Domenica no grazie? “Sulle aperture festive e domenicali la competenza torni alle Regioni!”

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17 aprile 2014

PESARO – “In merito alle dichiarazioni rilasciate al Carlino di Pesaro dal gruppo costituito da lavoratori della GDO, che si batte contro le aperture festive degli esercizi -spiega il direttore Confesercenti Pesaro, Roberto Borgiani- ci sentiamo in dovere di affermare che Confesercenti Pesaro non è in alcun modo stata interpellata. Non ci risultano richieste di collaborazione da parte del gruppo “Domenica NO Grazie – Marche”, ed anzi, sentiamo di doverci scusare con loro se dovesse esserci sfuggito qualcosa. Nel frattempo voglio ribadire la posizione di Confesercenti Pesaro e Urbino: noi vogliamo che le competenze in materia tornino alle Regioni che decidano una volte sentite le Associazioni di categoria e i sindacati dei lavoratori”.

 

“E’ stata proprio Confesercenti – continua Ilva Sartini, direttore Confesercenti Marche – che, nel 2013 in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana, ha promosso una legge d’iniziativa popolare , attivando la raccolta di firme con lo slogan “Libera la Domenica”, iniziativa alla quale Confesercenti Marche ha contribuito con migliaia di adesioni: la proposta di legge purtroppo però giace ancora in Parlamento, nonostante il nostro impegno costante per farla discutere. L’obiettivo è quello di riportare la decisione sulle aperture festive in capo alle Regioni, le quali poi stabiliranno, d’accordo con le parti sociali, in quante e quali festività si possano tenere aperti i negozi: un numero limitato di aperture nei periodi giusti può creare occasioni di crescita economica e lavoro, mentre la liberalizzazione selvaggia rischia di rendere piccoli imprenditori e lavoratori dipendenti schiavi di un meccanismo che non porta benefici ed impedisce di conciliare il lavoro con altri bisogni ed interessi.”

 

Confesercenti, dunque, sostiene tutte quelle iniziative di sensibilizzazione utili all’apertura della discussione sulla proposta di legge in Parlamento ed anzi invita la Regione, che siede al tavolo della Conferenza delle Regioni con un ruolo di primo piano, ed i parlamentari eletti nelle Marche ad attivarsi per l’approvazione in tempi rapidi.

 

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