran Premi si corressero sempre e solo al sabato, durante le prove, verrebbe da fare così, dopo aver visto che cosa ha fatto Marc Marquez  abbattendo a ogni giro il record delle prove, poi quello del circuito chiudendo con un fantastico 2’02”773. Per fortuna di tutti gli altri, da Pedrosa a Bradl e poi Aleix Espargarò Lorenzo e Rossi, le gare si corrono di domenica. E allora anche per loro ci potrebbe essere un po’ di  gloria. Anche se Marquez manda messaggi poco incoraggianti “Il weekend è andato bene, ma domani è la gara ma sono un po’ preoccupato per il tempo: se piove potrebbero cambiare molte cose”. Rivedendo le immagini del suo miglior passaggio un po’ c’è venuto il cuore in gola: è passato sui cordoli nelle curve a destra con tutte e due le ruote e la sua moto non si è sbilanciata neppure un po’. Da brivido. E se questo è l’antipasto, chissà che cosa vedremo domani.

Incredibile pole position per Marquez: chi riuscirà a impensierirlo domani?

Incredibile pole position per Marquez: chi riuscirà a impensierirlo domani?

Qualifiche. La domanda che tutti si pongono è:  quanto scenderà Marquez sotto il record della pista. Per saperlo occorre assistere a quei 15 terribili minuti che sono le qualifiche della Q1: tutte le Honda contro le Yamaha e in più tre Ducati che vanno come ai bei tempi. Insomma, c’è di che saltare sul divano! Si apre la pista e Lorenzo è il primo a entrare. Suo il miglior tempo iniziale 2’03”619, (incredibile!!!, secondo tempo del weekend) Marquez però è un fulmine2’03”051, cioè mezzo secondo davanti a Lorenzo  che precede Bradl, Pedrosa, Crutchlow E Aleix Espargarò. Rossi, ottavo, recupera e sale 5°.

Per Valentino Rossi un sesto posto che vale la seconda fila, a soli 4 decimi da Marquez

Per Valentino Rossi un sesto posto che vale la seconda fila, a soli 4 decimi da Marquez

Poi Marquez al terzo giro utile polverizza il tempo record della pista: 2’02”886, con Pedrosa dietro di 176 millesimi, poi Bradl Lorenzo e Rossi lontano 784. Bene le Ducati di Crutchlow, male quella di Dovizioso, ultimo della fila e fermo ai box per fare variazioni che si spera portino dei risultati. E per variazioni pensiamo a una gomma morbida nuova, in modo da fare un grande salto di qualità.

Per Andrea Iannone un magnifico weekend chiuso con un altrettanto ottimo piazzamento

Per Andrea Iannone un magnifico weekend chiuso con un altrettanto ottimo piazzamento

Mancano 5’: tre Honda davanti a tutti, poi due Yamaha ufficiali, e due Ducati davanti alla Open Yamaha. Ma non è finita: Smith non risale dall’11° posto, Dovizioso sale 7°, mentre Lorenzo, Bradl  e Espargarò fanno caschi rossi al T1 (1), ma poi perdono pur andando come matti. Morale: Pedrosa 2° Bradl 3° A. Espargarò 4°, quindi Lorenzo e Rossi. Marquez ne approfitta per scendere ancora a 2’02”815 e, non prende il semaforo e si lancia verso un altro record. Primo casco rosso, secondo casco rosso, terzo casco rosso, 174 millesimi di vantaggio sul suo stesso record e chiusura con un tempo siderale: 2’02”773. Un passo pazzesco, nessuno come lui, dopo il 2’03, polverizzato anche quello e arrivederci a tutti. Prima fila Marquez, Pedrosa e Bradl (tre Honda), seconda fila Aleix Espargarò, Lorenzo e Rossi (3  Yamaha,  la prima Open), terza fila Crutchlow (Ducati) Smih (Yamaha) e Iannone (Ducati). Deluso Dovizioso, primo della quarta fila davanti a Pol Espargarò e Bautista. Ce gara ci aspetta domani!

Jorge Lorenzo davanti a Valentino Rossi, ma i due sono molto vicini

Jorge Lorenzo davanti a Valentino Rossi, ma i due sono molto vicini

Q1. E’ la volta dei delusi a dare il meglio: i primi due vanno in Q2 e lotteranno con i big. Su tutti c’è una coppia che dovrebbe fare il vuoto cioè Espargarò e Bautista, i più delusi di tutti perché si aspettavano di essere subito promossi.   Aleix Espargarò, bravo in Qatar e quasi anonimo qui a Austin, segno che le Open   hanno problemi per restare davanti. In Qatar c’era una serie di test supplementari una settimana prima. Qui no. E la differenza si vede. Pronti,  via e Parkes e Espargarò (Aleix) se la prendono comoda, restano fermi ai box mentre Hernandez si ferma pochi metri essere entrato in pista. Il tempo stringe, occorre fare i tempi in fretta per evitare sorprese: la temperatura è aumentata ma Bautista continua a scegliere la gomma dura e non quella morbida. Un azzardo? Vedremo. Al primo giro utile Redding è davanti a Hayden e  Edwards mentre Bautista piomba sul traguardo e si prende il primo posto.   Arriva anche Espargarò e i due davanti hanno un vantaggio enorme su Redding, nove decimi. Mancano 5 minuti e le posizioni sembrano cristallizzate: Bautista e Espargarò sono irraggiungibili e vanno in Q2. Ma Redding, terzo, ha fatto saltare il cuore in gola a Aleix Espargarò, chiudendo solo a 74 millesimi dallo spagnolo. Bravo.

Prove libere 4. Le ultime prove libere prima delle qualifiche, non avevano dato risultati diversi da quelli che ci aspettava. Nel senso che Marc Marquez aveva continuato a martellare tempi incredibili, l’unico a scendere (e di molto) sotto l’2’04 e nessuno è riuscito ad avvicinarlo se non un magnifico Andrea Iannone, capace di chiudere 2° a 0,367 millesimi dal marziano, ma davanti a Pedrosa, Bradl e Rossi con Dovizioso  6° davanti a Lorenzo.

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