“Sette lavoratori licenziati nel subappalto di Santa Colomba”

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17 aprile 2014

PESARO – “Davvero una brutta storia, il solito teatrino della burocrazia che lascia senza lavoro i dipendenti “, così esordiscono le OO.SS. Filcams – Cgil e Fisascat – Cisl, commentando i licenziamenti avvenuti a S. Colomba.

Sette degli 11 lavoratori della cooperativa sociale Solidale che lavorano a S. Colomba sono stati licenziati, dall’oggi al domani, con la motivazione che il subappalto a cui erano adibiti era cessato.

Questo è il destino a cui putroppo, troppo spesso, vanno incontro i lavoratori che prestaziono servizio nel sistema degli appalti.

Ma in questo caso specifico la storia che ha portato a questi licenziamenti è ben più complessa e parte da lontano.

Nel 2011, infatti, fu firmato dal Comune di Pesaro, le centrali cooperative e le organizzazioni sindacali un protocollo d’intesa per la gestione degli appalti , un documento importante finalizzato ad evitare gli abusi in questo settore.

Sempre nel 2011 per la gestione dei pasti per S. Colomba e per l’ASUR fu costituita un’ATI tra le società Cirfood e Dussmann, e quest’ultima la subappaltò alla cooperativa Solidale.

Quindi presso il centro cotttura di S.Colomba venivano preparati i pasti per gli ospiti di S. Colomba e per quelli indicati dall’Asur.

Il 31 marzo l’Asur con una determina non proroga più il servizio di preparazione dei pasti alla Solidale, dichiarando il subappalto illegale fin dall’inizio, pur avendolo prorogato per due anni di seguito.

Solidale pertanto è costretta a licenziare 7 lavoratori in esubero che per legge devono essere riassunti dalla società Cirfood che è titolata alla preparazione dei pasti per Asur, peccato però che la loro sede sia Cagli e i lavoratori dovrebbero spostarsi fin là ogni giorno per lavorare 3 ore al giorno.

Le organizzazioni sindacali Filcams – Cgil e Fisascat – Cisl , si sono adoperate in queste settimane per sollecitare, Istituzioni, Comune, e Prefettura, per trovare una soluzione condivisa di questa situazione che è a dir poco aberrante, e dimostra, se ma ce ne fosse stato bisogno, come l’anello debole di questa catena siano i lavoratori che si ritrovano, dall’oggi al domani, senza lavoro.

Le organizzazioni sindacali sono unanimi nel dire che questa situazione doveva essere gestita diversamente, informando preventivamente il sindacato di tutto per trovare una via d’uscita che non penalizzasse i lavoratori.

In questo momento economico e sociale così difficile per tutti, noi auspichiamo che sia l’Asur che le Istituzioni locali e regionali si adoperino fattivamente, fin da subito, per trovare una soluzione positiva, perchè non la possono pagare i lavoratori la burocrazia e l’inefficienza di chi li governa.

Le OO.SS., nel frattempo, si sono adoperate immediatamente per tutelare i lavoratori in base alle previsioni di legge, perchè l’altra assurdità di questa situazione è che le persone licenziate prestavano servizio a S. Colomba da oltre 15 anni, e sono donne e uomini con un’anzianità anagrafica che difficilmente per come è strutturato il mercato del lavoro locale, potranno riavere una ricollocazione lavorativa a breve.

Ci piacerebbe che questa vicenda facesse riflettere un po’ tutti gli attori sociali, e che ci fosse una risposta corale se davvero crediamo ancora nella coesione sociale e sul valore identitario del lavoro.

 p. Filcams – Cgil – Fisascat – Cisl

 

 

 

 

 

 

 

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