Mario Lega analizza Austin: Lorenzo incredibile, Marquez “rischiatutto”, Dovi ruggisce e Rossi tradito dalla Bridgestone di cui è testimonial!

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14 aprile 2014

Mario Lega2Mario Lega ci ha inviato, al termine del secondo Gran Premio della stagione del Motomondiale, le sue personalissime impressioni. Come sempre, Mario intinge la penna nel curaro e senza peli sulla lingua fa il pelo e il contropelo a piloti e questa volta anche alla Bridgestone (che di colpe ne ha tantissime), al punto che appare sempre più anacronistico affidarsi al monogomma.

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Austin, a parer mio… di Mario Lega

lorenzo startLorenzo. Mai vista una cosa del genere: errore da principiante o errore di nervosismo? Fattostà che
molla la frizione mezz’ora prima, nell’intenzione di cogliere l’attimo, sperando, a quel punto, di
coinvolgere qualcuno che vedendolo passare facesse lo stesso, ma invano. Lorenzo ha faticato tutto
il fine settimana: era indietro, insoddisfatto, lamentoso, vedere Rossi davanti poi, non lo
tranquillizza, perde la sfrontatezza e la sicurezza di entrare e fare immediatamente il tempone, con il
solo risultato di andare letteralmente in tilt. Vittima in due gare del primo giro, errori che denotano
scarsa tranquillità: riprendere i contatti con il “motivatore” a questo punto sembra necessario.
MarquezMarquez. Domina la gara con apparentemente facilità, tenta di cadere all’ultima curva, senza
riuscirci, ci prova diverse volte anche durante le prove, ma niente: spolverare la buona stella e
tenerla lucida affinché “duri”, indispensabile.
Dovizioso. Rimane intruppato in partenza, poi con la sua flemma risucchia gli avversari e tira fuori,
all’occorrenza, perfino le unghie. Ruggisce e fa ruggire la Ducati che si guadagna un bel podio
anche se staccati dal vincitore di una ventina di secondi, il lavoro portato avanti dall’ing
“Dallagana” (così pronunciano gli Inglesi) si fa vedere soprattutto in una guidabilità migliorata.
Ne approfitta anche Iannone che parte bene e rimane secondo per trequarti di gara, lotta anche con
Valentino con un bell’incrocio di linee, ma il suo sogno si infrange sulla gomma anteriore
deteriorata.
Bridgestone. Fa di tutto per farsi biasimare: prima porta gomme non adatte ai circuiti e alle
temperature, è costretta a portare il bimescola solo dopo l’alzata di scudi dei piloti, rispolvera i
pneumatici dell’anno passato, ed ora la défaillance del pneumatico anteriore. Dire che il
monogomma è un fallimento pare anacronistico, se poi la Casa prescelta tenta pure di economizzare,
causando danni molto più elevati del risparmio ottenuto: diabolico. Tornare ad una sana competizione anche tra le case di pneumatici, auspicabile.
Vale con invidiaRossi. Quando vede sfilare Lorenzo alla partenza, gli prende la risa…e fa pattinare la gomma per
100 m. sa già che il suo compagno di box verrà fermato e gli viene una gran voglia di fare il garone.
Piglio deciso, rimonta su Iannone che è terzo, e, anche se i primi sono già lontani ha il podio
praticamente in tasca. Purtroppo, anche per lui cade la mannaia della Bridgestone (non può
lamentarsi platealmente in quanto testimonial per la casa Giapponese) fa il gambero fino a farsi
quasi raggiungere da Lorenzo: ride bene chi ride trough. A fine gara affianca il vincitore per complimentarsi mentre Marc è in piedi sulle pedane, lo guarda sconsolato, probabilmente pensando: ma se non avessi MAI lasciato la Honda, quanti mondiali
avrei vinto?
Pedrosa. Subisce la maledizione di Puig, l’ex manager allontanato perché influenzava il piccolo
Dani in maniera negativa, ora probabilmente ride sotto i baffi. Pedrosa è bravo quanto sfortunato,
prima incoccia su Stoner, ora su questo Marquez. Insomma, non gliene va bene una…si sta
convincendo che il secondo posto è un ottimo risultato, Puig per me gli gufa alla grande.
CrutchlowCrutchlow. Cade rovinosamente. Mentre tutte le Ducati cominciano a funzionare, la sua no. Si
spegne in continuazione, cambia le gomme, attacca, arranca e rotola nella via di fuga. Occhi
spiritati, collo corto, una appendice aerodinamica che lo fa assomigliare al gobbo di Notre Dame e
una sfiga micidiale. Coraggio Cal: non può sempre andar male…

Infine, belle le gare di Bradl e di Smith, che finiscono la gara a ridosso del podio, ma soprattutto la
finiscono… Paul Espargaro che si prende la soddisfazione di sopravanzare il più esperto fratello.
Bautista invece sembra avere perso la giusta via. Messosi in luce in Qatar e in qualche turno di prova, in
gara non ha il ritmo dei migliori, colleziona così un’altra caduta: per Gresini è tempo di cercare un
pilota per il prossimo anno.

Un commento to “Mario Lega analizza Austin: Lorenzo incredibile, Marquez “rischiatutto”, Dovi ruggisce e Rossi tradito dalla Bridgestone di cui è testimonial!”

  1. SMANETTONE scrive:

    Condivido parola x parola… ciao Mario

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