Conti: “We are happy from Pesaro? Riflettiamo su quanto accaduto in via Mirabelli”

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26 aprile 2014

Maria Rosa Conti (La Sinistra)

Maria Rosa Conti (La Sinistra)

Maria Rosa Conti*

PESARO – Martedì 22 aprile, mentre rientravo a casa, ho notato un lampeggiante di un mezzo di soccorso in sosta in via Mirabelli: per curiosità, mi sono avvicinata per comprendere di cosa si trattasse e ho appreso che un incendio era divampato da un capannone in disuso ex laboratorio di verniciatura, vicino al cimitero centrale. Il fabbricato è andato a fuoco a causa del rovesciamento di un bidone utilizzato da migranti per farsi scudo dal freddo.

Questo è un episodio che non deve essere assolutamente sottovalutato perché costituisce un rilevante campanello d’allarme sociale che ha colpito un luogo nel cuore della città, che avrebbe potuto interessare anche gli stabili limitrofi e coinvolgere addirittura gli occasionali passanti, considerata anche la densità del traffico nella via.

Come se non bastasse, di recente, una mia cara amica mi ha confidato di temere di non riuscire più a salvare dalla chiusura la piccola ditta che da quarant’anni ha fondato e condotto tutta la sua famiglia. Ma soprattutto vorrebbe uscire da questo profondo momento di crisi ancora con dignità e forza d’animo, senza debiti verso persone che conosce da una vita e senza che il padre, nato e vissuto per dare alla famiglia un lavoro sicuro ed un futuro per i nipoti, possa cadere in depressione (o peggio) per paura di non riuscire a riciclarsi, non avendo ancora maturato la pensione per pochi spiccioli di mesi. E stiamo parlando di gente lavoratrice, che negli anni ha pensato solo a reinvestire nella propria “creatura” e a creare un sistema di ammortizzatori sociali, per così dire, privati proprio in previsione di una catastrofe economica, che mai avrebbe pensato di vivere: ed ora sta dando fondo a tutti i propri risparmi per sopravvivere e non licenziare gli operai, lavorando senza percepire nulla negli ultimi anni per pagare solo le spese vive.

Con questo mi riallaccio a quanto affermato da Pierpaolo Bellucci – insieme al quale, con Pino Longobardi, ci siamo scissi dalla lista civica Solidarietà-LiberiXPesaro, dando vita alla lista civica Liberi a Sinistra (confluita per le imminenti elezioni nella lista “La Sinistra”) – che a Pesaro si potrebbe finire per non avere più prospettive lavorative e, quindi, neppure ad avere un tetto sicuro sopra la testa: in altri termini una città a rischio di non offrire più nulla.

Per questo motivo, a viva voce, rivendico il patrimonio di competenza e proposte fattive messo a disposizione nella precedente parentesi politica (insieme a Pino Longobardi e Pierpaolo Bellucci) della lista civica Solidarietà-LiberiXPesaro e che ora costituisce il nucleo fondamentale dell’azione politica della lista civica Liberi a Sinistra della quale sono co-fondatrice. E’ un patrimonio sul quale ho concretamente lavorato da qualche anno, facendo tesoro dell’esperienza lavorativa e personale maturata sul campo, che consiste nel portare avanti soluzioni concrete in risposta alla forte emergenza sul disagio abitativo e sulla crisi del lavoro ad ogni livello espressivo. Per questo motivo condanno chiunque vada a rispolverare espressioni come “lotta al capitalismo” o “bisogna fare una rivoluzione”, perché non si comprende che in questo momento di profonda crisi non solo economica, ma morale, politica e sociale, così si finisce per incentivare la guerra tra poveri: perché non c’è distinzione, oggi, tra il lavoratore cassaintegrato che finisce l’ammortizzatore sociale, il lavoratore autonomo che non ha più la propria attività, il commerciante che ha il negozio perennemente vuoto o pieno di persone che non comprano più, l’artigiano che non vede più valorizzato il proprio mestiere, lo studente che non ha prospettive per mettere a frutto la propria “carta”. Non servono teoremi sull’idea di fare politica o su una politica idealista, ma fatti concreti, perché un’impresa che chiude è uguale a una fabbrica senza operai e a famiglie che chiudono e a un futuro senza sbocchi per i nostri figli e a un futuro senza una vecchiaia serena per i nostri genitori.

*Candidata in Consiglio comunale per la lista La Sinistra, avvocato del sindacato Unione Inquilini

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