Il grillino Lugli: “Noi siamo i nuovi partigiani. Il 25 maggio possiamo riprenderci la democrazia scippata”

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14 aprile 2014

PESARO – “Rappresentiamo milioni di italiani eppure abbiamo tutti contro. I nostri parlamentari si devono difendere dai commessi, i giornali ci abbaiano contro, l’informazione televisiva ci è ostile. A livello locale la situazione non è molto diversa ma noi affronteremo tutto e continueremo ad andare avanti. Resisteremo ad oltranza per fare in modo che il processo che abbiamo fatto iniziare con i V-Day, con le liste civiche e con la recentissima esperienza parlamentare, non si fermi”.

Lorenzo Lugli, candidato consigliere comunale Movimento cinque Stelle Pesaro

Lorenzo Lugli, candidato consigliere comunale Movimento cinque Stelle Pesaro

Così Lorenzo Lugli, candidato consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Pesaro. “Gli altri partiti – continua il l’esponente grillino – fanno fronte comune, per abbattere il MoVimento organizzano cordate, coalizioni pluripartitiche che mettono assieme di tutto perchè sanno che la sfida sarà aperta fino all’ultima scheda. Trattengono il respiro e fanno ipotesi, calcolatrice alla mano, per capire quale accordo possa essere più vantaggioso, quale scenario il più conveniente. Un gioco di potere che non ha nulla a che fare con la Democrazia né con il bene comune. Candidati trasformisti che cambiano casacca con disinvoltura per aiutare il più forte a vincere, scissioni di comodo per garantirsi un posto in consiglio comunale qualunque sia il risultato elettorale, contestatori pentiti che vorrebbero tornare a casa ma che fanno fatica a ritagliarsi un posto in questa grande abbuffata. Il carrozzone politico pesarese non si fa mancare nulla: “più gente entra e più bestie si vedono” gridava l’imbonitore ed è incredibile che ancora ci sia qualcuno disposto a dare credito agli autori di uno spettacolo pietoso che ci ha portato dentro una crisi che ci sta strozzando tutti quanti. La democrazia non c’è più, ce l’hanno scippata piano piano e non ce ne siamo accorti. Giorno per giorno spariva una fetta di democrazia: un provvedimento per la flessibilità sul lavoro che nascondeva i licenziamenti facili, una legge sulla sicurezza che in realtà era un bavaglio all’informazione, un decreto salvabanche che serviva solo a questo ma non salvava il credito per le imprese, un provvedimento d’urgenza che nascondeva al suo interno acquisti di cacciabombardieri mentre la gente si sparava un colpo in testa come unica via d’uscita alle persecuzioni di Equitalia. Sicuri nella nostra opulenza, li abbiamo lasciati fare, abbiamo delegato le decisioni sulla nostra vita e loro si sono presi tutto. Di chi è stata la colpa? Il 25 maggio saremo chiamati a scegliere per la nostra città: informatevi e decidete con saggezza”.

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