World cup di ritmica: inizio col botto alla presenza del presidente del Coni. Malagò: “Imprenditori come Scavolini vanno lodati. Stadio senza barriere? Con me si sfonda una porta aperta”

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12 aprile 2014

Giovanni Malagò (nella foto Danilo Billi)

Giovanni Malagò (nella foto Danilo Billi)

PESARO – Si è chiusa la prima giornata della Coppa del Mondo di ginnastica ritmica a Pesaro con un ospite d’onore sugli spalti. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò,  ha assistito all’unico appuntamento italiano del circuito di specialità. Per il presidente del Comitato Olimpico si tratta della seconda volta nelle Marche, dopo l’esordio nel giugno scorso con tappe a Jesi e Ancona.

La manifestazione è iniziata alle 9 con le gare del Torneo internazionale città di Pesaro con il junior team,  alle 16 con il concorso generale individuale senior della coppa del mondo. Alle 20.40 il concorso generale squadre della Coppa del Mondo. Le gare si sono chiuse alle 22.05. Ecco i risultati: CLAVETTEPALLA-CERCHIOALL AROUND DOPO 3A ROTAZIONE.

 

MALAGO’ ALL’ADRIATIC ARENA

Prima di assistere alla prima giornata di gara, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha incontrato la stampa, assieme al presidente della Federginnastica Riccardo Agabio, al presidente del Coni regionale Fabio Sturani e a Paola Porfiri, l’anima della manifestazione così come dell’Aurora Fano.

“Nelle Marche ci sono tantissimi impianti – ha detto Giovanni Malagò dopo aver premiato il 97enne Giuseppe Ottaviani, plurimedagliato ai Mondiali over di Budapest – nati dell’ottimo rapporto tra uomini di sport e rappresentanti delle istituzioni. Se vuoi fare una gara di atletica indoor o la fai ad Ancona o la fai ad Ancona. Pensate che Palermo e Napoli non hanno palazzetti dello sport, così come Milano, dove la squadra di basket, che sta tenendo alti i colori dell’Italia in Europa, deve andare a giocare ad Assago, cioè in un altro Comune. Fortunatamente adesso c’è una legge che permette a chiunque abbia un terreno di 1.000 metri quadri di poter realizzare un impianto, anche senza il beneplacito dell’amministrazione. Non è cosa da poco”.

“Jesi è il tempio della scherma mondiale – ha continuato – le province di Pesaro e Urbino e Macerata hanno tanti campioni. Certo, Ancona ha avuto per anni una squadra in serie A di calcio, però la vostra non è una regione con particolare vocazione calcistica. E questa è musica per le mie orecchie, perché qui ci sono stati imprenditori che si sono indirizzati su altre discipline, come Valter Scavolini che si è adoperato per costruire un impianto senza il quale non saremmo qua oggi. Ci sono regioni che hanno tre squadre di pallone in serie A, ma poi non vincono nemmeno una medaglia olimpica”.

Un accenno anche all’abbattimento delle barriere nel settore Prato del Benelli: “Certi segnali culturali sono indispensabili, in un Paese dove bisogna invertire la tendenza con insegnamenti veri. Il discorso è molto lento, però bisogna iniziare sulla semina”.

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