Made in Italy, il Parlamento Europeo approva in zona Cesarini un regolamento più forte. Bordoni: “Meglio tardi che mai”

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18 aprile 2014

PESARO – Anche se tardi arriva un deciso passo in avanti verso la tutela del Made in Italy, del “fatto in Italia” e di tanti prodotti dell’abbigliamento prodotto nella provincia di Pesaro e Urbino. La CNA accoglie con favore il risultato di quanto deciso a Bruxelles. Il Parlamento Europeo ha approvato infatti il martedì scorso il regolamento relativo al “Made In”. Il precedente regolamento è stato quindi emendato e rafforzato negli obiettivi di valorizzazione e tutela delle produzioni nazionali.

 

Come in precedenza, la battaglia si sposta adesso nell’ambito del Consiglio Europeo e della stesura definitiva del regolamento.

 

“E’ un grande passo in avanti nella battaglia che da anni portiamo avanti per la tutela dei prodotti delle nostre aziende. Aziende come quelle della provincia di Pesaro e Urbino appartenenti ormai ad un ex distretto (quello del tessile e abbigliamento), chiuse o semidistrutte in questi anni dalla concorrenza dei paesi asiatici e dalla contraffazione. Ora non dovranno esserci più equivoci – dice il segretario provinciale della CNA di Pesaro e Urbino, Moreno Bordoni – la realizzazione dei prodotti dovrà essere il risultato del lavoro delle imprese che operano nelle filiere; questo sarà attuabile in concreto solo attraverso la modifica del regolamento doganale. Su questo fronte l’impegno dovrà essere massimo e unitario da parte delle istituzioni e del mondo associativo tutto, al fine di realizzare una vera tutela”. Sarà dunque la modifica del regolamento doganale (art. 24 regolamento n. 2913/92 e successive modifiche) a dare la certezza della provenienza dei prodotti che circolano nell’Unione europea. “Non è più pensabile per quanto riguarda jeans o altro che taglio, cucitura, lavaggi siano fasi marginali nella realizzazione di un prodotto che si intenda definire “made in Italy”.

 

“Ora – conclude Bordoni – dobbiamo promuovere ulteriormente la produzione italiana, certificarla, garantirla e valorizzarla. E’ un’operazione anche culturale che deve vedere impegnati tutti, a cominciare dalle istituzioni.

 

Un commento to “Made in Italy, il Parlamento Europeo approva in zona Cesarini un regolamento più forte. Bordoni: “Meglio tardi che mai””

  1. Ugo Persichini scrive:

    Buongiorno, volevo solo precisare un particolare:dopo lo sfruttamento del ” made in italy” da parte delle grandi firme forse e spero sia arrivato il momento della giusta informazione sulla regolarita’ e provenienza dei prodotti. Inoltre ritengo che la lavorazione del prodotto , che precedentenente le grandi firme hanno sempre sfruttato nei paesi dove la nanodopera e’ a bassissimo costo, fatta in italia possa sicuramante creare nuovi posti di lavoro.

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