Emergenza casa, siamo alla vigilia di un’esplosione sociale: i dati e le contromisure da attuare. A Borgo S.Maria metà degli appartamenti sfitti dal 2012

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22 aprile 2014

Pino Longobardi*

 

PESARO – E ‘ ormai un dato di fatto – di cui hanno  preso coscienza buona parte delle forze politiche – che l’emergenza e la  precarietà abitativa costituiscono, nell’attuale crisi economica che colpisce il Paese (Pesaro e le Marche incluse), uno dei fattori di maggiore e crescente  tensione sociale che interessa larghi strati della popolazione appartenenti, oltre alle tradizionali categorie a rischio, anche fasce di ceto medio, come professionisti e famiglie che fino a poco tempo fa erano a doppio reddito.

Tale situazione è resa particolarmente acuta dai caratteri del mercato immobiliare italiano, dove l’offerta di abitazioni private – con costi molto alti ed inaccessibili per un numero sempre maggiore di famiglie e giovani coppie –  supera largamente l’offerta pubblica scesa progressivamente, negli ultimi anni, ad una quota pari a circa l’1% della produzione edilizia totale. Il Ministero dell’Interno ha recentemente reso note le statistiche relative al 2012, anno nel quale Pesaro e provincia hanno registrato i seguenti dati: 415 richieste di  sfratto; 385 richieste di esecuzione sfratto, 164 sfratti forzosi.

In una ricognizione svolta al Tribunale di Pesaro ho avuto modo di apprendere che il  99% degli atti giudiziari riguardante gli ufficiali giudiziari sono da  ricondurre a sfratti per morosità incolpevoli. In quartiere periferici come  Borgo Santa Maria (ai limiti del territorio comunale) da una prima ricognizione sembra che circa la metà degli appartamenti affittati fino al 2012 siano ora sfitti a causa dell’impossibilità di pagare il canone. A questi possiamo aggiungere i 600 appartamenti – su scala comunale – pignorati per mancanza di
pagamento delle rate del mutuo bancario. Si evince senza tanti giri di parole  che la situazione sarà veramente tragica – ai limiti dell’esplosione sociale – nel momento in cui i circa 10mila disoccupati del solo territorio comunale di  Pesaro finiranno il periodo coperto dagli ammortizzatori sociali o non avranno più aiuti dalla rete parentale e amicale. Nessun governo cittadino – a prescindere dal colore politico – potrà chiudere gli occhi davanti a questo disastro sociale, per questo ho stilato una serie di proposte da avanzare  all’attenzione del Consiglio comunale, non appena verrà rinnovato. In particolare, sto completando un testo da presentare come emendamento al
programma elettorale della coalizione vincitrice delle elezioni, nella quale chiedo al Consiglio e alla Giunta comunale di impegnarsi ad assumere iniziative normative per prevedere – d’accordo con la Prefettura – il blocco dell’esecuzione degli sfratti per morosità incolpevole. Inoltre, chiedo che la prossima Giunta comunale si attivi sin da subito con la Regione per chiedere un  significativo aumento – attraverso lo spostamento di risorse da altri capitoli di bilancio meno urgenti – dei fondi per il sostegno all’emergenza abitativa. Ricordiamoci infatti che l’equazione “perdi il lavoro, perdi la casa” è quanto mai vera oggi e lo sarà ancora di più nei prossimi mesi. Proseguendo con  un’ulteriore proposta di azione politica da concordare con la Regione, chiedo la creazione di un fondo di solidarietà, dotato di un congruo finanziamento
pubblico e privato, da attivare con il concorso di ulteriori risorse eventualmente messe a disposizione da Regione, Comune, banche e privati, da
implementare eventualmente anche con un “fondo di rotazione”, costituito presso il Comune e alimentato dalle somme volontariamente versate dai conduttori a titolo di deposito cauzionale, al fine di favorire possibili procedure di conciliazione e rinegoziazione tra locatore e conduttore. Tale “buona prassi” è già stata oggetto di riflessione e proposta su scala nazionale da parte dell’Unione Inquilini ed è finita anche nell’aula di Montecitorio sotto forma di mozione. Infine, con gli stessi criteri invito Comune e Regione a predisporre un piano di area vasta (ragionando in termini di territori provinciali), con adeguato stanziamento di risorse, destinato a tutti i Comuni attraverso il coinvolgimento dei sindacati inquilini e dell’Anci, per incrementare l’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica e di edilizia sociale, attraverso la definizione dell’effettivo fabbisogno e i soggetti destinatari, prioritariamente quelli con sentenza di sfratto esecutiva, collocati nelle graduatorie comunali per l’accesso ad un alloggio di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, e le famiglie che sono in precarietà abitativa a causa di una elevata incidenza del canone di locazione in rapporto al reddito netto. In conclusione, chiedo che venga effettuato entro il 31 dicembre 2014 – sentite le organizzazioni sindacali degli inquilini – un monitoraggio e il censimento di unità immobiliari o immobili di proprietà di Comune ed Erap, attualmente inutilizzati e lasciati in degrado allo scopo di attuare un piano di recupero dei citati immobili da destinare alle famiglie in graduatoria con sfratto già eseguito o via di esecuzione garantendo così il passaggio da casa a casa.

*Liberi a Sinistra

 

Un commento to “Emergenza casa, siamo alla vigilia di un’esplosione sociale: i dati e le contromisure da attuare. A Borgo S.Maria metà degli appartamenti sfitti dal 2012”

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